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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di prunas (del 01/09/2010 @ 08:02:08, in Legalità, linkato 47 volte)

Presadiretta Rai 3 ore 21.30 domenica 5 settembreIl 5 settembre alle 21.30 PRESADIRETTA torna in onda su RAI TRE. Nella settimana che ha visto la criminalità calabrese attaccare direttamente gli uomini dello Stato, PRESADIRETTA ha deciso di dedicare tutta la prima puntata alla 'NDRANGHETA. Vi faremo toccare con mano quanto vasto è l’insediamento della 'ndrangheta a Milano e Provincia.

Abbiamo seguito per mesi l’attività di contrasto alle cosche calabresi fatta da centinaia di poliziotti, carabinieri, finanzieri e magistrati e vi faremo vedere quanto profonda è la presenza della 'ndrangheta nel tessuto sociale ed economico dei territori in cui si insedia.

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Di prunas (del 02/08/2010 @ 07:50:46, in Viabilità, linkato 218 volte)

Graziano Musella Sindaco di Assago MIAssago - L'Amministrazione comunale assaghese se ne parte per le vacanze mettendosi in valigia la fondamentale approvazione della variante viabilistica, ottenuta dopo aver valutato le osservazioni pervenute in un Consiglio comunale, quello del 28 luglio, in cui l'opposizione si è presentata decimata (assenti Domenico Raimondo ed Emilio Duminuco ).

Il piano fortemente inseguito da Graziano Musella per adeguare la viabilità all'arrivo della metropolitana ed all'entrata a pieno regime delle attività dell'area D4 a Milanofiori (ma che coinvolge anche Milano, Rozzano e Buccinasco) è quindi molto più che vicino a concretizzarsi.

Materia assolutamente densa e complessa, dalla quale si possono evidenziare tre punti fondamentali. Ci sono gli Ok di Serravalle e del Parco agricolo Sud Milano, pur con qualche raccomandazione che l'Amministrazione è intenzionata ad accogliere.

Due: le obiezioni avanzate dal Pd con oltre 250 firme raccolte sono state rigettate. Niente bretella a sud parallela alla tangenziale per il traffico verso Rozzano perchè l'apertura del nuovo ponte sul Naviglio all'altezza della chiusa dovrebbe essere sufficiente a sostenere i nuovi flussi di mezzi pesanti. Le osservazioni del Pd esprimevano preoccupazione anche a nord, per il raccordo con Buccinasco: «C'è un protocollo d'intesa - ha lamentato Domenico Santobuono - molto vago con Buccinasco, dove anche la Commissione non è entusiasta di questo progetto. E si capisce, visto che tutto il traffico pesante a nord finirebbe a loro. Intanto però la metro partirà e, senza raccordo, tutto graverà invece su Assago».

«Sul protocollo c'è la firma di Cereda - ha risposto l'assessore Francesco Pagliuca - ed è ciò che conta. Manca l'Ok di Milano, ma per ragioni burocratiche».

Il vero scoglio è stata la durissima opposizione di Milanofiori 2000, principale attore economico della D4, specie per un raccordo a forma di cappio che avrebbe spazzato via il distributore di benzina. Si è giunti ad un passo dal Tar, come ricordato da Pierpaolo Montagna , «Assago viva», anche perchè in pratica la variante era stata pensata senza coinvolgere l'operatore.

Provvidenziale è stato un fresco studio di Serravalle che ha giudicato ridondante il cappio, che pareva decisivo fino a pochi mesi fa: abolito quello, Milanofiori 2000 è sembrata più conciliante e ha già protocollato una propria bozza di accordo per proseguire con i propri interventi, la cui qualità (e relativo valore) dipende dalla nuova conformazione viabilistica. Alla quale ora non manca davvero nulla per partire.

Articolo pubblicato il 02/08/10
Gazzetta Sud Milano

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Ad Assago, primo tra i Comuni della Provincia di Milano a discutere la mozione per l’acqua pubblica (in allegato clicca QUI 60 Kb pdf), questa è stata bocciata dal Sindaco e dalla sua maggioranza di centro destra con 10 voti contrari e solo 3 a favore, i consiglieri proponenti della lista Raimondo per Assago (Pd e Verdi ndr).

