Luca*, 10 anni, è ospite presso una comunità per minori da un anno e mezzo. Di fatto, all’inizio era con lui anche la mamma ma l’anno scorso, proprio poco prima di Natale, lo ha abbandonato per ritornare con il compagno violento e aggressivo. Luca è cresciuto insieme al fratellino più piccolo in una casa occupata abusivamente, senza cure e attenzioni. Neanche un gioco addolciva la sua cameretta, solo due peluches sporchi e polverosi. Da sempre è stato privato dell’affetto e dell’accudimento di cui tutti i bambini hanno bisogno e nessuno si è realmente occupato di lui. E’ nato non desiderato e il padre all’inizio non l’ha voluto neanche riconoscere; è stato obbligato da subito ad abbandonare il suo status di bambino e responsabilizzato nel prendersi cura del fratellino, al posto dei genitori, troppo impegnati a litigare e a barcamenarsi nella vita.
Luca, appena arrivato in comunità, era un bambino profondamente triste e deprivato: poiché non sapeva dare nome al dolore che sentiva, lamentava continui malesseri fisici come mal di testa e mal di pancia. Crisi aggressive si manifestavano soprattutto quando i genitori mancavano le visite e la rabbia e l’incomprensione per queste assenze hanno raggiunto il massimo livello quando il bambino ha capito che la madre non sarebbe più tornata.
Col tempo e l’aiuto degli educatori, Luca ha pian piano imparato cosa vuol dire essere bambini: è migliorata la sua capacità di giocare, di stare con gli altri, di rispettare le semplici regole del vivere insieme. A scuola, dopo un’iniziale peggioramento, adesso mostra grande interesse e impegno, aiutato dall’insegnante di sostegno.
Anche a questo bambino, come a tanti altri in comunità, nessuno potrà restituire l’infanzia negata, gli abbracci mancati e nella sua memoria, sempre ci saranno pianti inconsolati e bisogni non accolti.
Tuttavia noi del L’Albero della Vita crediamo nella cura dell’amore che non cambia il passato, ma può cambiare il futuro.
La cura c’è e ha la forma e la sostanza dell’amore della famiglia affidataria che Luca sta aspettando.
Per questo bambino cerchiamo una famiglia forte e capace, possibilmente senza figli, desiderosa di dare tanto amore e di accoglierlo, pronta a dargli un’altra opportunità.
Gli interessati possono: contattare lo 0382 - 933447 oppure il 331-3316525
o scrivere al seguente indirizzo e-mail affidofamiliare.fondazione@alberodellavita.org - sito web: www.alberodellavita.org
Diventare famiglie affidatarie è una scelta d'amore bellissima!
[dal Blog Giornalelibero.com] "Un brutto esempio di governo del territorio", nonché "l'esito di una pessima gestione, sia politica sia tecnica". Non è andato leggero l'assessore ai Parchi della Provincia di Milano, Pietro Mezzi, nel definire durante l'ultima assemblea dei Verdi l'approvazione della variante ai confini del Parco Agricolo Sud Milano, votata a maggioranza dai sindaci dei 61 Comuni che ne fanno parte venerdì scorso, a Rozzano. Ma l'assessore Mezzi non ce l'ha con loro...
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Si è tenuto sabato sera 20 dicembre nella Parrocchia di S.Desiderio ad Assago il tradizionale Concerto di Natale 2008, organizzato dal Rotary Club Assago Milanofiori. Presentato dal cittadino assaghese Massimo Valli di RTMC, il programma, si è svolto in due parti alla presenza di un numeroso pubblico.
Nella prima si sono potuti ascoltare alcune celebri Arie sacre di autori come Mozart, Frack, Mascagni, Ortolani, Paradisi Schubert e Verdi. Alla ripresa invece è stata la volta di famose Arie natalize di Brahms, Mendelsson, Rossini, Adam e Giordano.
Belle le voci del Soprano Tiziana Falco e del Tenore Fabio Massimo Jacchetti che si sono distinte sia nei brani solistici che ben amalgamate in quelli di assieme.
Un plauso anche alle bravissime musiciste con Maria Cristina Mazzarotto all’organo e tastiere, Sara Ligas al flauto ed Enrica di Bastiano all’Arpa.
I 4 artisti che frequentemente si ritrovano per Concerti e celebrazioni varie hanno saputo regalare, con la loro interpretazione, momenti di grande emozione, la cui massima espressione si è avuta nel bellissimo ed applauditissimo, finale.
