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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

MusellaAssago - A scoppio ritardato (o anticipando la prossima stagione di dibattiti, a seconda dei punti di vista), il circolo locale del Partito democratico ha esternato attraverso un documento ufficiale diffuso a fine agosto il proprio pensiero sull'importante accordo di luglio con il quale il sindaco Graziano Musella ha potuto annunciare l'arrivo delle fermate della metropolitana verde entro la fine del 2010. Gli attivisti del Pd sostengono che l'accordo raggiunto dal Comune con Regione, Provincia, Comune di Milano e Metropolitane milanesi non sarebbe così vantaggioso per il Comune, che dovrà reperire tre milioni di euro (400 a cittadino), in aggiunta ai ventuno già stanziati negli anni precedenti per l'opera.

Ma le perplessità del circolo locale riguardano soprattutto il ruolo dello stesso Musella nell'intera vicenda. Il primo cittadino sarebbe infatti al centro di un classico conflitto di interessi essendo, oltre che consigliere provinciale, anche membro del Cda di Metropolitane milanesi.

Circostanza che da un lato deve avere inciso positivamente per il rapido raggiungimento dell'accordo, ma che d'altro canto pone qualche dubbio. Soprattutto alla luce del paragrafo 7 del codice etico della stessa Mm, che recita: «I dipendenti, i collaboratori non subordinati, i componenti del CdA e del collegio sindacale devono evitare tutte quelle attività che siano in conflitto di interesse con la società ».

Sarebbe il caso di un sindaco di una città «cliente» di Metropolitane milanesi. Questo il capo d'accusa del Pd, che verosimilmente incalzerà Musella in merito alla ripresa dell'attività politica in Consiglio comunale.

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Di prunas (del 06/08/2009 @ 10:57:08, in Povera Italia, linkato 379 volte)

Umberto Bossi Ministro della Repubblica Italiana"Uso il tricolore soltanto per pulirmi il culo", disse Umberto Bossi durante un comizio nel 1997. Eccoci qui a commentare l'ennesima provocazione della Lega Nord, forse è proprio quello che vogliono farci fare, ma come ignorare le proposte di legge di chi governa il nostro Paese? Oltre a governare la Provincia e la Regione più importanti d'Europa? Il presidente dei senatori del Carroccio Federico Bricolo annuncia una legge costituzionale per inserire un comma nell'articolo 12 della Costituzione che riconosca i simboli identitari di ciascuna Regione: dunque, bandiere e inni regionali.

Vent'anni fa, la proposta di bandiere e inni regionali avrebbe fatto ridere, tal quale gli esami di "cultura locale" ai professori extra-regionali e dunque stranieri.

Che dire? Di fronte a un Paese che aspetta scelte di fondo strutturali per affrontare e superare la crisi e a milioni di italiani e decine di migliaia di imprese che aspettano risposte per affrontare l'emergenza perché non ce la fanno più a vivere, loro si occupano delle bandiere regionali da mettere di fianco a quella nazionale... loro comandano e fanno quello che vogliono.

MICHELE SERRA, oggi su Repubblica.it scrive così: L'obiettivo (dichiarato) della Lega era puntare a un secessione impossibile, quella della piccola borghesia benestante e riottosa del Nord (ribattezzata da Bossi "popolo padano", non si sa a quale titolo,) per poi ripiegare su una separazione strisciante, senza professori terroni e senza immigrati tra le scatole, camuffata da "federalismo". Tirare in ballo un inno marchigiano o una bandiera molisana, dei quali nessun marchigiano o molisano ha mai avvertito l'esigenza, serve solo a creare quella confusione simbolica e quel caos identitario che stanno avvelenando la Repubblica e ingrassando la Lega e, attraverso di lei, il governo più anti-repubblicano della nostra storia. I professori e i sapienti che stanno lavorando al Centocinquantenario dell'Unità d'Italia sono avvertiti: la Lega è al governo di questo paese. Loro no.

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Di prunas (del 05/08/2009 @ 10:28:43, in Legalità, linkato 577 volte)
Il padre di Antonio Agostino Oggi ricorre il 20° anniversario dell'uccisione dell'agente di polizia Antonio Agostino e della moglie Ida Castellucci, che era in attesa di un bimbo. L'agguato mortale avvenne a Villagrazia di Carini, alle porte di Palermo, il 5 agosto del 1989. Da quel giorno il padre del poliziotto, Vincenzo Agostino, non ha piu' tagliato la barba. Le indagini sull'omicidio dell'agente, vicino ai servizi segreti, non hanno ancora portato ad alcun risultato. Infatti non sono stati individuati i colpevoli. Un ex poliziotto, oggi in pensione, e' indagato per favoreggiamento aggravato e continuato a Cosa nostra. Nuovi documenti rinvenuti negli archivi della Squadra mobile, che attesterebbero l'attivita' antimafia del poliziotto tra le fila dei servizi segreti, attivita' sempre negata dal Sismi, sono coperti dal segreto istruttorio.

