Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
È un prototipo, ancora per pochissimo però, perché la fase sperimentale è quasi conclusa. Secondo gli esperti, «Tornado», primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà essere installato, funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) e diventare un'alternativa ai contestati aerogeneratori, le grandi pale cattura energia dal vento che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori.
Un comune toscano, Volterra, ha addirittura proibito la loro installazione per non deturpare il paesaggio del borgo.
TRE METRI DI ALTEZZA - «Tornado Like», progettato da un gruppo di ingegneri russi e ingegnerizzato dalla «Western co», società di San Benedetto del Tronto specializzata nelle tecnologie rinnovabili, è stato presentato a Firenze durante «Lavori verdi», summit sull'energia alternativa voluto dal leader dei Verdi toscani Fabio Roggiolani e al quale hanno partecipato esperti da tutta Europa.
La macchina, che ricorda un cono, ha il vantaggio di non avere le pale e dunque di poter essere mimetizzata molto meglio nell’ambiente. Un aerogeneratore raggiunge in media i venti, trenta metri, «Tornado» non supera i due tre metri e in futuro sarà ancor più miniaturizzato. «Funziona ovunque anche dove non c'è troppo vento – spiega Roggiolani – perché è in grado di accelerare l’aria e di creare un effetto tornado ottimo per muovere le turbine e produrre energia».
La resa energetica è superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%. Come funziona? «L'aria penetra dalla base del cono – risponde Giovanni Cimini, presidente della Western co – e dentro la macchina il flusso viene trasformato in un vortice fino a quando, potentissimo, raggiunge la sommità del dispositivo dove si trovano le turbine per generare l'energia elettrica».
PRIME MACCHINE DAL 2010 - I test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l'Università delle Marche e il Cnr di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini. Poi si passerà alla produzione. «Contiamo di costruire le prime macchine dopo il primo semestre 2010», annuncia Cimini. Ma le meraviglie tecnologiche verdi non finiscono qui.
Sempre al summit di Firenze sono stati presentati sistemi per catturare energia dall'ambiente senza inquinare. Come la piattaforma meccanica e chimica, messa a punto dall’ingegner Alessio Cianchi (Officine Berti), capace di sfruttare la cavitazione e la luminescenza dell'acqua e trasformarla in energia.
E ancora le «nuove molecole fotovoltaiche» presentate dal Laboratorio europeo di spettrofotometria non lineare dell’Università di Firenze in grado, in un futuro molto prossimo, di centuplicare la potenza di un pannello fotovoltaico.
Quasi fantascientifica la ricerca del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa. I professori Paolo Fulignati e Alessandro Sbrana hanno presentato alcuni impianti «a ciclo binario» capaci di trasformare il calore del sottosuolo in energia elettrica senza estrarre alcun fluido dalla falda.
fonte: corriere della sera online
Paolo Borsellino, (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992): Eroe della Repubblica italiana.
Nella sua penultima intervista, avuta luogo il 21 Maggio 1992 con Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, Borsellino riferì delle possibili correlazioni tra i mafiosi di Cosa Nostra e di ricchi uomini d’affari come il futuro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.[6] In questa sua ultima intervista Paolo Borsellino parla anche dei legami tra la mafia e l'ambiente industriale milanese e del Nord Italia in generale, facendo riferimento, tra le altre cose, a indagini in corso sui rapporti tra Marcello Dell'Utri, Vittorio Mangano e Silvio Berlusconi.
Alla domanda se fosse Mangano un "pesce pilota" della mafia al Nord, Borsellino risponde che egli era sicuramente una testa di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord d'Italia. Sui rapporti con Berlusconi invece si astiene da giudizi definitivi.