Il Sindaco ha motivato la scelta della maggioranza sostenendo che una posizione contro la privatizzazione dei servizi di gestione dell'acqua è prematura in un momento in cui non si conoscono ancora le sorti dell'art. 23-bis del Decreto Ronchi.

Non è servito a nulla ricordare al sindaco Graziano Musella, nonché presidente di Amiacque, che in Provincia di Milano i timori di una privatizzazione dei servizi di erogazione e gestione dell'acqua pubblica sono dettati principalmente dalla deliberazione n. 5/2004 dell'ATO Provincia di Milano, che obbliga a cedere ai privati, entro la fine del 2010, il 40% della società di gestione Amiacque.

L’aspetto paradossale è Musella ha votato contro la mozione pur sostenuto di essere contrario alla privatizzazione di Amiacque, ribadendo che in Provincia di Milano il servizio è gestito in maniera efficiente e pertanto non si configura la necessità di una partecipazione di privati nella società.

Le sue argomentazioni erano deboli e ridondanti, come l'inutilità di prendere una posizione come membro dell'Ato, quando probabilmente questi organismi verranno aboliti.

Come “Comitato per l’acqua pubblica” del Corsichese pensiamo che si sia persa una importante occasione per esprimere una posizione chiara contro la privatizzazione dell’acqua, dando così la possibilità ai cittadini italiani di esprimersi l’anno prossimo sul referendum per il quale sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme.

Continueremo a fare pressioni su tutti i comuni della nostra zona per far discutere la mozione in modo da poter assumere, in occasione della prossima assemblea ATO, un chiaro indirizzo a difesa e salvaguardia dell’acqua pubblica nel territorio della provincia di Milano.
comitato per l’acqua pubblica Corsichese
comitatoacquacorsico.blogspot.com
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CORSICO CON I TAGLI DEL GOVERNO, 500MILA EURO IN MENO A DICEMBRE - A rischio gli aiuti alle famiglie. Corsico abbandona il ruolo di capofila del Piano di zona [di FRANCESCA SANTOLINI Il Giorno del 28 luglio 2010] IL PIANO DI ZONA per i servizi sociali rischia di perdere il Comune capofila: Corsico. La notizia è emersa nel corso del Consiglio comunale quando il sindaco Maria Ferrucci ha evidenziato le difficoltà di gestione con cui dovrà fare i conti il Comune e l’onere che, un ruolo simile, impone.

Così, dopo aver già avvisato tutti i Comuni che hanno aderito al progetto sovracomunale (Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio e Cusago), la cattedra di capofila rischia di restare vacante.

Una scelta difficile e dovuta, principalmente, alle difficoltà derivanti dai continui tagli ai contribuiti statali erogati agli enti locali: meno 500mila euro nel 2010, meno 1.300.000 euro nel 2011 e meno 2.100.000 euro nel 2012: cifre che hanno messo sugli attenti tutti i Comuni.

«SE LE COSE non cambiano, verrà messo a repentaglio lo stesso funzionamento dei servizi essenziali»: questo il grido d’allarme lanciato nelle settimane scorse dall’assessore comunale alle Finanze Gino Muzza.

Infatti, gli sforzi richiesti dalla manovra possono risultare deleteri per la stabilità degli enti che hanno già iniziato a mettere in atto strategie taglia-spese.

«Stiamo già lavorando per razionalizzare spazi e spese — spiega il sindaco Maria Ferrucci — Per fortuna il nostro Comune ha un bilancio sano, con un indebitamento pari all’1,32%, quindi ben al di sotto del 15% consentito. Però, non modificando la manovra, ridistribuendo i pesi dei sacrifici anche sugli apparati statali e non solo sulle autonomie locali, non so quali interventi saranno necessari se si vorrà rispettare il Patto di stabilità interno».

PROPRIO per rispettare il Patto di stabilità, Corsico dovrà tagliare 500mila euro di risorse entro dicembre. A rischio, quindi, sarebbero proprio i servizi alla persona, quelli intorno ai quali si è costituito il Piano di zona che ha come obiettivo quello di costituire un sistema integrato di interventi e servizi in cui tutti i soggetti, pubblici e privati, mettano in rete conoscenze e competenze.

