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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Graziano Musella, sindaco di AssagoASSAGO - Il neosindaco di Assago, Graziano Musella, "usa soldi pubblici per elogiare se stesso". E' l'accusa che gli viene mossa dall'opposizione e, in particolare, dall'ex sindaco dimissionario Domenico Raimondo. Tutto si concentra sulla "lettera di ringraziamento" che il candidato del Popolo della libertà ha inviato ai suoi concittadini, su carta del Comune, per ringraziarli del voto.

"Ovviamente - evidenzia Raimondo - questa lettera esprime un suo desiderio, e non rispecchia la realtà. Infatti il 49 per cento dei cittadini assaghesi non l'ha votata. Tuttavia pare che ciò interessi poco al neosindaco: vuole un plebiscito e, siccome questo non c’è stato, se lo inventa a parole. Cosa ancor più grave, usa soldi pubblici per elogiare se stesso. Ed è soltanto all’inizio del suo mandato! Quali altre cerimonie autocelebrative avrà in serbo per il nostro futuro? Forse - continua Raimondo - non si è accorto che la campagna elettorale è finita, e che ora è sindaco di Assago. In tale veste rappresenta tutti i cittadini, anche quelli che non l’hanno votato, e un tono più sobrio gli consentirebbe di assolvere meglio a tale funzione. Ma soprattutto - conclude Domenico Raimondo - gli consentirebbe di utilizzare meglio le risorse di tutti, nell'interesse generale del paese e non in quello suo personale. Mi aspetto d'ora in poi un comportamento più consono al ruolo".

Secca la replica di Graziano Musella. "Per quanto riguarda le polemiche dell'opposizione - dichiara - sinceramente ho espresso sulla carta intestata del Comune solamente dei ringraziamenti. Ho inviato alla cittadinanza un messaggio nel pieno rispetto del ruolo istituzionale. Diverso è il discorso del messaggio di ringraziamento e di supporto elettorale espresso su carta intestata con i loghi dei partiti della coalizione, ma che, appunto, è un messaggio di carattere diverso e non certo finanziato con i fondi pubblici".

Intanto è stata presentata la nuova giunta. Armando Settili è vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici. Mario Burgazzi l'assessore all'Ambiente, al Territorio, alla Qualità della vita e alla Protezione civile. Quota rosa con Roberta Vieri, nuovo assessore alla Pubblica Istruzione di Assago.

via: www.giornalelibero.com

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Di Valeria Corbisiero (del 28/06/2009 @ 20:16:13, in Politica, linkato 526 volte)

Venerdì 26 giugno in Piazza Risorgimento, sotto un cielo grigio che non lasciava presagire nulla di buono, si è svolto il primo Consiglio comunale del neo eletto sindaco. Più che ad un Consiglio comunale pareva di essere ad un’autocelebrazione dove l’indiscusso protagonista era soltanto lui, Graziano Musella. La convalida dei Consiglieri è avvenuta con un’unica votazione, il giuramento del sindaco è stato talmente breve che gli stessi Consiglieri di maggioranza hanno titubato sull’applauso. La nomina degli Assessori è stata piuttosto prevedibile: Settili nominato a Vicesindaco con delega ai lavori pubblici; Burgazzi Assessore all’ambiente, territorio, sviluppo sostenibile e protezione civile; Vieri Assessore all’istruzione.

Gli altri componenti della giunta verranno nominanti in seguito, facendo attenzione a non scontentare Lega, UDC, Vettorel e forse anche Toselli che già in campagna elettorale si presentava come futuro assessore alla cultura.

Infine Musella è passato ad esporre il suo programma, sottolineando l’importanza di stare vicino al popolo, di agire in un clima sereno, senza demonizzazione dell’avversario politico, ma dando spazio alle commissioni istituzionali, nonché alle associazioni presenti sul territorio.

Sotto una pioggia fine ma insistente Musella ha chiuso il suo primo Consiglio comunale, le sue ultime parole un po’ fuori tema sono state “Viva l’Italia e viva Assago”, in realtà non c’è da stupirsi visto che l’intera maggioranza ha cantato l’inno d’Italia con la mano sul petto.

L’unica nota positiva per i cittadini che hanno partecipato poteva essere il rinfresco, sempre che a nessuno sia venuto in mente di domandarsi: “ma quanto sarà costato questo teatrino?”.


