Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di
prunas (del 30/09/2009 @ 09:40:12, in
Assago, linkato 373 volte)
Pubblichiamo l’ordine del giorno del Consiglio Comunale di mercoledì 30 settembre “commentato” al fine di rendere comprensibili i contenuti della discussione e anche gli orientamenti del nostro gruppo. Troverete un resoconto a Consiglio avvenuto. I punti dell’ordine del giorno “ufficiali” - pubblicati com’è ovvio sul sito del Comune - sono in neretto. In corsivo la “traduzione con il nostro commento”. Come noterete, più di un terzo dei punti all’ordine del giorno è costituito da nostre interpellanze sulle decisioni del sindaco.
1) Comunicazioni del Sindaco.
Le comunicazioni del sindaco riguarderanno la nomina degli assessori Longo e Pagliuca e le deleghe ai consiglieri. Com’è noto, Longo e Pagliuca sono stati nominati assessori, pur non essendo stati votati dagli assaghesi per il semplice fatto che nemmeno erano stati inseriti tra i candidati della Lista del Popolo della Libertà.
2) Interrogazioni prot. n. 13175 del 16/07/2009 e prot. n. 13682 del 23/07/2009.
Interrogazione del nostro gruppo - la Lista Civica raimondo per Assago - relativa ai divieti al parco agricolo.
3) Interrogazioni prot. n. 13176 del 16/07/2009 e prot. n. 13681 del 23/7/2009.
Nostra interrogazione sul finanziamento della metropolitana. Com’è noto, purtroppo il Comune di Assago si dovrà sobbarcare la non modica cifra di 3 milioni di euro.
4) Interrogazione urgente prot. 13683 del 23/07/2009.
Nostra interrogazione sulla mancata fornitura ai consiglieri della documentazione del consiglio comunale.
5) Comunicazione ex art. 166 T.U.E.L. n. 267 del 18/08/2000 –Prelevamento dal fondo di riserva.
Fondo di riserva. Hanno dovuto fare dei prelievi dal fondo di riserva per spese non previste in bilancio (operazione che si fa molto raramente).
6) Variazione di bilancio ai sensi dell’art. 175 del D.Lgs. 267/2000.
Il consiglio deve ratificare delle variazioni al bilancio fatte dalla giunta. Qui daremo battaglia sul finanziamento dello staff del sindaco, pagato con risorse del personale. Anche il sindacato interno dovrebbe aprire una vertenza.
7) Ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e presa d’atto del permanere degli equilibri generali del bilancio 2009, ex art. 193 D.Lgs. n. 267/2000.
La ricognizione di bilancio entro il 30 settembre è un atto obbligatorio. Serve a verificare che il bilancio sia in pareggio.
8. Approvazione Piano per il Diritto allo Studio anno scolastico 2009/2010.
Il piano di diritto allo studio è in sostanza il finanziamento del comune alle scuole dell’obbligo (attività integrative, laboratori ecc.)
9) Modifica degli artt. 1 e 5 del “regolamento per l’utilizzo del sistema di videosorveglianza cittadina” approvato con deliberazione del
Consiglio Comunale n. 21 del 30-06-2008.
Questo punto riguarda la modifica del regolamento che regola l’utilizzo delle telecamere nei luoghi pubblici (finanziate e integrate dalla giunta Raimondo).
10) Esame ed approvazione della Convenzione per la gestione in forma associata del servizio di Segreteria comunale con il Comune di Graffignana.
Qui bisogna approvare la convenzione per poter condividere il Segretario Comunale con un altro comune (è una cosa molto consueta ed è stata fatta anche dalla precedente Giunta Raimondo ).
11) Approvazione del “regolamento comunale per l’uso e la frequentazione di parchi, giardini e aree verdi”.
Questo è un nuovo regolamento che non c’era prima e con il quale vogliono regolare l’utilizzo dei parchi e superare l’ordinanza del parco agricolo (infatti contiene gli stessi divieti). Faremo proposte di modifica.
Lista Civica Raimondo per Assago
Sul sito ufficiale dei Verdi di Assago & Buccinasco (clicca QUI) è stato inserito un commento a firma "franci67" nel post: "BERLUSCONI: CONDONO PER I DELINQUENTI, TASSE PER I TERREMOTATI". Questo commento (poi si è sviluppata una sterile discussione) mi ha colpito molto perchè l'ho percepito sincero e rappresentativo di gran parte dei nostri connazionali che votano x la Lega Nord o per il PDL.
franci67 scrive: "... Alla gente oramai slogan come “fascista ,razzista “, o anche “democrazia , solidarietà,”non interessa più . La gente vuole “SICUREZZE” intesa come sicurezza” ECONOMICA”.TUTTO IL RESTO è NOIA COME DICE UNA FAMOSA CANZONE."
e ancora: "IO APPARTENGO A QUESTA ITALIA CHE CHIEDE SICUREZZA TU INVECE A CHE ITALIA APPARTIENI?"
Capite? Francy67 ha scritto quello che gli altri elettori del centro-destra pensano ma si vergognano di dire, anzi molto spesso si vergognano anche di ammettere che votano la Lega Nord o la PDL.
Io penso che, almeno la metà degli elettori italiani, siano mossi da questi sentimenti quando votano, "TUTTO IL RESTO è NOIA" come dice la nostra "amica".