Paolo Guzzanti aveva sostenuto che l'intervista trasmessa da Rai News 24 era stata manipolata, i giornalisti della rete gli fecero causa, ma venne assolto. Vi era la corrispondenza tra la cassetta ricevuta e il contenuto trasmesso, ma non con il video originale. Alcune risposte erano state tagliate e messe su altre domande. Ad esempio, quando Borsellino parla di "cavalli in albergo" per indicare un traffico di droga, non si riferisce ad una telefonata fra Dell'Utri e Mangano come poteva sembrare dalla domanda dell'intervistatore (che faceva riferimento ad un'intercettazione dell'inchiesta di San Valentino, che Borsellino aveva seguito solo per poco tempo), ma ad una fra Mangano e un mafioso della famiglia Inzerillo.[9]
Nel numero de L'Espresso dell'8 aprile 1994 venne pubblicata una versione più estesa dell'intervista.[10]
L'intervista, e i tagli relativi alla sua versione televisiva, sono citati anche dal tribunale di Palermo nella sentenza di condanna di Cinà Gaetano e Marcello Dell'Utri:
| « Un riferimento a quelle indagini si rinviene nella intervista rilasciata il 21 maggio 1992 dal dr. Paolo Borsellino ai giornalisti Fabrizio Calvi e Jean Pierre Moscardo. In dibattimento il Pubblico Ministero ha prodotto la cassetta contenente la registrazione originale di quella intervista che, nelle precedenti versioni, aveva subito, invece, evidenti manipolazioni ed era stata trasmessa a diversi anni di distanza dal momento in cui era stata resa, malgrado l’indubbio rilievo di un simile documento. » |
(Dalla sentenza di condanna di Dell'Utri Pag 431[11])
|
Nella sentenza viene poi riportato il brano dell'intervista (nuovamente trascritta dal nastro originale) relativo all'uso del termine "cavalli" per indicare la droga e sulle condanne passate di Mangano, in una versione ancora differente rispetto alle due già diffuse. Nella stessa sentenza viene poi riportata l'intercettazione della telefonata intercorsa tra Mangano (la cui linea era sotto controllo) e Dell'Utri (rapporto 0500/CAS del 13 aprile 1981 della Criminalpol di Milano), relativo al blitz di San Valentino, in cui veniva citato un "cavallo", a cui aveva fatto riferimento il giornalista nelle domande dell'intervista a Borsellino.[12] La sentenza specifica però che:
|
« Tra le telefonate intercettate (il cui tenore aveva consentito di disvelare i loschi traffici ai quali il Mangano si era dedicato in quegli anni) si inserisce quella del 14 febbraio 1980 intercorsa tra Vittorio Mangano e Marcello Dell’Utri. È opportuno chiarire subito che questa conversazione, pur avendo ad oggetto il riferimento a “cavalli”, termine criptico usato dal Mangano nelle conversazioni telefoniche per riferirsi agli stupefacenti che trafficava, non presenta un significato chiaramente afferente ai traffici illeciti nei quali il Mangano era in quel periodo coinvolto e costituisce il solo contatto evidenziato, nel corso di quelle indagini, tra Marcello Dell’Utri e i diversi personaggi attenzionati dagli investigatori. »
|
Anche nelle recenti elezioni europee il partito italiano dei Verdi non ha conseguito un risultato positivo e si è avviato ad avere rappresentanza ormai solo a livello amministrativo locale. Perché la rappresentanza ambientalista complessiva al parlamento europeo supera i 50 seggi, ma dall’Italia il contributo è zero ? E come mai in una città come Stoccarda gli ecologisti sono il primo partito, mentre da noi il contributo “verde” è irrilevante? Dipenderà dagli ambientalisti italiani o dall’opinionepubblica del nostro Paese che mal digerisce le tematiche ambientaliste?
Che gli italiani non siano buoni ambientalisti è noto: i dati ci dicono che si descrivono migliori di come sono, altrimenti come faremo ad avere percentuali risibili di raccolta differenziata, buchi enormi nell’adduzione delle acque potabili e un’energia che si fa ancora con gas, carbone e petrolio? Per non parlare dei 36 milioni di autoveicoli che abbiamo in giro per le nostre strade (molto di più di tutti gli altri paesi europei e perfino degli Stati Uniti, in proporzione). Per non citare un fenomeno come l’abusivismo edilizio, che non esiste in nessun altra nazione sviluppata.
Ma questo non basta. Molti dicono che la disaffezione per l’ecologia politica dipenda dai no che gli ambientalisti italiani hanno più volte detto a tutto: dagli inceneritori all’energia nucleare, dal ponte sullo stretto di Messina agli ogm.
Ma quelle sono oggettivamente domande irricevibili, a cui bisogna rispondere “no” e, anzi, forse di no non ne sono stati detti abbastanza, altrimenti non assisteremmo, per esempio, a un consumo di territorio che non ha paragoni in nessun altra parte del mondo, con 250.000 ettari mangiati ogni anno da asfalto e cemento.
Forse bisogna tornare alla nostra opinione pubblica, che è complessivamente poco informata, priva di basi scientifiche e, in definitiva, poco attenta alle esigenze dell’ambiente, quando non in malafede o protagonista essa stessa di speculazioni.
I Verdi italiani non si sono estinti per via dei troppi no che hanno formulato, anzi, i no di altri ambientalisti europei, a guardar bene, sono ancora più duri (basti considerare i tedeschi). In realtà non hanno più rappresentanza perché erano troppo scomodi e mettevano un’opinione pubblica tendenzialmente attratta solo dai problemi del lavoro di fronte alle proprie responsabilità, oltre che a quelle della classe dirigente che si era scelta.
E a un paese bigotto e poco informato, privo dell’etica protestante, questo non piace. Prova ne sia che mentre i consumatori canadesi hanno boicottato i legni delle foreste tagliate a raso fino a farle proteggere, da noi si continuano a comperare materiali di provenienza incerta e a non scegliere l’ecosostenibilità in nessun campo della vita quotidiana.