In seguito a questi nuovi documenti le indagini hanno avuto una parziale riapertura ma la decisione di apporre all'inchiesta il segreto di Stato rende di fatto difficili ulteriori attivita' inquirenti. Sulla vicenda interviene Sonia Alfano, che presiede l'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia: "A 20 anni dalla morte dell'agente Nino Agostino con la moglie Ida, incinta di 5 mesi, non e' ancora stato tolto il sigillo della vergogna - dice - apposto alle indagini sulla loro morte, il segreto di Stato.

Enzo ed Augusta Agostino genitori dell'agente ucciso da anni urlano a gran voce la propria disperazione senza trovare ascolto. I genitori dell'agente trucidato a Villagrazia di Carini il 5 agosto del 1989, insieme a tutti noi familiari, chiedono soltanto che venga fatta giustizia. Un diritto sacrosanto per un cittadino di uno stato democratico che pero', alla famiglia Agostino, viene costantemente negato tramite l'apposizione del segreto di stato.

Cos'e' che si vuole coprire? Perche' scoprire la verita' sul delitto dell'agente cosi pericoloso? Secretare le indagini e' un gesto che indica il voler coprire i criminali che, con ogni probabilita', ricoprono ancora cariche istituzionali impedendo che la famiglia Agostino ed il popolo italiano possano avere giustizia. Siamo felici - aggiunge Sonia Alfano - per la parziale riapertura delle indagini, per le quali bisogna ringraziare la caparbieta' nell'adempiere al proprio dovere dei pm titolari d'inchiesta, Domenico Gozzo e Nino Di Matteo, ma non possiamo tacere su quel segreto di Stato che rendera' difficile, se non impossibile, il lavoro degli inquirenti.

Siamo e saremo sempre vicini alla famiglia Agostino in questa dura e dolorosa battaglia. Il loro dolore - conclude Sonia Alfano - e' anche il nostro".

 

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Di prunas (del 05/08/2009 @ 07:27:48, in Lombardia, linkato 374 volte)
La Regione Lombardia ha dato avvio al famigerato Piano Casa, (clicca QUI link) con l’approvazione della legge regionale 13/2009, che consente interventi di edilizia anche nei parchi e nelle aree protette. Le conseguenze saranno disastrose per l’ambiente e per la tutela del patrimonio culturale ed artistico, perchè terreni fertili e costruzioni storiche sono a rischio per gli aumenti di cubatura concessi dalla nuova legge.

A ciò si aggiunge la diminuzione dei soprintendenti, dei mezzi a disposizione ed un ritardo nella pubblicazione del Codice dei Beni Culturali, che permette un giudizio solo a lavori conclusi. Viene quindi meno il potere di intervenire a bloccare i lavori nelle aree protette, avviati grazie a licenze comunali.

Perchè il nostro patrimonio culturale ed ambientale non sparisca sotto la logica del mattone e del cemento, Fai, Italianostra, Legambiente, WWf e Lipu hanno chiesto il blocco del Piano Casa della regione Lombardia, soprattutto riguardo alla norma che permette ampliamenti fino al 20% nei centri storici e nei parchi.

I palazzinari - ovviamente - festeggiano l’approvazione del Piano Casa, e vi danno il benvenuto nell’era in cui sarà possibile vedere ville spuntare nei parchi pubblici e dependances private dai palazzi storici, con la Lombardia a fare da apripista.