Infatti non ci sono delle insurrezioni popolari per i problemi etici e per le scandalose leggi immorali che stanno approvando in Parlamento, quasi sempre con il voto di fiducia e senza discussioni.
I condoni e le sanatorie fiscali, leggi ad personam, l'immunità per il Presidente del Consiglio - apparentemente - non toccano la sensibilità degli elettori di centro-destra... perchè? Perchè loro pensano che non gli tocchi la tasca, o meglio la pancia!
Il degrado morale e civile favorisce, evidentemente, la destra di governo.
Anche quando noi, come opposizione, diciamo che sprecano i soldi pubblici, a Roma come a Buccinasco Italia, gli elettori di centro-destra non pensano che la cosa li tocchi personalmente.
Dobbiamo riflettere in maniera seria su questa cosa, per ora io rispondo alla domanda di franci67, cioè di che Italia sono io?
Io (?) qui abbiamo già una bella differenza, non ci sono “io” , io penso in termini collettivi, cioè “noi”.
Ecco noi facciamo parte dell’altra metà del Paese (si scrive con la P maiuscola sai?), quella che odia i furbi che pensano solo a se stessi, quelli che se cadi per terra si fermano e ti tendono la mano, quelli che si alzano e lasciano il posto alla vecchietta sull’autobus, quelli che si vergognano ad avere un suv e comunque non hanno i soldi per comprarlo, quelli che si vergognano a portare i figli a scuola e lasciare l’auto in tripla fila con il motore acceso, quelli che i delinquenti li vorrebbero vedere in prigione e non sognano di diventare come loro, quelli che le tasse si pagano sempre, quelli che i mafiosi sono merda e non sono degli eroi, quelli che la raccolta differenziata da fastidio ma la fanno sempre, quelli che piuttosto di vedere il loro collega licenziato accettano di guadagnare tutti di meno, quelli che vogliono la sicurezza VERA e non si accontentano degli slogan e delle chiacchiere, quelli che i delinquenti son delinquenti e non sono una razza, quelli che gli ideali li hanno e ci fanno l’amore tutti i giorni…
siamo migliori di te? Non credo, siamo solo diversi e questa diversità ci fa andare avanti giorno per giorno, perchè crediamo che domani potremo lasciare un mondo migliore ai nostri figli e anche se non ci riusciremo mai saremo pronti a rispondergli quando ci chiederanno (stai certa che lo faranno): papà ma tu che cazzo hai fatto per impedire tutto questo?
via: Rino Pruiti Blog - www.rinopruiti.it
Il Senato ha approvato una legge, proposta dal governo Berlusconi (PDL + LEGA NORD), che permetterà a tutti quelli che hanno capitali all'estero (fondi neri) di riportarli in Italia senza dare spiegazioni a nessuno, in modo anonimo, senza essere giudicati da nessuno, pagando la modica cifra del 5% allo Stato.
Un condono, un'amnistia, una sanatoria totale.
Abbiamo un governo che favorisce gli evasori, delle sanguisughe dell'economia italiana, alla modica cifra del 5% piu' l'immunita' verso il fisco.
Una concorrenza sleale alla libera impresa, alla gente onesta, con la copertura dello Stato.
Siamo in mano a degli scellerati e la parte buona del paese deve mantenere la parte bacata, la distruzione di ogni regola di etica o morale viene spacciata per attivismo governativo nell'interesse del Paese... ma quale PAESE ?!
Ringraziamo chi li ha mandati al governo, dai dirigenti dell'opposizione a chi li ha votati, gente senza cervello che assorbe come una spugna le balle del regime.
In Francia e Germania non esiste lo "scudo sanatoria fiscale" come da noi, chi ha capitali all'estero viene perseguito e paga, non guadagna l'immunita' con il fisco.
In Inghilterra viene tassato al 45%, negli Usa al 49%.
Negli USA ci sono addirittura delle carceri speciali federali, fatte apposta per gli evasori fiscali.
E noi? Noi muti come i mafiosi, sordi come i piduisti e ciechi come gli italiani.
Non e' uno scudo fiscale, e' uno scudo illegale!
Alla Camera dei Deputati è iniziato l'iter della nuova Proposta di Legge elettorale a prima firma Calderoli che introduce lo sbarramento del 4% a tutte le elezioni amministrative, quindi comprese quelle provinciali, comunali e Regionali, a partire dal 2010!
In particolare la legge, modificando la norma che stabilisce i principi generali a cui le Regioni devono attenersi nel legiferare sulle modalità di elezione del Consiglio Regionale, rende automatico lo sbarramento anche se le leggi Regionali non lo prevedono... ma questi non sono quelli che vanno in giro a parlare di federalismo e autonomia locale???
Secondo fonti della Camera la Pdl ne prevede l'approvazione entro la fine di Novembre 2009.
Non sprecherò parole, il disegno piduista e anti-democratico è chiaro anche per un bambino di cinque anni... speriamo lo capiscano anche gli amici del Pd e dell'Italia dei Valori che poggiano il culo in parlamento...
Vogliono cancellare definitivamente quei 10 milioni di elettori italiani che oggi non hanno più nessuna rappresentanza parlamentare, cioè gli vogliono togliere anche quella locale e regionale.