Valeria Corbisiero
Consigliere comunale di opposizione
Assago MI

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Milano, 24 giugno 2009 - L’assessore al comune di Milano Cadeo non perde tempo nel rivendicare ciò di cui realmente e urgentemente ha bisogno Milano e rappresenta bene quali siano gli interessi del centrodestra che ha vinto anche in Provincia con Podestà: non la risoluzione dei problemi dei milanesi che fanno fatica ad arrivare a fine mese, non i trasporti che vanno potenziati e resi più efficienti, anche nell’hinterland.

Niente di tutto questo ma un nuovo inceneritore, non in un’area idonea, ma a sud, nel bel mezzo del Parco agricolo, l’unico polmone verde milanese ancora risparmiato dal cemento.

Ricordiamo a Cadeo che per fare un inceneritore nel Parco sud dovrà passare sopra a un consistente numero di milanesi che peraltro in città hanno in maggioranza bocciato Podestà.

Noi saremo tra quelli.

Carlo Monguzzi, Consigliere regionale dei Verdi

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Di prunas (del 25/06/2009 @ 07:52:49, in Assago, linkato 258 volte)

E' stato convocato il Consiglio comunale per il giorno 26 giugno 2009 alle ore 21, con il seguente ordine del giorno: convalida dei consiglieri eletti - giuramento del Sindaco - comunicazioni del Sindaco sulla Giunta e Vice Sindaco - costituzione dei gruppi consiliari - nomina commissione elettorale - presentazione al consiglio delle linee programmatiche del mandato 2009-2014.

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Di prunas (del 18/06/2009 @ 13:26:38, in Referendum, linkato 242 volte)
Il prossimo 21 giugno saremo chiamati/e a pronunciarci sul referendum elettorale, promosso da Segni e Guzzetta, due sbiaditi personaggi politici patologicamente bipolaristi (secondo la democrazia americana, direbbe Veltroni). Un'operazione che ha come obiettivo principale lo spostare l'attribuzion del premio di maggioranza elettorale dalla maggiore coalizione al maggior partito.

Questo sistema elettorale ha in Italia, come famigerato precedente, la legge Acerbo del 1923, che consentì al Parlamento eletto con questo sistema e dominato dal Partito nazionale fascista, di instaurare la dittatura senza violare la legalità formale.
Berlusconi, ricattato dalla Lega e reso incerto dal mancato plebiscito a suo favore alle ultime elezioni europee, ha scaricato il referendum. Il PD - o almeno una parte di esso - in buona compagnia col presidente della Camera Fini, è ormai l'unica forza politica che appoggia il Si al referendum. Non male per un partito che anche nel nome si dichiara "democratico".

IL DECALOGO
1. Siamo tutti scontenti della vigente legge elettorale, unanimemente denominata Porcellum, con la quale si è votato nelle ultime due tornate elettorali (2006 e 2008).

2.
Questa legge, attraverso le liste bloccate, ha espropriato gli elettori di ogni residua possibilità di
scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento, conferendo a una ristrettissima oligarchia di persone (i dirigenti dei partiti) il potere di determinare al 100% la composizione delle Assemblee legislative. Di conseguenza tutti i "rappresentanti del popolo" sono stati nominati da oligarchie di partito, svincolate da ogni controllo popolare.

3.
Attraverso l'introduzione di soglie di sbarramento irragionevoli, il Porcellum ha soffocato il pluralismo, espellendo le minoranze non coalizzate dal Parlamento.

4.
Il referendum proposto non corregge nessuno dei difetti del Porcellum ma - al contrario - li aggrava, esaltandone le conseguenze negative.

5.
Il referendum propone sostanzialmente due modifiche della vigente legge elettorale: a) attribuisce il premio di maggioranza alla lista che abbia ottenuto anche un solo voto in più delle altre liste concorrenti, abrogando la possibilità che il premio venga attribuito a una coalizione di partiti; b) determina il raddoppio delle soglie di sbarramento confermando per tutti la soglia del 4% alla Camera dei Deputati e dell'8% al Senato (che la legge attuale impone soltanto ai partiti non coalizzati).

6.
Attribuire il premio di maggioranza a una sola lista determina un incremento inusitato del premio
stesso, sovvertendo la regola basilare di ogni democrazia che si poggia sul principio che le decisioni si prendono a maggioranza.