Infatti, coadiuvati dal coro parrocchiale dei bambini di Assago diretti dal Maestro Fusar, hanno concluso il piacevole Concerto natalizio cantando e suonando due celebri Arie “Adeste fideles” e “White Christmast”.
Pruiti: "che i Verdi escano dalle Giunte, no ad alleanze pericolose in provincia di Milano". L'ultimo attentato al territorio e all'ambiente in Provincia di Milano è del 19 dicembre 2008, infatti, è stata approvata, dall'Assemblea dei Sindaci riunitasi a Rozzano, la delibera di variante al piano territoriale del Parco agricolo sud milano proposta dal direttivo del Parco con il voto contrario dei Verdi e PRC. In pratica una modifica ai confini del verde che determina, di fatto, la possibilità per tutti i Comuni del parco (61) di costruire dove prima non era permesso.
Il documento è stata votato dai quarantadue sindaci presenti su sessantuno che fanno parte dell'assemblea. Hanno espresso voto contrario i sindaci di Pieve Emanuele, Opera, Cisliano e Pioltello, FAVOREVOLI TUTTI GLI ALTRI, sia i presenti che gli assenti.
La maggioranza dei Comuni del parco sud è di centro-sinistra con sindaci del Partito Democratico. Anche la Provincia di Milano è guidata dal centro-sinistra e il Presidente Penati è l'eponente più autorevole del Pd in Lombardia, del Pd anche l'Assessora all'ambiente e Presidente del Parco Agricolo Sud MI Bruna Brembilla.
La vicenda del Parco Agricolo Sud Milano non è che l'ultima aggressione al territorio portata avanti in Provincia di Milano. Ricordo il via libera di ANAS alla variante per Malpensa e il nulla osta per nuovi inutili cancro-valorizzatori (Sesto San Giovanni, Abbiategrasso etc.) nel piano provinciale dei rifiuti imposto da Regione Lombardia e Comune di Milano.
La situazione è grave! A giugno ci saranno le elezioni provinciali e comunali (un centinaio di Comuni) nel milanese.
Possono i Verdi continuare ad appoggiare e sostenere la responsabilità di governo di Giunte piddine che vanno avanti nella direzione sbagliata?
Io penso che sia arrivato il momento di dire basta!
Chiedo al mio partito di mettere in discussione tutte le alleanze in essere nei Comuni e, soprattutto, i futuri accordi elettorali con il Pd in Provincia di Milano, la dove le posizioni saranno in contrasto con la difesa del territorio, l'ambiente e la tutela del Parco Agricolo Sud Milano... senza se e senza ma!
I Verdi hanno una vocazione maggioritaria, governiamo ovunque con spirito costruttivo, con coerenza e fedeltà alle coalizioni, senza pregiudizi ideologici, però siamo utili ai Cittadini solo se riusciamo a condizionare positivamente le scelte territoriali, se riusciamo ad impedire lo scempio del territorio, se siamo protagonisti di uno sviluppo sostenibile che cerca di cogniugare l'ecologia con la promozione sociale e l'affermazione dei diritti di cittadinanza, altrimenti non serviamo a niente...
fonte: www.rinopruiti.it
Il direttivo del Parco agricolo sud Milano ha votato (con voto favolevole del Pd e quello contrario dei Verdi) una modifica ai confini che permetterà di cementificare una grossa porzione di verde agricolo, cioè l'1,5 per cento del territorio comunale compreso nel parco per un massimo di 15 ettari. In tutto si potrà costruire su 5 chilometri quadrati. L'equivalente di una città delle dimensioni di Corsico.Una quota che si andrebbe ad aggiungere al cemento che potrebbe arrivare grazie ai cosiddetti “Piani di cintura urbana”.
«Ci attendevamo che il Parco difendesse il proprio territorio», spiega il capogruppo dei Verdi in Regione, Carlo Monguzzi. Che con il presidente provinciale Massimo Molteni e il capogruppo in Provincia, Andrea Gaiardelli, lancia un'accusa: «È stato fatto un regalo troppo grande agli appetiti immobiliari». E un appello: «Chiediamo a tutte le forze politiche che hanno a cuore l'ambiente di respingere questa proposta».
La modifica è valida per tutti i 61 Comuni che rientrano all'interno del Parco Agricolo Sud Milano, Buccinasco e Assago compresi.