Avete trovato questa notizia altrove? Ne sta parlando qualcuno sui grandi media? C'è libertà di stampa in Italia? Certo che c'è libertà di stampa... se ti pubblichi da solo le informazioni sei liberissimo di farlo!!!
in allegato il testo di legge presentato clicca QUI (170 Kb pdf)
ASSAGO - Come era facile immaginare, la politica assaghese che riprende le sue attività dopo la pausa estiva si concentra prevalentemente sulle nomine di due nuovi assessori da parte del "nuovo-vecchio" sindaco Graziano Musella : Francesco Pagliuca all'Urbanistica e Giuseppe Longo alla Sanità e politiche sociali.
Ad andare per primi all'attacco, in particolare contro la nomina di Pagliuca, sono stati gli esponenti della lista civica «Raimondo per Assago», all'opposizione con quattro consiglieri, che hanno dato alle stampe un volantino di fuoco distribuito durante la Sagra.
«Ecco il rinnovamento della Giunta Musella - annuncia sarcastico il documento - dopo aver fatto una campagna elettorale all'insegna del cambiamento e del rinnovamento, dopo mesi di attesa per la composizione della nuova Giunta, derogando alla legge che prevede nei piccoli Comuni la scelta degli assessori dai consiglieri eletti, umiliando gli elettori, i candidati della sua lista e le forze politiche che lo hanno sostenuto, il nuovo-vecchio sindaco Musella nomina assessori esterni, non eletti, Longo e Pagliuca».
Il volantino prosegue ricordando i turbolenti trascorsi politici di Pagliuca, elemento di spicco di Comunione e liberazione: già vicesindaco di Musella nei primi anni Duemila, gli voltò le spalle improvvisamente nel 2003 per allearsi l'anno successivo con il rivale Domenico Raimondo.
Un'alleanza decisiva per la vittoria del centrosinistra alle Politiche. Tuttavia, il connubio è durato solo fino al 2008, quando Pagliuca è uscito dalla maggioranza assieme ad un altro assessore, Vittorio de Simone, facendo mancare i numeri necessari per l'approvazione del Pgt.
Un fatto che ha portato come conseguenza la caduta della Giunta ed il commissariamento del paese fino alle elezioni di giugno 2009, nelle quali Musella è tornato in carica battendo proprio Raimondo.
Lo «storico» sindaco per l'occasione ha potuto di nuovo contare, da posizione più defilata, dell'appoggio di Cl, pur non figurando Pagliuca in lista per il centrodestra.
Ma, evidentemente, la sua assenza era solo il preludio per questo nuovo ritorno. E con un assessorato «pesante»
Roma - Il 14 settembre scorso è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un disegno di legge a firma degli Onorevoli Pecorella e Costa attraverso il quale si manifesta l'intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa. Sono bastati 101 caratteri, spazi inclusi, all'On. Pecorella per surclassare il Ministro Alfano che, prima dell'estate, aveva inserito nel DDL intercettazioni una disposizione volta ad estendere a tutti i "siti informatici" l'obbligo di rettifica previsto nella vecchia legge sulla stampa e salire, così, sulla cima più alta dell'Olimpo dei parlamentari italiani che minacciano - per scarsa conoscenza del fenomeno o tecnofobia - la libertà di comunicazione delle informazioni ed opinioni così come sancita all'art. 11 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino e all'art. 21 della Costituzione.
Con una previsione di straordinaria sintesi e, ad un tempo, destinata - se approvata - a modificare, per sempre, il livello di libertà di informazione in Rete, infatti, l'On. Pecorella intende aggiungere un comma all'art. 1 della Legge sulla stampa - la legge n. 47 dell'8 febbraio 1948, scritta dalla stessa Assemblea Costituente - attraverso il quale prevedere che l'intera disciplina sulla stampa debba trovare applicazione anche "ai siti internet aventi natura editoriale".
Si tratta di un autentico terremoto nella disciplina della materia che travolge d'un colpo questioni che impegnano da anni gli addetti ai lavori in relazione alle condizioni ed ai limiti ai quali considerare applicabile la preistorica legge sulla stampa anche alle nuove forme di diffusione delle informazioni in Rete.
Ma andiamo con ordine.
Quali sono i "siti internet aventi natura editoriale" cui l'On. Pecorella vorrebbe circoscrivere l'applicabilità della disciplina sulla stampa? Il DDL non risponde a questa domanda, creando così una situazione di pericolosa ed inaccettabile ambiguità.
Nell'Ordinamento, d'altro canto, l'unica definizione che appare utile al fine di cercare di riempire di significato l'espressione "sito internet avente natura editoriale" è quella di cui al comma 1 dell'art. 1 della Legge n. 62 del 7 marzo 2001 - l'ultima riforma della disciplina sull'editoria - secondo la quale "Per «prodotto editoriale» (...) si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici".
Si tratta, tuttavia, di una definizione troppo generica perché essa possa limitare effettivamente ed in modo puntuale il novero dei siti internet definibili come "aventi natura editoriale".
Tutti i siti internet attraverso i quali vengono diffuse al pubblico notizie, informazioni o opinioni, dunque, appaiono suscettibili, in caso di approvazione del DDL Pecorella-Costa, di dover soggiacere alla vecchia disciplina sulla stampa.
Ce n'è già abbastanza per pensare - ritengo a ragione - che nulla nel mondo dell'informazione in Rete, all'indomani, sarebbe uguale a prima.
Ma c'è di più.