7.
In questo modo si realizzerebbe una sorta di dittatura della minoranza, in quanto un solo partito,
senza avere il consenso della maggioranza del popolo italiano, avrebbe nelle sue mani il controllo del Governo e la possibilità di eleggere - da solo - il Presidente della Repubblica e di modificare la Costituzione.

8.
La chiamata degli elettori alle urne per il referendum nasconde un inganno: essa sfrutta l'insoddisfazione generale che tutti noi nutriamo verso questa legge elettorale (il Porcellum) per spingerci a un voto che, qualunque sia il risultato, non può avere altro effetto che quello di rafforzare il Porcellum.

9.
Per questo si tratta di un referendum beffa: ci chiama alle urne per ammazzare il Porcellum, ma
in realtà lo ingrassa e lo rende intoccabile, in quanto il Parlamento non potrebbe fare delle riforme elettorali perché vincolato dal voto popolare espresso con il referendum.

10.
Per questo diciamo No al referendum elettorale, non andando a votare o rifiutando le schede del referendum, se chiamati alle urne per il ballottaggio.
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Di prunas (del 16/06/2009 @ 09:37:17, in No Nucleare, linkato 202 volte)

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Di prunas (del 15/06/2009 @ 08:55:22, in Provincia Milano, linkato 291 volte)

Filippo Penati Presidente della Provincia di MilanoSono stato l’unico candidato che ha detto chiaramente che non ci sarebbero stati apparentamenti prima che si votasse al primo turno. E ancora una volta ho colto nel segno, perché è ormai chiaro che a poche ore dal termine non ci saranno apparentamenti per il ballottaggio. Guido Podestà invece ha smentito di aver chiesto apparentamenti, poi li ha chiesti e viene smentito nuovamente dai fatti, come è successo per l’Udc. Proprio con l’Udc ieri c’è stato un confronto sereno e disteso su alcuni temi strategici come la città metropolitana, la famiglia e ci siamo riservati anche di discutere gli assetti di giunta.

In ogni caso ci rivedremo dopo lunedì e parleremo alla luce del sole sia ai dirigenti di partito che agli elettori dell’Udc per sottolineare il nostro impegno a favore di temi quali appunto la famiglia e la città metropolitana.

Trovo positiva anche l’apertura che c’è stata da parte del Prc e degli altri partiti che hanno sostenuto il candidato Massimo Gatti, il quale ha detto che non contribuirà a far vincere la destra.

In questo modo si riporta su un ambito naturale il confronto che si potrà sviluppare ulteriormente dando garanzie sulle tematiche ambientali a partire dalla tutela del Parco Agricolo Sud Milano e dicendo che c’è un terreno comune di lavoro e confronto.

Ma mi rivolgo anche agli elettori delle liste più piccole, i quali hanno già scelto di non volere lo stesso colore in Comune, Provincia e Regione. Io per loro rappresento il pluralismo che loro hanno già dimostrato di volere.

A poco più di una settimana dal ballottaggio quindi sento una grande motivazione e sono sicuro che qui ci sono tutte le condizioni per riconfermare la mia amministrazione.

Filippo Penati

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Di prunas (del 15/06/2009 @ 08:47:59, in Assago, linkato 394 volte)

Domenico RaimondoDomenico Raimondo promette battaglia dai banchi dell'opposizione assago - «Il paese è spaccato a metà , altro che plebiscito»: Domenico Raimondo così ha iniziato la sua analisi dell'esito del voto, che ha riportato Graziano Musella alla carica di sindaco con il 50,95 per cento dei consensi. Tolto l'1,11 per cento della Destra liberale, effettivamente conti alla mano le altre tre liste, tutte orientate a sinistra, hanno totalizzato il 47,91 per cento dei consensi.

Comunque non sufficenti anche in caso di una impossibile unione.

Quindi anche le recriminazioni non possono che avere toni più smorzati: «Considero il mio un risultato importante - ha proseguito Raimondo - nonostante la presenza di due liste che continuo a considerare di disturbo e che se la sono cavata discretamente».

C'è un dato sul quale gli osservatori si sono soffermati: il 35,47 per cento della lista civica «Raimondo per Assago» è ben maggiore del 23,58 per cento che gli elettori assaghesi hanno affidato al Pd e ai Verdi per il voto provinciale.