Per il Parco ci sarà una compensazione ambientale. «Ma la norma - spiega Gaiardelli - stabilisce il valore economico di queste compensazioni che potranno essere monetizzate. In questo modo c'è il rischio di sottrarre verde che non verrà sostituito in modo concreto», in pratica basterà pagare per costruire.
Un'altra accusa alla decisione: saranno i singoli Comuni a stabilire, all'interno del Piano di governo del territorio (PGT), cosa realizzare e quale sarà l'indice di edificabilità. «E il Parco - continua il capogruppo a Palazzo Isimbardi - non può derogare queste scelte: ci vuole una regia complessiva».
"Siamo in presenza di un vero e proprio delirio di onnipotenza del cemento rispetto alla terra - attacca Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano - non si perde occasione per edificare. La posizione assunta da Bruna Brembilla (Assessore all'ambiente del Pd in Provincia ndr) non mi sorprende solo perché considero centrosinistra e centrodestra uguali sotto il profilo della gestione del territorio: siamo di fronte alla riproposizione, in chiave Pd, della cosiddetta 'Legge Ammazzaparchi' del Pirellone".
Insomma, ci risiamo, il Pd insieme al solito partito trasversale del mattone, vuole mettere in discussione il Parco Sud, cosa che non aveva osato fare nemmeno la passata Giunta di centro-destra capitanata dalla Colli.
Credo che le imminenti elezioni della provincia di Milano saranno un'occasione unica e forse irripetibile per fermare i palazzinari e ribadire l'importanza del nostro parco sud.
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
Il Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi ha sospeso il Consiglio Comunale di Assago e ha nominato la dottoressa Alessandra Tripodi, vice prefetto aggiunto, commissario per la provvisoria gestione del comune. Il provvedimento si e' reso necessario dopo le dimissioni del sindaco, il 19 novembre scorso. Contestualmente il prefetto di Milano ha proposto al Ministero dell'Interno che il Consiglio Comunale di Assago venga sciolto con Decreto del Presidente della Repubblica e che la dottoressa Tripodi sia nominata Commissario Straordinario sino alle prossime consultazioni elettorali.
28 settembre 2000: nasce Emanuele. La storia di mio figlio inizia come quella di tutti i bambini. Nasce da un amore e cresce in una famiglia come tante: mamma, papà, una sorella più grande, i nonni, gli zii. E’ un bambino come gli altri, un angioletto pieno di vita e di cose da fare. Va a scuola volentieri, a quattro anni comincia a suonare il pianoforte, studia l’inglese, fa karate, gioca a calcio. E’ appassionato di astronomia e legge i libri di Margherita Hack, che lui chiama “la signora delle stelle”.
Da grande vuol fare il carabiniere. L’ha deciso il giorno in cui ha visto il film su Salvo D’Acquisto, quello con Massimo Ranieri. Dice che un carabiniere deve parlare l’inglese per svolgere indagini internazionali e deve essere un campione di karate per combattere contro i nemici. Perciò studia e si impegna al massimo. Tutti i giorni vuole passare davanti al monumento di fronte alla caserma di Cologno Monzese intitolata a Salvo, a due passi da casa nostra. E ogni 23 settembre (anniversario dell’eroico sacrificio di D’Acquisto) e ogni 25 aprile gli porta un mazzo di fiori.
Primavera 2007
Emanuele ha 6 anni. Frequenta la prima elementare. A marzo cambia scuola. Nuovi insegnanti, nuovi compagni. Lui si trova subito bene, è felice.
Studia. Corre la Stramilano. Il 17 maggio farà il suo secondo concerto di pianoforte. Gioca. Legge. A maggio diventerà cintura arancione di karate.
10 aprile 2007: mattina
Mio figlio ha mal di pancia. Viene il dottore e ci consiglia di andare al pronto soccorso.
Ospedale San Raffaele. Pronto soccorso. Attesa. Visita. Attesa. Esame. Attesa. Altro esame. Passano così otto ore.
Emanuele ha paura, è tutto nuovo per lui, non ha mai visto un dottore finora. Si sforza di restare tranquillo, vuol fare l’ometto. Solo lo sguardo impaurito tradisce la sua ansia. Lo tranquillizzo. Si fida di me, purtroppo, sono la sua mamma! Vuol fare il bravo: otto ore di visite e controlli senza un capriccio e senza mai dire no.
Finalmente la diagnosi: appendicite. Bisogna operare. Subito.
Lo accompagniamo in sala operatoria, mio marito e io. Lui ci arriva sulle sue belle gambette sane e forti. Sale da solo sul lettino. E’ impaurito ma non versa una lacrima.