Il DDL Pecorella Costa, infatti, si limita a stabilire con affermazione tanto lapidaria nella formulazione quanto dirompente negli effetti che "le disposizioni della presente legge (n.d.r. quella sulla stampa) si applicano altresì ai siti internet aventi natura editoriale".
La vecchia legge sulla stampa, scritta nel 1948 dall'Assemblea Costituente, naturalmente utilizza un vocabolario e categorie concettuali vecchie di 50 anni rispetto alle dinamiche dell'informazione in Rete. Quali sono dunque le conseguenze dell'equiparazione tra stampa e web che i firmatari del DDL sembrano intenzionati a sancire?
Se tale equiparazione - come suggerirebbe l'interpretazione letterale dell'articolato del DDL - significa che attraverso la nuova iniziativa legislativa si intende rendere applicabili ai siti internet tutte le disposizioni contenute nella legge sulla stampa, occorre prepararsi al peggio ovvero ad assistere ad un fenomeno di progressivo esodo di coloro che animano la blogosfera e, più in generale, l'informazione online dalla Rete.
Basta passare in rassegna le disposizioni dettate dalla vecchia legge sulla stampa per convincersene.
I gestori di tutti i siti internet dovranno, infatti, pubblicare le informazioni obbligatorie di cui all'art. 2 della Legge sulla stampa, procedere alla nomina di un direttore responsabile (giornalista) in conformità a quanto previsto all'art. 3, provvedere alla registrazione della propria "testata" nel registro sulla stampa presso il tribunale del luogo ove "è edito" il sito internet così come previsto all'art. 5, aver cura di comunicare tempestivamente (entro 15 giorni) ogni mutamento delle informazioni obbligatorie pubblicate e/o richieste in sede di registrazione (art. 6), incorrere nella "sanzione" della decadenza della registrazione qualora non si pubblichi il sito entro sei mesi dalla registrazione medesima o non lo si aggiorni per un anno (art. 7), soggiacere alle norme in tema di obbligo di rettifica così come disposto dall'art. 8 che il DDL Pecorella intende modificare negli stessi termini già previsti nel DDL Alfano e, soprattutto, farsi carico dello speciale regime di responsabilità aggravata per la diffusione di contenuti illeciti che, allo stato, riguarda solo chi fa informazione professionale.
Sono proprio le disposizioni in materia di responsabilità a costituire il cuore del DDL Pecorella e converrà, pertanto, dedicargli particolare attenzione.
Cominciamo dalla responsabilità civile.
L'art. 11 della Legge 47/1948 prevede che "Per i reati commessi col mezzo della stampa sono civilmente responsabili, in solido con gli autori del reato e fra di loro, il proprietario della pubblicazione e l'editore". Non è chiaro come il DDL Pecorella incida su tale previsione ma qualora - come appare nelle intenzioni del legislatore - con l'espressione "a mezzo della stampa", domani, si dovrà intendere "o a mezzo sito internet", ciò significherebbe che i proprietari di qualsivoglia genere di piattaforma rientrante nella definizione di "sito internet avente natura editoriale" sarebbero sempre civilmente responsabili, in solido con l'autore del contenuto pubblicato, per eventuali illeciti commessi a mezzo internet.
Fuor di giuridichese questo vuol dire aprire la porta ad azioni risarcitorie a sei zeri contro i proprietari delle grandi piattaforme di condivisione dei contenuti che si ritrovino ad ospitare informazioni o notizie "scomode" pubblicate dai propri utenti. Il titolare della piattaforma potrebbe non essere più in grado di invocare la propria neutralità rispetto al contenuto così come vorrebbe la disciplina europea, giacché la nuova legge fa discendere la sua responsabilità dalla sola proprietà della piattaforma. Si tratta di una previsione destinata inesorabilmente a cambiare per sempre il volto dell'informazione online: all'indomani dell'approvazione del DDL, infatti, aggiornare una voce su Wikipedia, postare un video servizio su un canale YouTube o pubblicare un pezzo di informazione su una piattaforma di blogging potrebbe essere molto più difficile perché, naturalmente, la propensione del proprietario della piattaforma a correre un rischio per consentire all'utente di manifestare liberamente il proprio pensiero sarà piuttosto modesta.
Non va meglio, d'altro canto, sul versante della responsabilità penale.
Blogger e gestori di siti internet, infatti, da domani, appaiono destinati ad esser chiamati a soggiacere allo speciale regime aggravato di responsabilità previsto per le ipotesi di diffamazione a mezzo stampa o radiotelevisione.
A nulla, sotto questo profilo, sembrano essere valsi gli sforzi di quanti, negli ultimi anni, hanno tentato di evidenziare come non tutti i prodotti informativi online meritino di essere equiparati a giornali o telegiornale.
Si tratta di un approccio inammissibile che non tiene in nessun conto della multiforme ed eterogenea realtà telematica e che mescola in un unico grande calderone liberticida blog, piattaforme di UGC, siti internet di dimensione amatoriale e decine di altri contenitori telematici che hanno, sin qui, rappresentato una preziosa forma di attuazione della libertà di informazione del pensiero.
Ci sarebbe molto altro da dire ma, per ora, mi sembra importante iniziare a discutere di questa nuova iniziativa legislativa per non dover, in un futuro prossimo, ritrovarci a raccontare che c'era una volta la libertà di informazione in Rete.
Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
www.guidoscorza.it
ASSEMBLEA CONGRESSUALE DEI VERDI 9- 10 - 11 OTTOBRE 2009 MOZIONE: "I VERDI ITALIANI VERSO UNA NUOVA COSTITUENTE ECOLOGISTA"
I risultati elettorali e il peso politico dei Verdi europei, in così forte controtendenza rispetto a quelli italiani, dimostrano che lo spazio politico per una forza ecologista può esserci se si è in grado di associare ad un’analisi critica della società un progetto politico realmente e radicalmente alternativo.
Tutti i movimenti più vitali della società civile a livello mondiale, così come i Verdi europei, traggono linfa e ragioni da un’analisi ecologista della realtà, e cioè dal legame indissolubile tra le battaglie per la difesa dell’ambiente e quelle per la giustizia sociale, per il riconoscimento dei diritti civili, per la costruzione della democrazia e della pace.
La proposta politica ecologista racchiude in sè una nuova e migliore prospettiva di vita per tutti, un progetto di futuro sostenibile, una risposta concreta alla crisi complessiva in atto. Una prospettiva ancora più necessaria in Italia con il centrodestra al governo e il centrosinistra indebolito e privo di un comune progetto di futuro sostenibile, alternativo al modello populista proposto dal centrodestra.
Le ultime elezioni europee sono state per Sinistra e Libertà, e quindi per i Verdi italiani che ne hanno fatto parte, un fallimento come già un anno fa era accaduto alla Sinistra Arcobaleno. Il risultato delle europee è stato ancor più negativo rispetto alle elezioni politiche del 2008 perché, pur in assenza del richiamo al ‘voto utile’, i milioni di voti in uscita dal PD non sono stati conquistati neppure in parte da Sinistra e Libertà.
Mentre, perciò, i Verdi italiani sono scomparsi per la prima volta dal 1989 dal Parlamento europeo, come era già accaduto per il Parlamento nazionale, in Europa gli ecologisti registrano uno storico successo elettorale da Nord a Sud. Infatti, i Verdi in Europa moltiplicano i voti e i seggi, superando il 10% in molti paesi; con straordinari risultati in Francia, Germania, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Finlandia, Svezia, Austria, Inghilterra, ma anche in Spagna e in particolare in Grecia, dove sono riusciti ad eleggere per la prima volta un parlamentare europeo. Nel novembre scorso, poi, i Verdi negli USA hanno raddoppiato gli eletti in centinaia di località, contemporaneamente alla vittoria di Obama.
Siamo tutti chiamati a decidere con coraggio di far uscire i Verdi italiani da una situazione di inarrestabile declino e perdita di consensi, rilanciando nel paese un forte progetto ecologista popolare capace di dare una risposta, anche assumendo responsabilità di governo, alla crisi economica globale, ai cambiamenti climatici, all’aggressione al patrimonio e alle risorse naturali, ai diritti di tutti gli esseri viventi. Un progetto che metta al centro della propria azione la lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici attraverso una programmata riconversione ecologica dell’economia e della società.
Abbiamo per troppi anni rinunciato a parlare a tutti cittadini, per rivolgerci ad una parte limitata e ideologizzata della popolazione, dimenticando colpevolmente che le nostre tematiche sono universali e trasversali. Questo ha portato i Verdi ad essere interlocutori solo di parti limitate e non di tutti.
Dobbiamo quindi lavorare per fare in modo che la questione ecologica diventi centrale nella politica e nella società del nostro paese, consapevoli che le nostre proposte sono già, in tutto il mondo, il motore per avviare una radicale trasformazione della nostra società e dell’ economia, in un percorso culturale e politico di ricostruzione del senso di appartenenza ad una comunità quale soggetto collettivo.
C’è un aspetto però che dobbiamo affrontare con risolutezza e che riguarda noi stessi, ovvero la nostra inadeguatezza. Non siamo stati all’altezza del compito e la deriva degli ultimi anni rappresenta un punto di non ritorno.
E’ evidente che non possiamo avviare un simile ed ambizioso processo da soli. Dobbiamo, perciò, lavorare da subito per costruire una “rete ecologista” assieme a quel grande movimento di milioni di uomini e donne che -in migliaia di comitati, associazioni, pratiche comuni collegate tra loro -si occupano di ecologia, diritti, pace, nonviolenza, nuova economia, legalità, cooperazione internazionale e decentrata, democrazia.
E tutto ciò recuperando alla causa militante ecologista quelle intelligenze che lavorano in questa direzione nel mondo della ricerca, della scienza, della cultura, dell’informazione e dell’imprenditoria.
Dobbiamo metterci a disposizione di un nuovo percorso, favorendo e stimolando l’avvio nel paese di una fase costituente ecologista, che sappia anche mettere in discussione il vecchio modello di partito, per dare più spazio ad una politica di partecipazione e di democrazia, nel rispetto di un reale federalismo.
Per favorire, come auspichiamo e ci impegniamo a fare, la nascita di un nuovo movimento politico ecologista, dobbiamo superare il modello politico e organizzativo della Federazione nazionale dei Verdi, per come l’abbiamo conosciuta e soprattutto per quello che è diventata negli ultimi anni. Questo non significa per noi in alcun modo liquidare l’esperienza dei Verdi, ma, al contrario, favorire nel nostro paese la nascita di una nuova soggettività politica ecologista, collegata all’esperienza verde europea.