Perplessità sulla sorte dei Comuni anche da Cesano Boscone. «Nella manovra non è stata fatta alcuna distinzione — precisa il sindaco Vincenzo D’Avanzo — tra le realtà più efficienti e quelle dove è elevato il livello degli sprechi. Colpirà anche la crescita economica proprio per il suo carattere depressivo, assestando una riduzione del Pil dello 0.5% e dello 0.2% dei consumi nel triennio 2010-2012. Inoltre non presenta né interventi strutturali né provvedimenti anticrisi come quelli adottati da altri Paesi europei».

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Graziano Musella Sindaco PDL di ASSAGO MIMercoledì prossimo 28 luglio, nello tradizione che contraddistingue da sempre il "nuovo vecchio" Sindaco di Assago (PDL ex Socialista) che governa da oltre un ventennio (clicca QUI link interno), sarà approvata la nuova viabilità "urbana" che completerà il disegno di cementificazione e distruzione del territorio iniziato 10 anni or sono dallo stesso Musella.

Avevo già scritto più volte di queste decisioni (clicca QUI link interno).

Dopo "l'adozione" della variante al piano regolatore generale, sono state presentate diverse osservazioni, ovviamente tutte le indicazioni contrarie sono state bocciate dal Comune, tutte tranne una, cioè quella dei "costruttori" presentata dalla Società "Milanofiori 2000" che è l'operatore privato, cioè chi ha costruito e costruirà il tutto, in effetti sarebbe stato impossibile ignorare la volontà di chi, concretamente, ci metterà i soldini necessari (clicca QUI 140 Kb Pdf).

La nuova variante è inutile per la soluzione dei problemi viabilistici che affliggono Assago a causa dell'ingente cementificazione della zona D4 (commerciale) di Milanofiori (fatta sempre da Musella e dal PDL + Lega Nord + Comunione & Liberazione), quindi la nuova viabilità servirà esclusivamente allo scopo di dare una strada adeguata a quella che oramai è definita come "Assago2": l'edificazione per 2.000 nuovi abitanti presso la c.na "Bazzana".

E la nuova strada per Buccinasco? Nella relazione che accompagna la delibera si dice che: " .. il tracciato è in fase di definizione con i Comuni interessati .. "(Buccinasco e Milano ndr). Se ne riparlerà quindi in futuro, quando Assago definirà - bontà sua - il suo PGT, infatti, stanno facendo tutto questo senza avere una piano di governo del territorio, si vive anche lì alla giornata, senza un disegno generale che comprenda e analizzi tutte le problematiche del territorio e si relazioni con i Comuni limitrofi.

Il collegamento con Rozzano? Non ridete per favore! Nella variante si dice che c'è già e che sarà lo sfogo del traffico pesante per la tangenziale ovest! Stiamo parlando della SP 184 per Rozzano (Nel Parco Agricolo sud Milano) che si collegherà alla SS 35 con un nuovo ponticello che Rozzano sta realizzando! Avete capito? Avete presente la SP184 per Rozzano? Praticamente se si incrociano due utilitarie devono rallentare per non toccarsi, e da quì cogliono far passare il traffico pesante per la tangenziale ovest di Rozzano?

Concludendo: nessuna analisi viabilistica, nessuno studio sovra-comunale, nessun accordo con i Comuni limitrofi ne tantomeno con la Provincia di Milano, nessuna previsione dell'utenza che utilizzerà le nuove fermate della MM2... nulla! Però si approveranno comunque una nuova viabilità al servizio del cemento !

Auguri Assago ! Una cosa è sicura: hanno i governanti che si sono scelti.

Rino Pruiti
www.rinopruiti.it

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Di prunas (del 18/07/2010 @ 16:54:39, in povera italia, linkato 231 volte)

Gianfranco Rotondi, il ministro con la testa a kiwi e la delega all’Attuazione del programma (praticamente un disoccupato), l’aveva detto dopo le dimissioni di Scajola: “Attenti, si crea un pericoloso precedente”. Se passa l’idea che un ministro coinvolto in uno scandalo, tipo che non sa chi gli ha pagato la casa, si deve dimettere per così poco, chissà dove si andrà a finire. Non l’hanno ascoltato.

Così, nell’ordine, anzi a trenino, dietro Scajola han preso la porta anche Brancher (che era appena entrato) e Cosentino (che, per ovvi motivi, non voleva uscire).