Questo può voler dire solamente che il progetto di Raimondo ha saputo raccogliere sul territorio consensi trasversali: «Avremmo comunque dovuto intercettare altri 500 voti, cosa non semplice.

Sono ovviamente amareggiato per la sconfitta, ma l'ho accettata serenamente. Sono andato subito a stringere la mano a Musella, ma mi preparo a dare battaglia dai banchi dell'opposizione».

E la prima frecciata è arrivata subito: «Il sindaco ha promesso 1.500 posti di lavoro, ora sono curioso di sapere come terrà fede alla sua parola».

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Di prunas (del 12/06/2009 @ 13:31:59, in Verdi Assago, linkato 251 volte)

Come era facilmente prevedibile i Verdi italiani hanno subito un tracollo anche nelle amministrazioni locali dove erano ben radicati, con amministratori eccellenti, tutto questo mentre i Verdi europei si impongono in quasi tutti i Paesi dell'Unione. L'ambiguità e i tentennamenti di questi anni ci hanno fatto perdere il legame profondo che avevamo con i territori.

I continui cambiamenti di alleanza e alleati, inseguendo le varie leggi elettorali (vere porcate) con i relativi sbarramenti, ci hanno danneggiato irreparabilmente.

La continua cumunanza con la "sinistra radicale e comunista" ci ha fatto perdere la nostra vera anima ecologista.

Paradossalmente credo che l'esito elettorale del 6 e 7 giugno ci possa giovare, liberandoci da tutti coloro che, al nostro interno, hanno inseguito il proprio potere personale e la "poltrona", sacrificando il partito ai propri interessi di bottega.

Adesso che di poltrone non c'è ne sono più ... è tempo che queste signore e signori vadano altrove.

Io penso che in un futuro molto più vicino di quanto pensiamo si porrà anche in italia la questione ecologista.

Al di là delle apparenze anche la situazione italiana è tutt'altro che stabilizzata.

Una formazione politica ecologista di modello europeo, totalmente nuova rispetto ai verdi ma recuperando persone ed esperienze positive sopravvissute, nonostante la scellerata dirigenza nazionale dei verdi italiani, può unire da destra e da sinistra tutti coloro che capiscono la necessità di risolvere la questione ecologica come priorità anche sociale (vedi Bovè in Francia).

In questo senso penso che non si debba parlare di sinistra, in senso tradizionale ma di un campo democratico.

Infatti, destra e sinistra vedono solo il pil e non l'indice di sviluppo umano, di qualità della vita.

La rivoluzione ecologista, onesta e gentile, incombe.

Lavorando dal basso sulla cultura, sulla vita quotidiana, sulla politica della qualità della vita possiamo costruire anche questa nuova prospettiva.

Feste, mercatini biologici, musica, biciclette, vertenze locali: tutti impegnati a fare, a confrontarsi a contrastare in ogni luogo la cultura populista, le mafie, il partito del cemento, i nuovi schiavisti e i seminatori di odio e paure...

Coraggio, liberi dalle istituzioni, inventiamoci una nuova politica.

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La Segreteria provinciale di Milano dell’Italia dei Valori esprime piena solidarietà ai consiglieri comunali di Buccinasco Rino Pruiti dell’Italia dei Valori-Verdi e Maurizio Carbonera del Partito Democratico per il loro impegno e la loro tenacia nella lotta contro la malavita organizzata.

Le loro battaglie condotte dall’interno delle istituzioni sono la miglior testimonianza del senso di responsabilità con cui svolgono il proprio mandato di amministratori, perseguendo con fermezza la strada che porta all’affermazione della legalità e della trasparenza.

L’Italia dei Valori rivendica e ribadisce il proprio ruolo a tutela della giustizia e del rispetto delle regole assumendosi, da un punto di vista sia politico che amministrativo, un impegno coerente con i propri valori di fondo e appoggiando l’attività di quelle persone che incarnano questi valori.

Milano, 11 giugno 2009

Vito Giannuzzi
Segretario Italia dei Valori
Provincia di Milano


Cordiali saluti,

Giorgio Valleris
Ufficio Stampa
Italia dei Valori della Lombardia
Cell: 349.4076482 - Mail:
gvalleris@gmail.com

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