In questi ultimi mesi la dirigenza uscente della Federazione nazionale dei Verdi ha invece stimolato e favorito, senza alcuna legittimazione politica, la nascita dei coordinamenti di Sinistra e Libertà, non opponendo inoltre alcuna obiezione allo scioglimento di gruppi consiliari regionali verdi per formare quelli della Sinistra.
A questa scelta, che ha anche prodotto la sostanziale invisibilità della presenza verde autonoma nelle recenti elezioni amministrative, l’Assemblea nazionale dei Verdi sceglie di dare una risposta immediata e determinata, dando voce a tutti i Verdi e a tutti gli ecologisti che non intendono sciogliersi in una formazione politica che ripropone simboli, linguaggi e contenuti già consumati tante volte nella vicenda politica della sinistra italiana.
Sarebbe totalmente irresponsabile accettare passivamente che nel terzo millennio non esista più in Italia una forza ecologista autonoma e politicamente organizzata, considerata anche la marginalità a cui sono relegate le tematiche ecologiste nelle altre forze politiche.
C’è bisogno di un grande movimento politico ecologista che sappia parlare, a 360 gradi, con tutti i cittadini, forte della propria identità culturale e consapevole della propria autonomia politica, ma capace anche di costruire alleanze e di portare la questione ecologica al centro della politica in Italia.
Le grandi questioni come la pace nel mondo, il contrasto ai cambiamenti climatici, la lotta alla povertà e ad ogni tipo di discriminazione, la sicurezza alimentare, la lotta ad ogni tipo di inquinamento e al traffico, la tutela della salute, la giustizia sociale, i diritti dell’infanzia, la cura del verde, i diritti degli animali, la tutela della biodiversità, la politica energetica basata sulle energie alternative, sul risparmio e l’efficienza energetica e non sul nucleare, le politiche ecologiche per rilanciare l’economia e quindi l’occupazione attraverso la ‘green economy’, sono temi che riguardano tutti i cittadini e non solo una parte di essi.
La costruzione di nuovi contenitori frutto solo di assemblaggi e di vecchie alchimie politiche è stata già punita due volte dagli elettori. Non dobbiamo preoccuparci del nostro futuro personale e particolare, ma del futuro dell’ambientalismo italiano e dell’ecologia politica.
Per tutte queste considerazioni l’Assemblea nazionale dei Verdi italiani considera
- conclusa la partecipazione dei Verdi a “Sinistra e Libertà”.
- superata l’esperienza politica e organizzativa della Federazione nazionale dei Verdi italiani come l’abbiamo e come tutti i cittadini l’hanno conosciuta negli ultimi anni.
I Verdi italiani scelgono di contribuire alla nascita di una Costituente Ecologista, mettendo a disposizione persone, mezzi, esperienze.
Coerentemente e conseguentemente, l’Assemblea nazionale dei Verdi italiani decide di:
- aprire una fase transitoria di gestione della federazione dei Verdi fino a gennaio 2010;
- congelare il simbolo del “Sole che ride” e assumere in via provvisoria il simbolo del girasole dei Verdi europei, fino a quando la Costituente Ecologista deciderà quale simbolo scegliere per il nuovo soggetto politico ecologista;
- congelare le parti dello Statuto e dei Regolamenti nazionali che siano in contrasto con quanto di seguito stabilito;
- eleggere in questa sede due persone, una donna e un uomo, con funzioni di portavoce nazionali e con il compito di:
1. 1. promuovere un tavolo permanente nazionale di confronto tra tutti i soggetti ecologisti interessati (associazioni, movimenti politici, comitati, ecc.);
2. 2. compiere una seria ricognizione della situazione economica dei Verdi e predisporre un piano di utilizzo delle risorse per favorire il nuovo percorso della Costituente Ecologista, che ne preveda la destinazione per 1/3 per al livello nazionale, 1/3 ai livelli regionali, 1/3 da destinare ad azioni legate all’ambiente e ai diritti, promosse dalle associazioni ;
3. 3. compiere una verifica dell’utilizzo dei contributo pubblico per l’editoria in rapporto alla finalità della Costituente Ecologista;
4. lanciare una forte campagna di auto-finanziamento;
- eleggere in questa sede un Gruppo federale di coordinamento costituito da 42 persone - 21 donne e 21 uomini, due per regione e provincia autonoma -con il compito di:
.a. promuovere tavoli permanenti a livello regionale e di provincia autonoma, finalizzati al confronto tra tutti i soggetti ecologisti e tra tutti gli amministratori ecologisti;
.b. garantire il collegamento e il confronto inter-regionale e tra le regioni e la dimensione nazionale ed europea;
.c. promuovere iniziative politiche e di formazione, gruppi di lavoro tematici in stretto rapporto con le realtà locali e facilitare l’avvio di tavoli locali tra tutti i soggetti ecologisti;
.d. elaborare proposte di modifica dello Statuto e dei Regolamenti per renderli adeguati alla nuova fase del progetto ecologista.