PIANO CASA LOMBARDIA IN SINTESI
Provvedimento: Legge Regionale 13/2009 del 16 luglio, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n.28, secondo Supplemento Ordinario, del 17 luglio 2009.
Ampliamenti: Sugli edifici residenziali ultimati entro il 31 marzo 2005 sono ammessi aumenti del 20% per la tipologia uni e bifamiliare entro il limite dei 300 metri cubi. Per le tipologie diverse il limite è fissato a 1200 metri cubi.
Demolizioni e ricostruzioni: Per gli edifici residenziali ultimati entro il 31 marzo 2005 è consentita la sostituzione con un nuovo corpo edilizio aumentato del 30% a condizione che sia ridotto del 30% il fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale. Ammesso il 35% se si assicura un equipaggiamento arboreo non inferiore la 25% del lotto interessato o la costituzione di quinte arboree perimetrali.
I lavori possono essere effettuati anche nei centri storici e nuclei urbani di antica formazione, esclusivamente sugli immobili non congrui e sentito il parere delle Commissioni regionali.
Non residenziale: La sostituzione edilizia con aumento del 30% può coinvolgere anche immobili parzialmente residenziali e non residenziali ubicati in zone a prevalente destinazione residenziale, che possono essere sostituiti con nuovi edifici, destinati esclusivamente a residenza, di volumetria non superiore a quella esistente. L’altezza non potrà essere superiore al massimo tra il valore esistente e quello ammesso dallo strumento urbanistico. Il rapporto di copertura maggiorato fino al 25%.
Demolizioni e ricostruzioni sono possibili anche su edifici industriali e artigianali produttivinelle aree classificate dallo strumento urbanistico comunale a specifica destinazione produttiva secondaria ovvero individuate con delibera dai Comuni entro il termine perentorio del 15 ottobre 2009.
Efficienza energetica: L’ampliamento degli edifici esistenti deve comportare una riduzione del 10% del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale, comprovata da un attestato di certificazione energetica. Sono esenti gli edifici di nuova costruzione e quelli i cui consumi sono inferiori alla soglia minima. Per la sostituzione edilizia la riduzione dei consumi deve attestarsi al 30%.
Recupero e riqualificazione urbana: Consentito il recupero edilizio e funzionale, senza demolizione e ricostruzione, di edifici in aree destinate all’agricoltura e alle attività produttive, o situati in zone diverse se ultimati entro il 31 marzo 2005. La riqualificazione ammette fini residenziali o accessori, professionali ed economici nel caso in cui a essere recuperate siano volumetrie semi-interrate. Gli edifici con attività economiche in essere al momento dell’entrata in vigore della legge non possono cambiare la destinazione d’uso. Il recupero sugli immobili in area agricola non può superare i 600 metri cubi; gli edifici devono essere assentiti prima del 13 giugno 1980 e destinati ad uso residenziale o ricettivo non alberghiero da parte del proprietario, della famiglia dell’imprenditore o dei dipendenti per attività di servizio compatibili.
Quartieri Erp: Previsto il recupero dei quartieri di edilizia residenziale pubblica, esistenti al 31 marzo 2005, da parte dei proprietari pubblici, con la possibilità di aumento volumetrico del 40% da cedere ad altri operatori che si impegnano a realizzare alloggi aggiuntivi. I proventi devono essere investiti per il risanamento energetico e ambientale. Per la realizzazione degli interventi è necessario il permesso di costruire e il rispetto della normativa antisismica.
Semplificazione: L’autorizzazione è rilasciata previa presentazione della Dia o richiesta del permesso di costruire entro 18 mesi a decorrere dal 16 ottobre 2009. Oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e costi di costruzione sono commisurati a volumetria o superficie lorda. Il contributo di costruzione è ridotto del 30% e del 50% per gli immobili Erp in locazione.
Limiti: Vietato il superamento degli indici fondiari e del rapporto di copertura di più del 50%, nonché il superamento di 4 metri dell’altezza massima.
Esclusioni: Gli immobili situati in centri storici e nuclei urbani di antica formazione non possono usufruire degli ampliamenti sulla volumetria esistente. Escluse le aree sottoposte a vincolo di inedificabilità, edifici di particolare rilievo storico e architettonico, edifici realizzati in assenza di titolo o in totale difformità, anche condonati. I Comuni possono procedere ad altre esclusioni o limitazioni.
Housing sociale: La riqualificazione con aumento volumetrico delle zone Erp deve essere subordinata alla realizzazione di alloggi aggiuntivi.
via: www.rinopruiti.it
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Di prunas (del 02/08/2009 @ 11:15:11, in povera italia, linkato 393 volte)

Ecco che è arrivato, grazie al voto di fiducia e all'ennesima umiliazione del Parlamento, il cosiddetto "decreto anti-crisi", ma anti-crisi di chi? Sicuramente non favorisce la situazione di pensionati, lavoratori e disoccupati. Il decreto legge: rimette le tasse ai terremotati, aumenta l’eta’ pensionistica per le donne, e fa uno sconto a evasori fiscali, spacciatori di droga e trafficanti di armi che vogliano far rientrare in Italia i capitali guadagnati illecitamente. E’ quindi un favore ai ricchi e ai ladri, e va contro terremotati e lavoratori.

Oltre a questo configura una vera e propria amnistia.

Teoricamente prevede che ogni tipo di capitale sconosciuto al fisco possa rientrare in Italia, indipendentemente dalla provenienza.

Potranno goderne quindi anche capitali frutto di attivita’ illecite, come lo spaccio di droga e il traffico di armi. L’unica condizione posta e’ il pagamento di una tangente dell’1% allo Stato.

Di fatto, si tratta di un riciclaggio di Stato. La norma prevede inoltre che chi ricorra alla procedura prevista dal decreto “non sia più perseguibile in ordine alla provenienza del capitale ‘condonato’". Quindi se il capitale viene da un reato chi lo ha commesso non è più perseguibile: una vera e propria amnistia mascherata, fatta in spregio alla Costituzione.

La cosa grottesca è che questi signori sono gli stessi che hanno istituito le ronde per combattere la micro-criminalità, sono gli stessi che hanno dichiarato che i clandestini sono dei deliquenti, sono gli stessi che rimandano il Libia (a morte certa) migliaia di donne e bambini... sono gli stessi che stanno svendendo il nostro territorio con i vari "piani casa", veri e propri piani di cementificazione a favore dei soliti palazzinari.

Rino Pruiti
www.rinopruiti.it

 

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