Per i prossimi, Verdini e Caliendo, è questione di giorni. La decimazione del governo B3 per lo scandalo P3 ricorda il giallo di Agatha Christie Dieci piccoli indiani. Ma soprattutto il primo governo Amato, che tra febbraio e marzo del 1993 perse per strada cinque ministri inquisiti (Martelli, Fontana, Goria, Reviglio, De Lorenzo), più un sesto (Ripa di Meana) sdegnato per una simile compagnia. Dopodiché Amato, rimasto solo, chiuse porte e finestre, spense le luci e salì al Quirinale per dare le dimissioni: il suo governo si era trasferito a Palazzo di Giustizia.

In quei mesi B, con la collaborazione di Dell’Utri e qualche visitina di Mangano, stava creando Forza Italia per prendere il posto di quella che lui stesso definì a reti unificate “la vecchia classe politica travolta dai fatti e superata dai tempi” dopo l’“autoaffondamento dei vecchi governanti schiacciati dal peso del debito pubblico e del sistema del finanziamento illegale dei partiti”.

Quindi, con le sue tv e i suoi giornali, soffiava sul fuoco di quello che oggi dipinge, sgomento, come “un clima giustizialista e giacobino”. Perché oggi tocca a lui.

Quando ammonisce i giudici a lasciar perdere Flavio Carboni perché “non si arresta un uomo di 78 anni”, sta pensando a se stesso, che ne ha 74. Silvio e Flavio sono vecchi compari, anzi confratelli piduisti, han fatto affari insieme, sono alti un metro e una spanna, portano tacchi, parrucchino e bypass. Due gemelli: uno dentro, l’altro ancora a piede libero. Flavio, parlando astutamente in codice di lui, lo chiamava “Cesare” con un cifrario a metà fra Shakespeare e Totò & Peppino: “Il dossier è arrivato nella stanza di Cesare, i tribuni gli hanno già dato la notizia”.

Il guaio è che Cesare, più che il condottiero della campagna di Gallia, ricorda il Caligola che fece senatore il suo cavallo (ora però siamo passati ai somari) e il Romolo Augustolo che accompagnò l’Impero alla decomposizione definitiva.

La banda del buco si sta disunendo, sente i rintocchi del Dies Irae e si abbandona a un arraffa-arraffa scomposto, disperato, da ultime ore di Pompei. Come quelle bande di topi d’appartamento che, sentendo suonare l’allarme della casa e in lontananza le sirene della polizia, si riempiono le tasche con le ultime posate d’argento e gli ultimi gioielli alla rinfusa prima della fuga.

Lui, Cesare Silviolo, dà una potatina qua e là per tagliare le mani più prensili e salvare almeno l’argenteria di famiglia, lui stesso stupefatto dalla rapidità di apprendimento degli allievi che stanno superando il maestro.

Intanto, sul Corriere, Massimo Franco spaccia questa guerra per bande per un’opera di moralizzazione e si complimenta molto con B. perché “ha fatto la scelta giusta” scaricando i rapinatori più smodati con una “decisione saggia” allontanando un’“immagine di impunità” e il sospetto che “nella penombra del grande albero berlusconiano si fossero annidati segmenti di società che usano il governo come guscio dentro il quale ingrassare i loro comitati d’affari”.

Ecco, questo no, questo mai: sospettare che qualcuno usi il governo B. per fare affari e conquistare impunità sarebbe inammissibile: fortuna che B, notoriamente alieno dagli affari e dall’impunità, sta “saggiamente” provvedendo a fare pulizia.

C’è da augurarsi che il Pompiere della Sera non scopra mai che B. ha più processi di Scajola, Brancher, Cosentino e Verdini messi insieme: altrimenti potrebbe persino sfuggirgli un “ohibò”.

Marco Travaglio
via: http://www.laltranotizia.net

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Di prunas (del 18/07/2010 @ 16:53:23, in Legalità, linkato 203 volte)

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Di prunas (del 14/07/2010 @ 07:34:25, in Lettere, linkato 341 volte)

Graziano Musella Sindaco PDL di ASSAGO MIVolevo informarvi che settimana scorsa sono stato invitato a colloquio dal Sindaco di Assago. Gli avevo infatti scritto una lettera di protesta sulla proposta per la nuova viabilità riguardante la exSp184 e lui mi ha invitato a discuterne personalmente. Al di la' della gentilezza e della cordialità della discussione, i risultati sono stati abbastanza sconfortanti. Mi e' stato fondamentalmente ribadito che il potenziamento della exSP184 e' necessario per poter dirottare qui una parte del traffico che al momento grava su via Di Vittorio.