In relazione al tesseramento 2009 e alle organizzazioni verdi territoriali, l’Assemblea nazionale decide che:
1) il tesseramento 2009 prosegue fino alla fine di dicembre 2009 con quote invariate, ma senza più alcun limite minimo per il riconoscimento dei gruppi locali e senza più alcun collegamento tra la quantità di tessere e l’elezione dei delegati nazionali;
2) le attuali organizzazioni territoriali dei Verdi sceglieranno autonomamente le modalità per contribuire a livello locale all’avvio del percorso della Costituente Ecologista, ferme restando le indicazioni date da questa Assemblea nazionale. I componenti dei coordinamenti di riferimento per ciascuna regione si adopereranno per coadiuvare le realtà territoriali in questo percorso.
Entro il gennaio 2010 i Verdi italiani contribuiranno, insieme a tutti gli altri soggetti ecologisti interessati, alla convocazione della Costituente Ecologista per dare vita al nuovo soggetto politico ecologista.
In accordo con gli altri soggetti ecologisti interessati, sarà promossa precedentemente una Convention ecologista di carattere politico-culturale, che potrà essere denominata “Stati generali dell’ecologia politica in Italia”.
In una fase successiva, sempre in accordo con tutti i soggetti ecologisti interessati, verrà promosso un’ECO-EXPO, con l’obbiettivo di raccogliere tutte le esperienze di carattere imprenditoriale, agricole e artigianali, con finalità ecologiche.
L’Assemblea nazionale, infine, decide di avviare ai diversi livelli e coinvolgendo tutti i soggetti interessati, una raccolta di firme per dimezzare realmente i costi della politica senza incidere sulla rappresentanza democratica.
L’Assemblea nazionale dei Verdi italiani rivolge a tutti i soggetti interessati, che condividano questa esigenza e questa speranza, l’invito ad avere il coraggio di osare, di rivendicare l’orgoglio ecologista e di operare tutti assieme per lanciare al paese, in una dimensione autenticamente europea, la nuova sfida verso la nuova Costituente Ecologista.
Di
prunas (del 14/09/2009 @ 15:13:51, in
Scuola, linkato 242 volte)
Sovere, 9 settembre 2009
Mi chiamo MIRIAM sono una bambina di otto anni anzi quasi nove, ho un fratello più grande di me ed una sorellina piccola che con la mamma ed il papà sono la mia famiglia. Non avrei mai pensato di trovarmi un giorno “cosi presto” a dover scrivere queste parole, credevo che una bambina della mia età avesse tutto il DIRITTO di avere quello che ogni bambino di otto anni quasi nove ha: il diritto alla famiglia, diritto al gioco, diritto alla salute, DIRITTO ALL’ISTRUZIONE…,DIRITTI non sempre riconosciuti…
Per me tutto è cambiato da quel giovedì di maggio dell’anno duemila, quando nella mia sedicesima settimana di vita nel grembo della mamma in una visita di routine hanno “scoperto” che il mio cuoricino aveva delle difficoltà, ma non solo: probabilmente avevo pure una qualche sindrome, la più probabile, quella di “down”.
E cosi è stato, dopo ulteriori accertamenti la “sentenza” fu emessa… la bambina è affetta da cardiopatia e sindrome di Down…la mia nuova vita è da quel giorno che ha avuto inizio, si perché fino al giorno prima IO MIRIAM ERO TUTELATA ALLA VITA COME OGNI ALTRO BAMBINO CHE VIVE IN UNA SOCIETA’ CIVILE, ma le mie patologie mi hanno scaraventata FUORI DAL CERCHIO DEGLI AVENTI DIRITTO ALLA VITA.
Ai miei genitori quel giorno è stato chiesto “COSA NE FACCIAMO DI QUESTA BAMBINA? LA TENETE O NON LA TENETE? “…ed è in quel preciso momento che ho conosciuto il significato di parole come: PAURA, BUIO, FREDDO, SOLITUDINE, ABBANDONO, DIVERSITA’… le ho vissute sulla mia pelle in quegli interminabili secondi in cui i miei genitori si sono guardati sbigottiti e impreparati a tale domanda e quello che fino al giorno prima sarebbe stato chiamato “infanticidio” adesso era invece “libera scelta” SOLO PERCHE’ SECONDO I CANONI DI QUESTA SOCIETA’ IO SONO DIVERSA…
Si, avete capito bene: faccio parte di quelli chiamati “disabili” o “diversamente abili” e mi chiedo sempre dove sia questo confine che ci divide, mi chiedo chi è abile – chi usa violenza, chi sfrutta, chi stupra, chi abusa di minori, chi spaccia, chi ruba, chi non fa il proprio dovere a scapito della vita altrui ?
Sono questi i “normalmente abili???”…
Anche a questi date la “pena di morte” come a noi!!!???
Io personalmente chiamerei tutti UGUALMENTE DIVERSI.
Ho vissuto l’esperienza della vita ancor prima di nascere, ed è sempre in quel giorno che ho toccato con mano il calore umano di parole come AMORE, ACCOGLIENZA, FIDUCIA e SPERANZA, da quel giorno la mia vita è un traguardo continuo: già, perché oltre a dover superare le mie difficoltà, spesso ci si mette pure il mondo dei grandi a crearne altre, come quando ti negano un tuo DIRITTO.
