Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
[Via: www.mi-lorenteggio.com ] Vogliamo intervistare una serie di persone del territorio che hanno avuto la possibilità di conoscere Rino Pruiti - (mi-lorenteggio.com) Buccinasco, 11 marzo 2010 - Partiamo da Maurizio Carbonera già Sindaco di Buccinasco con cui Rino Pruiti ha lavorato per cinque anni come Assessore all’Ambiente. Da tre anni entrambi sono Consiglieri di minoranza nel Consiglio Comunale di Buccinasco.
Ormai lavorate insieme da circa otto anni, avete avuto la possibilità di conoscervi in differenti ruoli. Cosa ha da dire della persona Rino Pruiti? E del politico?
Rino Pruiti è una persona che ho imparato ad apprezzare riconoscendogli costanza, coerenza e coraggio rispetto ad un impegno civico che ha sempre cercato di contrastare sia l’impoverimento della politica sia l’affermarsi di un concezione priva della capacità di formulare speranze e progetti. Come Assessore all’Ecologia ha suggerito tutta una serie di iniziative che ci hanno aiutato a cambiare in meglio il paese di Buccinasco recuperando l’ambiente. Ha con il suo operato sottolineato con forza la necessità di contrastare l’illegalità diffusa sul territorio, avendo ben presente una idea di città e di organizzazione della vita associata.
In questi anni quali sono stati gli ambiti sui quali avete lavorato insieme e con quali risultati?
Il tema principale su cui abbiamo lavorato insieme è stato quello che partiva da una precisa idea di città che recuperava una sua identità ed una sua “anima” questo attraverso il fatto che si favoriva la creazione di reti di relazioni e legami sempre più diffusi. Abbiamo inoltre cercato di diffondere nella città la cultura delle regole, soprattutto attraverso nostri comportamenti corretti, impegnandoci inoltre nel restituire stima sociale e prestigio alle Istituzioni considerate come colla che unisce la comunità.
Il consenso dei cittadini non ci ha permesso di proseguire nel lavoro avviato, purtroppo è stato premiato un progetto che riduce l’attività amministrativa a gestione dell’immediato senza alcuna prospettiva di apertura al futuro.
Nel ruolo di Consiglieri Comunali di minoranza abbiamo continuato e continuiamo ad impegnarci per la città.
Secondo lei quali sono le priorità sulle quali è importante impegnarsi e sulle quali risulterebbe importante utilizzare una risorsa come quella di Rino Pruiti con il suo impegno e le sue competenze?
L’uso del territorio rimane il tema principale che riguarda in generale i Comuni ed in particolare anche il nostro. E’ questo l’ambito dove si incontrano interessi soprattutto economici che normalmente, se non indirizzati, poca attenzione hanno ai problemi di tutti, tipo i soggetti deboli come le persone che concretamente vivono il territorio quali i bambini e gli anziani.
L’altro aspetto è quello della legalità che tanti punti in comune ha con l’uso del territorio. La questione che si pone è come riusciremo nuovamente a far diventare l’Ente Pubblico e la comunità cittadina dei punti di resistenza rispetto a questi fenomeni.
Rino Pruiti con il lavoro in Consiglio Comunale e sul suo blog ha mantenuto aperto un dialogo con tanti cittadini di buona volontà interessati a partecipare alla definizione di una visione condivisa di sviluppo sostenibile.
Se qualcuno volesse dire la sua su Pruiti, ci contatti.
"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."
Elsa Morante
Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini...
Shay era un bambino down. Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball. Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?' Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: 'Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning.
Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono' Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team.
Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri.
Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.
Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.
Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla. Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay. Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita. Invece... Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: 'Shay corri in prima base! Corri in prima base!' Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione.
A quell punto tutti urlarono:' Corri fino alla seconda base!' Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla..
Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti urlavano: 'Bravo Shay, vai così! Ora corri!' Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.
Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia. A quel punto tutti gridarono:' Corri in prima, torna in base!!!!' E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita.
'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità'.
Shay non è vissuto fino all'estate successiva. E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre.. non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.
Possa questo giorno essere un giorno fortunato a chi condividerà questa nota portandolo a conoscenza di tutti !!!!!
Ricordati che TU fai la differenza.
via FaceBook di Francesco De Simone
Il Governo Berlusconi ha varato l'ennesimo provvedimento ad hoc, anzi "ad listam" visto che sana solo le irregolarità del PDL e non di altri partiti, un provvedimento fatto ad uso e consumo dei soliti noti, che calpesta regole, diritti e Costituzione. Truccano le carte con un decreto che definiscono impropriamente 'interpretativo', al solo scopo di ingannare gli italiani, ma in realta' e' una vera e propria truffa!
Infatti fanno una legge per rendere legale tutto cio' che fino a ieri era illegale... alla faccia di chi si è scrupolosamente attenuto alle regole PAGANDONE LE CONSEGUENZE.