Il fatto che queste strada scorra vicino alle nostre case non desta preoccupazioni visto che passa a "ben" 100m e che sono previsti filari di alberi. Pur essendo certo che l'amministrazione farà di tutto per mitigare l'impatto di tale strada, penso che pero' 100m di aria e qualche albero non possano certo togliere ai residenti il disagio dell'avere una strada di grande traffico (e di traffico veloce, non lento come ora) sotto casa.

E che sara' di grande traffico e' certo, anche se ci continuano a dire che non sara' cosi, tanto che vogliono realizzare al corsia preferenziale per l'autobus. Ovviamente su una strada senza traffico non servirebbe una corsia dedicata. La spiegazione "serve in caso di incidente, per evitare ogni possibile ritardo" convince poco.

Il fatto che tale strada parta dal centro del paese pare non essere per loro un problema perche', se ce ne fosse bisogno, si ripromettono di rendere via matteotti una ZTL per residenti, cosi da tenere le macchine che transiteranno sulla nuova exSp184 fuori dal paese.

Credo che le ZTL risolvano dei problemi ma ne creino altri, infatti devono essere fatte rispettare (un cartello non serve a nulla) e quindi si devono mettere telecamere, gestire un sistema per registrare le targhe, emettere multe, si devono prevedere dei permessi x i non residenti che devono accedere alle case (es. artigiani, personale di servizio ecc.).

Inoltre anche per i residenti stessi non e' certo comodo non poter essere accompagnati sotto casa da un amico, non poter ricevere ospiti se non facendoli parcheggiare a 500m di distanza, chiedere permessi ecc. Quindi mi chiedo perché costruire un qualcosa che poi obblighi a prevedere altre misure correttive di difficile gestione. Sempre ammesso che poi tali misure di prendano...

Inoltre non ho piu' percepito la piena fiducia nella realizzazione del collegamento buccinasco-D4. Cosa che fara' molto piacere ai nostri amici e vicini di Buccinasco, ma che rischia di gettare Assago nel caos.

Morale, la sensazione e' che si voglia insistere molto sulla exSp184 perche' e' l'UNICA cosa che l'amministrazione puo' fare, senza intralci dall'esterno, con poca fatica e pochi costi, per evitare la paralisi quando D4 e MM apriranno. E pazienza se questa strada peggiorerà di molto la vita del paese invece di migliorarla. E se questa sara' l'unica misura presa, ovviamente i danni saranno maggiori dei benefici.

Confesso che sono piuttosto demoralizzato, soprattutto dall'approccio di molti compaesani che si lamentano tanto ma poi non fanno nulla, manco scrivere una semplice e-mail al sindaco per protestare... per non parlare di quelli che invece manco riescono a vedere ad 1 palmo piu' in la' dal proprio naso... o dal proprio giardino!

Ma il risvolto peggiore di tutta questa storia e' che la MM, dal poter essere una bella occasione, una comodita', un privilegio per tutti (assaghesi e vicini), rischia di diventare invece indirettamente causa di malessere e disagio. E questo e' davvero pazzesco.

Buona giornata, Claudio C.

lettera firmata
 

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Di prunas (del 04/07/2010 @ 13:24:48, in Parco Sud Milano, linkato 356 volte)

PirroMilano sta defininendo il suo PGT (ex nuovo piano regolatore generale) che si annuncia come una colata di cemento senza precedenti. In questi giorni si è anche parlato del Parco Agricolo Sud Milano e dei rischi edificatori a danno di questo ultimo polmone verde che circonda la metropoli a sud e a ovest. Le dichiarazioni del Presidente della Provincia Guido Podestà (PDL) e del costruttore Salvatore Ligresti, hanno gettano molta benzina sul fuoco.

Prima l’esternazione a mezzo stampa del magnate siciliano del mattone che sogna di costruire “nuovi quartieri completi” all’interno del Parco Sud, poi le ipotesi di Podestà su un progetto di "valorizzazione", infatti, hanno fatto scattare il campanello d’allarme tra le fila dell’opposizione di Palazzo Marino che ha reagito presentando centinaia di emendamenti.