Ma non saranno loro a mettermi paura, sono abituata a lottare, è la prima cosa che ho dovuto fare per sopravvivere, al mio terzo intervento al cuore i medici dissero ai miei genitori che avevo il 50% di possibilità di farcela e mentre il mio corpicino mi abbandonava le ali del mio SPIRITO mi sostenevano, ed è cosi che la mia voglia di vivere con la bravura dei medici mi hanno fatto questo immenso dono, che è la VITA: Allora io avevo poco meno di un anno, ero piccola ma anche abbastanza grande per conoscere il sapore della GRATITUDINE, la prima parola pronunciata dalla mia bocca prima ancora di mamma e papà è stata “AZIE” – quella che voi dite, “GRAZIE”.
Nella mia presentazione ho voluto allegare anche una mia foto, non per presunzione o protagonismo, ma perché dietro ad ogni parola e dentro ad ogni storia c’è un volto uno sguardo due occhi ed un cuore che pulsa.
Tutto ciò per dire che quest’anno frequenterò la terza elementare, sarò in classe con tutti i miei compagni e le mie maestre, io poi ne ho due un po’ speciali che gli altri bambini non hanno, a causa della mia sindrome sono un po’ più lenta nel fare le cose: perciò ho bisogno di essere aiutata, anche perché mi stanco sempre prima degli altri e a volte sono un po’ lazzarona, allora la mia maestra speciale mi accompagna in questo percorso scolastico cosi che io possa FARE TUTTO CON I MIEI COMPAGNI E COME I MIEI COMPAGNI. Quest’anno però c’è un PROBLEMA a causa della “RIFORMA GELMINI” la COMPRESENZA nella mia classe è SPARITA, ed io su 29 ore di scuola ne ho ben 8 senza la mia maestra!
La Dott.ssa Neuropsichiatria ne ha chieste almeno 5 per integrare la mancata compresenza, ma la risposta è stata NO NON E’ POSSIBILE NON CI SONO PIU’ INSEGNANTI!!!
Il funzionario della nostra Comunità Montana che dà l’ok per le ore dell’assistente, in modo molto sgarbato e assai maleducato ha detto: “ZITTI, che siete già fortunati ad avere quello che avete”
Il Provveditorato in modo più gentile dice che semplicemente gli insegnanti sono FINITI – per quest’anno va cosi!!!
Io mi sono detta no non può essere vero tutto ciò, siamo una società civile e democratica, siamo nel paese che ha appena ospitato il G8, siamo nella regione che ospiterà l’Expo del 2015, siamo nei paesi dell’entroterra della “Bergamo bene” e incredula penso: è come chiamare il 112 per una rapina e ti rispondono che i Carabinieri sono finiti; il 115 per un incendio e ti dicono che forse i vigili del fuoco arriveranno l’anno prossimo: o peggio, andare all’ospedale con due gambe rotte e te ne ingessano solo una, per poi sentirti dire che sei pure fortunata.
EH NO IO NON MI SENTO FORTUNATA PERCHE’ MI DANNO IL MENO PEGGIO.
IO NON STO CHIEDENDO UN FAVORE: IO ESIGO IL MIO DIRITTO ALL’ISTRUZIONE, NON VOGLIO ALTRO. E’ SANCITO DALLA COSTITUZIONE ITALIANA.
La cosa più buffa è che i miei genitori si sono offerti di coprire le spese per le ore mancanti e si sono sentiti rispondere che per legge non è possibile!
Io a voi chiedo – ma la legge chi tutela?
Perché per legge è possibile andare fuori legge e contro la Costituzione?
Questi per me sono gli anni cruciali, dove con l’aiuto delle persone a me vicine sto costruendo la mia AUTONOMIA per il domani, NON POSSO PERDERE TEMPO, DEVO FARLO ORA QUI E ADESSO, ho difficoltà nel linguaggio, ed è in questi anni della scuola primaria che devo compiere il salto di qualità, da sola non riesco e ho bisogno di essere sostenuta. Sapete, domani sarà troppo tardi.
E’ per questi motivi che ardentemente INVITO VOI MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E VOI RAPPRESENTANTI DEL PROVVEDITORATO QUI NELLA MIA SCUOLA A SOVERE, VENITE A TOCCARE CON MANO LA REALTA’ DI TUTTI I GIORNI, COSI DA CONOSCERE PURE LO STATO DELLE NOSTRE SCUOLE DALLE STRUTTURE ALL’ORGANIZZAZIONE.
MA IN PARTICOLARE VORREI CHE PER UN MOMENTO VI ADDENTRASTE NEL MONDO DELLA SCUOLA DALLA PORTA DEL “SOSTEGNO”, CIOE’ DALL’ULTIMA PORTA, PER RESPIRARE L’ARIA DI CHI OGNI GIORNO NON HA LE RISORSE PER ADEGUARE IL LAVORO AL BISOGNO.
IO MIRIAM NON CHIEDO DI STARE A SCUOLA, PER QUELLO RIESCO DA SOLA;
IO CHIEDO DI STARE NELLA SCUOLA, NELLA SUA PROGRAMMAZIONE E NEL SUO EVOLVERSI DI ANNO IN ANNO
NON POSSO ASPETTARE
IO MIRIAM,
COME TUTTI QUELLI UGUALI A ME
HO IL DIRITTO DI POTER ESPRIMERE TUTTO QUELLO CHE HO DENTRO
PERCHE’ E’ TUTTO QUELLO CHE HO.
E SAPETE UNA COSA?
DEVO FARLO ADESSO
ORA
QUI
IN QUESTO MOMENTO
IN QUESTO ANNO SCOLASTICO