Operazione degna dei peggiori regimi: non c'e' piu' il senso del limite ne' del diritto.
Berlusconi, dopo i condoni edilizi, il condono fiscale per chi aveva portato illecitamente soldi all'estero... adesso vara il condono elettorale!
Povera Italia.
Rino Pruiti
Candidato Verdi elezioni regionali Lombardia
www.rinopruiti.it

Oggi in una riunione di un piano di zona dell'est milanese sulle nuove povertà è stato comunicato che la Regione Lombardia per il biennio entrante ha dimezzato i fondi a tutti i piani di zona. Per chi non è dentro alla questione spiego che i piani di zona sono delle associazioni di comuni, obbligatori per legge, a cui viene delegato il compito di gestire le problematiche sociali in maniera sovracomunale come: la disabilità, la malattia mentale, parte delle problematiche legate ai minori come l'affido, la questione della casa, dell'assistenza agli anziani e così via...
Da quanto si è capito, a differenza dello scorso biennio, dove si era potuto investire sulle nuove povertà (che vuol dire disoccupati a causa della crisi o di situazioni familiare problematiche, anziani non in grado di mantenersi con la propria pensione, donne sole o madri single...) circa 800.000 euro, adesso verranno stanziati circa 400.000 euro... la metà!
Roberto Formigoni, sempre meno uno di noi !
fonte Kuda Blog http://www.kuda.tk/
[di Rita Pani] Il decreto Romani è passato, ma noi blogger stiamo fuori (clicca QUI link esterno). Forse non ci hanno ritenuto così importanti o incisivi, capaci di smuovere coscienze, di indurre al libero pensiero. Temono gli audiovisivi, e infatti li andranno a colpire; non temono la parola, convinti come sono che voi non sappiate leggere e pensare.
L’immagine, quella sì la temono, perché come un’arma l’hanno usata sempre contro di noi.
Per un mese intero spegneranno l’ultima Tv rimasta guardabile, manderanno film – Peppone e Don Camillo, per non sbagliare, o la fiction che racconta che poi mussolini non era tanto male: scopava tanto e faceva arrivare i treni in orario.
L’immagine non dovrà dire che la mafia al governo corrompe, ruba, specula, tiranneggia un popolo. Nessuno dovrà sospettare che Tangentopoli si è trasformata in Mafiopoli, e in pieno regime di mafia, si sacrifica il pedone per salvare il re.
Si è dimesso il senatore della 'ndrangheta, con l’unanime sdegno di maggioranza e opposizione, ma si scorda che dell’utri è ancora là. Ed è intoccabile.
Per un mese di campagna elettorale, l’elettore non dovrà pensare alla giustizia ingiusta che mette in carcere la ragazzina rom, ma salva i ladri veri.
Nessuno dovrà sospettare che il tizio del consiglio è un corruttore, e che è insensato lasciare a lui il compito di regolamentare uno stato. Esce il suo libro domani, pieno di immagini e messaggini da baci perugina. Quello basterà a ricordare che qualcuno lo odia (io sono qualcuno), che l’amore vince sempre, che i giudici sono sporchi e cattivi, che tutti ce l’hanno con lui, che lui lo fa per noi (non si capisce cosa) che si conserva bene tra plastica e crioterapia.
Non si sappia che L’Aquila è in subbuglio, che le C.A.S.E. stanno marcendo, che la vita degli aquilani ha perso di senso, che qualcuno si sente come se fosse stato deportato, e che soprattutto solo ora inizia a realizzare di avere un tetto di cartone sopra la testa, perché è bastato pagare qualche puttana a Bertolaso per arricchirsi sulla vita dei parenti morti sotto il crollo di Aprile.
Per un mese nessuno si dovrà azzardare di mostrare i lavoratori in piazza, i disoccupati che cedono alla tentazione e si ammazzano, la disperazione di chi non riesce a guardare oltre domani. Le scuole distrutte, con i soffitti che cadono, senza i riscaldamenti, senza gli insegnanti.
Tutto dovrà andare bene, solo per un mesetto. Reality show, nani, ballerine, eroi morti per la patria, extracomunitari mostri e assassini – che la paura ha sempre senso – stanziamenti di opere faraoniche che non si faranno mai, città a piedi – che quant’è bella Milano senza smog alla domenica: tanto ci avveleniamo lunedì.
Un mese in cui toccherà a noi, che un’opinione la conserviamo, spiegare quando della nostra storia si è perso il senso. Quando è stato che ci siamo distratti così tanto da lasciare che questi usurpassero la nostra democrazia.
Toccherà a noi andare alle urne, perché dopo i fatti di Padova, se non ci andremo noi ci andranno i nostri nonni, anche se riposano in pace da almeno vent’anni.
Non importa che il voto sia valido, l’importante è non lasciare uno spazio voto accanto al tuo nome, una scheda bianca da riempire laddove tuo nonno non avrebbe votato mai.