“Se volete fare saltare l'accordo sulla base di articoli di giornale è fuori luogo e segno di bassa considerazione rispetto a questo consiglio” replica l’Assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli. Il tira e molla dura alcune ore, ma alla fine il disgelo arriva.

Il consiglio comunale approva di comune accordo un sub-emendamento che “impegna il Sindaco e la Giunta a intervenire sugli organi preposti perché nessuna area del Comune di Milano che insiste sul parco Sud venga resa edificabile”.

La maggioranza cede, perché sa che è l’unico modo per ottenere dall’opposizione il ritiro di una buona parte degli emendamenti. Ne vengono ritirati circa 200. Ma quella che da più parti viene subito indicata come "un’importante conquista dell’opposizione" e una generosa concessione della maggioranza, è in realtà una “vittoria di Pirro”.

“La non edificabilità del Parco era già un dato di fatto perché il territorio è di natura agricola- spiega nel corso del dibattito Basilio Rizzo, consigliere della lista Dario Fo- Il problema è che continuiamo a parlare di perequazione, quando invece, come dice la Legge regionale 12, un parco agricolo non può contribuire al calcolo della perequazione”.

Il sub-emendamento votato, nella sostanza, non tocca l’asse portante su cui ruota l’intero Piano: il fatto che i terreni del Parco Sud rimangano agricoli non esclude che, attraverso il sistema della perequazione, generino comunque quegli indici edificatori fittizi – e a detta di molti illegittimi- cui godranno i costruttori in altri spazi del territorio urbano.

Un principio devastante quello che è passato con il consenso delle opposizioni, un precedente che farà storia, questo perchè poi potrebbe (lo sarà sicuramente conoscendo i miei polli) essere applicato a tutti i PGT dei Comuni compresi nel Parco Agricolo Sud Milano, come Buccinasco che ha metà del suo territorio vincolato dal parco regionale, cioè circa 6 Km/q di territorio. Stessa cosa per Assago che ha 4 Km/q a parco.

Quindi, direi che c'è poco da rallegrarsi e da gridare alla vittoria, con gli stessi indici di perequazione (o anche più bassi) si potrebbero costruire a Buccinasco qualcosa come 2 milioni e rotti di metri cubi di cemento residenziale e industriale-commerciale.

Altro che vittoria!

Rino Pruiti
Consigliere comunale di opposizione
Buccinasco MI
www.rinopruiti.it

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Sulla nuova viabilità deliberata dall'attuale Amministrazione Musella (PDL + Lega Nord) abbiamo già scritto (clicca QUI link interno). Oggi la lista civica "Assago Viva", con un ordine del giorno che sarà discusso e votato al prossimo Consiglio comunale chiede:

Premesso che,

- l'imminente realizzazione di un nuovo scavalco sul Naviglio Pavese con innesto sulla nuova
rotatoria realizzata sul territorio del Comune di Rozzano produrrà un inevitabile aumento del
traffico automobilistico lungo la SP 184 da e per Rozzano;

- l'andamento rettilineo della SP 184 nel tratto che ricade nel territorio del Comune di Assago invita alla velocità;

- il calibro abbastanza ridotto della SP 184 rappresenta un indubbio pericolo per chi dovesse percorrerla in bicicletta;

- la SP 184 si raccorda direttamente con la pista ciclabile lungo l'alzaia del Naviglio Pavese

IL CONSIGLIO COMUNALE
1. afferma la necessità di procedere celermente, in tempo utile rispetto al termine lavori della nuovo scavalco sul Naviglio Pavese sul territorio di Rozzano, alla progettazione e realizzazione di una Pista ciclabile lungo la SP 184 verso Rozzano;

2. dà mandato all'Assessore competente e agli Uffici tecnici perchè realizzino uno studio ed
un progetto di massima per la realizzazione della suddetta Pista ciclabile;

3. chiede al Sindaco e alla Giunta di impegnarsi perchè il Comune di Rozzano si faccia parte
attiva per realizzare una Pista ciclabile nel tratto di SP 184 compreso tra il confine con il
Comune di Assago e l'Alzaia del Naviglio pavese.

Il Consigliere Comunale
Pierpaolo Montagna
Gruppo Consigliare “Assago Viva”

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