10 aprile 2007: tarda serata
Tutto è pronto. Gli do un bacio. L’ultimo. Aspettiamo in pediatria. Il lettino è pronto da ore. Nessuno ci dice niente. Preoccupazione. Ansia. Panico!
Ma ecco quattro dottori in camice. Chi sono?
“Signora, abbiamo avuto un problema: 15 minuti senza ossigeno al cervello!”
Cosa? Che vuol dire? Aspettate! Se ne vanno.
Noi non capiamo. Cos’è successo? Un problema! Che problema? Ossigeno? Cervello? CHE VUOL DIRE? Nessuno ci spiega niente. Incubo! Il pensiero si ghiaccia. Poi esplode.
Terapia intensiva
Corriamo al reparto Terapia intensiva. Qualcuno ci ha detto che nostro figlio è là. Ci precipitiamo. Porta chiusa. Suoniamo il campanello. Entriamo: Emanuele!
Intubato. Aghi nel collo, nelle braccia, nelle caviglie. Il torace blu per colpa del defibrillatore.
Nudo, coperto solo da un lenzuolo, livido, martoriato come il Cristo del Mantegna.
E tutti quei rumori, di quelle macchine che lo tengono in vita.
Ricordo che pensavo “speriamo che non l’abbiano lasciato solo e che non abbia sofferto”.
Non mi rendevo conto. Non è possibile! Perché al mio angelo?
Aveva ancora i capelli. Il sabato successivo glieli hanno rasati.
Cos’è successo?
Perché gli sono mancati 15 minuti di ossigeno? Non si sa. Il fatto è che senza ossigeno i neuroni sono morti a grappoli. E da lì è finito e cominciato tutto.
Quattro giorni dopo Nel pieno dell’incubo!
Devono trapanargli la testa per misurare la pressione endocranica (dentro il cranio) che sale vertiginosamente. Emanuele è in pericolo di vita. Gli asportano d’urgenza la teca frontale, l’osso della fronte. Lo rompono in più pezzi altrimenti il cervello non troverebbe spazio per aumentare il proprio volume. Si sta espandendo, si gonfia, si gonfia, come un pallone e adesso che c’è solo la pelle a coprirlo, sporge all’infuori.
Terribile? Spaventoso? Atroce? Non c’è una parola sufficiente.
Rimarrà così per tanti mesi. In costante pericolo di vita. Continuamente lo sottopongono all’ipotermia, cioè gli abbassano la temperatura del corpo per controllare meglio la situazione. Succede di tutto. Gli fanno anche una trasfusione e gli somministrano farmaci. Molti e molto potenti.
Non scorderò mai più in tutta la vita il suo pianto continuo. Lo sento appena si aprono le porte di Terapia intensiva. E’ l’unico che piange. Lui vuole la sua mamma ma io non posso stargli accanto se non negli orari permessi. Perché ci sono le regole.
28 maggio 2007
Emanuele viene trasferito alla clinica La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, Lecco.
Altra sofferenza! Per stargli accanto devo affidare ai miei genitori mia figlia di 13 anni, mentre mio marito vive con me in clinica e passa le notti in un appartamento in affitto. Le spese, e sono molte, a carico nostro.
Emanuele ha la fronte gonfissima perché il cervello è fuoriuscito ormai dalla cavità cranica e non è ancora tornato alle sue dimensioni normali.
Bosisio Parini: clinica di riabilitazione
E’ un mondo a parte. La valle della sofferenza dei bambini. Emanuele piange, piange. Viene alimentato artificialmente con un sondino naso-gastrico, la testa fasciata. Una sofferenza indicibile! Passano i giorni, i mesi.
Gli tolgono le bende. E’ senza capelli, rasato a zero. Una cicatrice immensa, larga un dito. Sembra un’aureola. La pelle tenuta insieme da una cucitura e da graffette di metallo come quelle per i documenti. La ferita è fresca. Ci fanno raccomandazioni, non bisogna toccarla: rischio infezioni. Le medicazioni sono dolorose.
Inizia la fisioterapia, per evitare l’atrofia di muscoli e nervi, e la logopedia, per cercare di recuperare e mantenere la capacità di deglutizione, che per il momento non sembra compromessa del tutto.
Emanuele non fa altro che piangere. Non parla, non ride più, non suona più il piano, non gioca, non studia. Non può più fare niente di tutto ciò che faceva prima di quel 10 aprile maledetto. Gli hanno spezzato le ali della vita!