Tempo fa su ecoblog pubblicavamo una ricerca che annunciava la riduzione delle dimensioni del pene degli orsi polari, causa inquinamento. Lo stesso restringimento si è notato per il pene dei maschietti italiani misurato a riposo a oltre 2000 ragazzi dai 18 anni in su di Padova. Scrivono i colleghi di queerblog, che di certi giochetti se ne intendono:
Gli studiosi hanno misurato il birillo di 2123 ragazzi diciottenni delle scuole superiori di Padova e provincia ed è risultato che, in media, la lunghezza del pene a riposo si è ridotta del 10% negli ultimi sessant’anni: vale a dire si è passati da 9,7 centimetri a 8,9. Cinquantadue ragazzi, poi, (il 30,7% dei quali obesi) avevano il pisello a riposo di 6 centimetri e i ricercatori l’hanno definito “micropene”.
Sotto accusa l’inquinamento ambientale e i suoi effetti “anti-androgenici”, legati in particolare a diossine, pesticidi, metalli pesanti, additivi di plastiche, vernici e materiali tossici liberati dai detergenti. L’inquinamento danneggia lo sviluppo e la funzione dell’apparato sessuale maschile già nel periodo embrionale. Le dimensioni del pene sono androgeno-dipendenti e la crescita dell’organo si verifica nei primi quattro mesi di vita embrionale, entro i primi quattro anni di vita e durante lo sviluppo adolescenziale. E la riduzione di androgeni è legata anche allo sviluppo di tumori e all’aumento della sterilità.
Non è dato sapere se l’ameno strumento quando adeguatamente sollecitato, recuperi o meno centimetri.
via: ecoblog
La questione del consenso a Berlusconi sta diventando un vero rompicapo. Non si comprende infatti come, nonostante le prove di malgoverno che ha dato in passato e che continua a dare nel corso dell’attuale legislatura, egli riscuota ancora, stando ai sondaggi, il favore della maggioranza degli italiani.
La spiegazione secondo la quale il favore dipenda dal fatto che questa maggioranza si identifica con Berlusconi perché egli ne interpreta le pulsioni più profonde non sembra sufficiente, soprattutto oggi, in presenza di una crisi che colpisce più o meno tutti e che rende ancora più evidente la contraddizione tra le politiche di cui ci sarebbe bisogno per governarla e le menzogne che vengono sistematicamente propinate dal premier circa la sua gravità e sul fatto che la crisi sarebbe ormai alle nostre spalle.
Senza parlare, poi, delle sconvolgenti notizie sugli intrallazzi all’interno della Protezione Civile e sulla dissipazione di pubblico denaro dalla stessa favorita emerse dalle indagini condotte dai magistrati di Firenze, la cui responsabilità non può non farsi risalire al Presidente del Consiglio, per avere egli sottratto con artifici vari quel delicato settore della P.A. ai controlli di legalità cui sono soggetti tutti i centri della spesa pubblica.
Dobbiamo allora pensare che le massicce dosi di pentotal televisivo somministrate in tutti questi anni abbiano ridotto il cervello degli italiani in uno stato di coma profondo e irreversibile? Benchè suggestiva, in quanto supportata da robuste analisi psicologiche, neppure questa spiegazione appare sufficiente.
Se proviamo, però, a guardare in profondità, dentro le condizioni in cui si svolge la convivenza civile nel nostro paese, a quali siano i dati relativi alla distribuzione della ricchezza tra i diversi gruppi sociali, ai rapporti tra i cittadini e il fisco, si profila ed assume sorprendente consistenza quella che io ritengo la più attendibile spiegazione del fenomeno B. e cioè: lo stato di profonda e diffusa illegalità in cui versa il nostro paese e la ingiustizia sociale cronica che lo caratterizza.
E’ stato rilevato che un’altissima percentuale di soggetti non adempie l’obbligo di pagare le tasse e che la cifra dei poveri in Italia ha raggiunto se non superato gli otto milioni di persone e, mentre gli uni sono evidentemente interessati al mantenimento dello status quo perché si arricchiscono a spese di chi le tasse invece le paga, gli altri, dovendo lottare per la sopravvivenza, non hanno la forza di ribellarsi e di rivendicare i diritti fondamentali loro spettanti come cittadini.
Ecco perché gli scandali del malgoverno e delle ruberie di pubblico denaro non provocano l’effetto che dovrebbero su chi oggi governa: chi non paga le tasse rimane indifferente a come il pubblico denaro viene amministrato per la semplice ragione che, in esso, non c’è una lira di suo; chi è povero non ha l’animo né il tempo per indignarsi, dovendo pensare a come sopravvivere.
Il combinato disposto di questi due fattori diventa così, paradossalmente, la migliore assicurazione, per Berlusconi, di poter rimanere a lungo al comando, perché soltanto un terremoto sociale di cui però non si intravedono le avvisaglie potrebbe disarcionarlo.
Francesco Paolo Fazio
(22 febbraio 2010)