Non ha più alcun diritto, tranne quello di soffrire e di piangere.
Ogni movimento è sofferenza. Emanuele piange continuamente, forse anche solo per comunicare. Chissà.
Settembre 2007: inizio del mese
Emanuele viene portato di nuovo al San Raffaele. Arriviamo il lunedì alle 15 e facciamo non poca fatica ad organizzarci perché spostare il bambino e coordinare per giorni i vari controlli, i pasti e tutto il resto non è facile.
Mercoledì, Operazione per rimettere al suo posto l’osso autologo, vale a dire l’osso frontale di Emanuele. L’intervento dura tutta la mattina.
Giovedì Giornata tranquilla.
Venerdì
Gli mettono la PEG per l’alimentazione artificiale: un tubicino che attraverso l’addome porta il cibo alla stomaco. Due giorni di vomito a causa dell’anestesia e tantissimi altri problemi. Le informazioni sono latenti.
Lunedì
Torniamo a Bosisio. Io e mia mamma con Emanuele, mio marito a casa con nostra figlia.
Fra fisioterapia, logopedia, alimentazione e tutto il resto si sta in ballo da mattina a sera e anche la notte e bisogna essere in due per darsi il cambio. Perché Emanuele ha bisogno di tutto: quindi non ci possiamo permettere neanche un minuto di disattenzione.
4 ottobre 2007
Inizio uno sciopero della fame per ottenere attenzione e riuscire così a scoprire se c’è un qualche posto al mondo dove possano curare Emanuele e farlo migliorare il più possibile.
Tante promesse e tanto fumo. La realtà è che siamo soli e abbandonati a noi stessi. Tutti si aspettano da noi rassegnazione e pensano senza dircelo “portatevi a casa vostro figlio e arrangiatevi, che tanto così rimarrà per sempre”.
Quando chiediamo informazioni e aiuto tutte le porte ci vengono sbattute in faccia.
Nel frattempo ci alterniamo al capezzale di Emanuele perché anche nostra figlia ha bisogno della sua mamma.
Riesco ad ottenere qualche passaggio TV e qualche articolo. Le cose si muovono. Con l’aiuto di tante persone contattiamo centri europei e americani e raggiungiamo anche un dottore inglese che con un certo farmaco risveglia i pazienti dal coma neurovegetativo. Sotto stretto controllo medico lo proviamo su Emanuele, ma purtroppo non fa effetto.
12 dicembre 2007
Vogliono dimettere Emanuele ma gestirlo a casa sarebbe impossibile, gli spazi non sono ancora adeguati, dobbiamo fare tanti lavori, dobbiamo attrezzarci, c’è bisogno di tante cose. Secondo sciopero della fame: Emanuele rimane a Bosisio.
Passano i mesi. Contattiamo altri centri, riceviamo risposte e informazioni. Finalmente entro in contatto con una mamma italiana che sta curando suo figlio in Florida, negli USA.
Grazie all’aiuto di tanti amici, gente comune che vuole aiutare Emanuele, raccogliamo i fondi necessari per la terapia.
22 Aprile 2008
Partiamo per gli States!
Un volo umanitario, organizzato dall’Aeronautica Militare, ci porta a Fort Lauderdale dove, così come molti altri bambini italiani, Emanuele viene curato: ossigenoterapia (per fornire il “carburante” ai neuroni), fisioterapia intensiva (per stimolare una possibile ripresa), logopedia (per abituarlo di nuovo a mangiare da solo), terapia cranio-sacrale (utile per mantenere la funzionalità del corpo e degli organi interni).
15 Ottobre 2008
Rientriamo, per mancanza di fondi, con un nuovo volo umanitario.
Oggi
Emanuele è a casa. Ha bisogno di ore e ore di assistenza e cura giornaliera, ma le istituzioni, pur facendo del loro meglio, garantiscono solo una piccola parte del necessario. Purtroppo i malati allettati sono numerosi e molti sono bambini.
Noi facciamo di tutto per aiutare nostro figlio, e tante persone comuni, amici ma anche sconosciuti, ci aiutano come possono. Il buon cuore però non basta, ci vogliono fondi. Le esigenze sono moltissime, tutte cose assolutamente indispensabili.
Purtroppo questa è la vita reale.
Emanuele da grande voleva fare il carabiniere e servire la Patria …
SALVIAMO EMANUELE!
Tutti insieme. CONTRIBUITE ANCHE VOI!
Informazioni dettagliate e contatti diretti con la famiglia sul blog WWW.SALVIAMOEMANUELE.BLOGSPOT.COM
C/C 500
intestazione: Salviamo Emanuele
coordinate bancarie: IBAN IT22 D 05584 32970
Banca Popolare di Milano, filiale di Cologno Monzese (MI)
GRAZIE! di cuore dalla famiglia Lo Bue
via: Rino Pruiti Blog
Mentre massacrava la scuola pubblica con tagli di risorse economiche mai visti, il Governo, aveva timidamente tagliato "qualcosina" anche alle scuole private. Immediata la reazione della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) a difesa delle scuole private cattoliche: Citta' del Vaticano, 5 dic. (Adnkronos) - ''Siamo preoccupati, come emerso anche di recente da diverse voci del mondo cattolico, per il destino delle scuole pubbliche non statali... confidiamo negli impegni che il Governo ha assunto pubblicamente''.
Dopo meno di un'ora da questo perentorio richiamo ecco la pronta risposta della maggioranza:
Sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas: «Possono stare tranquilli e dormire su quattro cuscini. C’è un emendamento del relatore che ripristina il livello originario dei fondi per le scuole paritarie».
«Il ripristino di parte dei fondi per le scuole paritarie e' una prima risposta che viene dal Governo al piu' che giustificato appello della Cei. E' ovvio che l'accesso alle scuole paritarie debba essere in ogni modo garantito per ampliare la liberta' di scelta dei genitori sull'educazione da impartire ai figli ». Lo ha detto Enrico La Loggia, vice Presidente del Gruppo del Pdl della Camera dei Deputati.
«Sono testimone che l'emendamento e' stato preparato ieri, anche se non ufficialmente.» A dirlo ai microfoni di Econews e' Maurizio Saia, senatore PdL e relatore alla Finanziaria che ha firmato l'emendamento per il ripristino dei 120 mln di euro destinato alle scuole private e con cui e' stata risolta la polemica tra Cei e governo...
Detto fatto, la CEI chiede e il Governo concede... con tante scuse!
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
Tutti i più grandi ricercatori, tutti i più grandi economisti, tutti i più grandi filosofi, tutte le persone che possiedono un briciolo di razionale intelligenza, sanno che da questa crisi si può uscire solo con l'innovazione, guardando al futuro con ottimismo, cioè puntanto sull'ecologia e sulle Energie Alternative: vento, biogas, geotermia, idrogeno... sole!
Berlusconi è una mannaia al futuro, un cancro per la crescita sostenibile, la decomposizione della democrazia.
L'Italia 20 anni fa ha detto No all'energia nucleare.
In questi anni avremmo avuto tutto il tempo necessario per investire nella ricerca, e diventare un esempio universale di Paese "Sostenibile".
Ma invece No!
Tra le democrazie più avanzate siamo il patetico fanalino di coda nello sfruttamento di sole e vento, noi, che ne disponiamo in abbondanza.
Ieri leggevo un articolo di Jeremy Rifkin: "L'Ecologia ci salverà". Sottotitolo: "La recessione ha una sola via d'uscita: l'hi-tech verde e i combustibili puliti. Per dare il via alla terza rivoluzione, dopo quelle del carbone e del petrolio".
Invece che facciamo noi in Italia? Semplice, tutto il contrario: in questi giorni, grazie al decreto governativo "Pro-Crisi", installare impianti ad energia solare o caldaie a basso consumo sarà "poco o per nulla economico", "non converrà più".
La procedura per ottenere gli sgravi sarà "difficile, complicata", e già fino a ieri non era una "scelta comoda". In moltissimi RINUNCERANNO.
Detrazione fiscale del 55%: un buon aiuto fino a ieri, nonostante in Italia la procedura sia intermediata da Banche e meno immediata rispetto a Spagna, Francia, Germania.
Ma ora montare il Fotovoltaico, cambiare gli infissi o comunque operare per il risparmio energetico, sarà ostacolato dallo Stato per legge! Retroattivamente!
Ma non basta, adesso il nostro Governo dice che andrà a toccare anche le regole per il "conto energia", cioè quello che permetteva a tutti di produrre energia pulita e immettere, quella non utilizzata, nella rete, incassando pure qualcosina per "ammortizzare" il costo dell'impianto negli anni.
Questo Governo se ne deve andare...
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
(p)Link
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