Infine, che non ci siano personalità di rilievo nel mondo ambientalista e che molti uomini politici verdi abbiano un calibro effettivamente scarso? Ma davvero?
di Mario Tozzi primo ricercatore Cnr – Igag e conduttore televisivo (su Consumatori, mensile soci COOP)
Di
prunas (del 15/07/2009 @ 11:37:23, in
Assago, linkato 285 volte)
ASSAGO - E' stato raggiunto l'accordo tra Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano e Comune di Assago per il completamento della linea M2 fino ad Assago, previsto per il 2010. All'incontro, svoltosi nel pomeriggio in Regione, erano presenti gli assessori a Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci per il Comune di Milano, Raffaele Cattaneo per la Regione Lombardia, Giovanni De Nicola per la Provincia e il Sindaco di Assago Graziano Musella
Le quattro amministrazioni pubbliche hanno concordato di ripartirsi i costi per il completamento dell'opera: 4 milioni di euro per la Regione, 4,2 milioni di euro rispettivamente per Comune di Milano e Provincia e 3 milioni di euro per il Comune di Assago. Gli assessori e il Sindaco della cittadina hanno espresso soddisfazione per questo importante accordo che favorirà ancora di più la mobilità sostenibile in area milanese.
"Grazie all'importante accordo raggiunto oggi - ha dichiarato l'assessore Croci - il processo di sviluppo delle metropolitane milanesi continua il suo percorso per offrire un servizio di mobilità sostenibile sempre più rispettosa dell'ambiente. Con il prolungamento della M2 fino ad Assago offriremo un collegamento diretto con Milano dal sud, sud-ovest dell'hinterland e da Milano Fiori".
via: giornalelibero.com
L'umanità potrebbe sopravvivere utilizzando solo energia eolica. Una centrale nucleare può venire a costare non meno di 10 miliardi di euro, senza contare il necessario impianto per l'arricchimento del combustibile (che non abbiamo) è il costo dell'uranio (che non abbiamo), nonchè il costo dello smaltimento delle scorie (che non sappiamo dove mettere), se veramente vogliamo arrivare all'auto-sufficienza energetica dobbiamo investire SUBITO QUEI SOLDI nelle energie rinnovabili, chi pensa diversamente è vecchio oppure in malafede.
Considerando solo l'energia del vento basterebbe un sistema efficiente sul territorio americano per coprire l'intero fabbisogno mondiale.
Lo dice, e non è una provocazione, uno studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze Pnas da Michael McElroy, docente della School of Engineering and Applied Sciences alla Harvard University di Boston (mica il geometra Ministro Scaiola).
40 VOLTE IL CONSUMO GLOBALE - Secondo il calcolo eseguito dagli esperti basterebbe una rete di turbine da 2,5 megawatt di potenza (posizionate in modo da non danneggiare l'ambiente, ovvero nei territori non forestali, dove non ci sono ghiacciai e in aree non urbane), che operino ad appena il 20% della loro capacità, per produrre un quantitativo di energia pari a oltre 40 volte il consumo globale corrente di elettricità, oltre cinque volte il consumo globale di energia in tutte le sue forme.
L'energia in eccesso potrebbe anche farne scendere il prezzo, aprendo nuove prospettive ad altre tecnologie ecologiche, come le auto elettriche.
Oggi l'eolico è pari al 42% di tutta la nuova capacità elettrica installata in Usa nel 2008 ma continua a costituire una frazione minoritaria della produzione complessiva di energia.
IL METODO DI CALCOLO - Lo studio è stato fatto sulla base di simulazioni dei campi di vento utilizzando dati forniti dal sistema Goddard Earth Observing System Data Assimilation System (GEOS-5 DAS).
Sezionando il globo in aree di approssimativamente 3.300 chilometri quadri ciascuna, i ricercatori hanno calcolato la velocità dei venti in aree non urbane, non forestali e senza ghiacci.
E così hanno individuato la quantità di elettricità potenzialmente prodotta dalle turbine, sulla base della velocità dei venti, della densità dell'aria, della distanza tra le turbine e della dimensione delle eliche.
allegati: pdf in lingua inglese 1,80 Mb clicca QUI
E' passata al Senato l'ennesima porcata italiana, la maggioranza ha votato compatta per il ritorno del nuclerare in Italia. Il PDL e la Lega Nord se ne sono bellamente fregati del fatto che l'energia nucleare sia: non conveniente economicamente, obsoleta, pericolosa (clicca QUI link), inutile per la creazione di nuovi posti di lavoro (clicca QUI link), non desiderata dagli italiani di oggi (vedi sondaggi clicca QUI e QUI link), ABOLITA dal referendum del 1987...
Ma scusate, se i referendum non contano nulla allora perchè non tornare alla Monarchia? (abbattuta proprio da un referendum il 2 giugno 1946).
Io a "papi" preferirei una bella regina stile Gran Bretagna! (almeno non ci farebbe fare figure di merda).
Entro sei mesi verranno comunicati i siti dove dovranno essere costruite le centrali nucleari e dove dovranno essere stoccate le scorie nucleari.
E questi siti saranno considerati “di interesse strategico militare” e quindi verranno mandati i soldati a puntare i fucili su coloro che volessero manifestare, come fatto alla cava di Chiaiano a Napoli.
Contemporaneamente verrà istituita una Agenzia per la Sicurezza Nucleare, con l’incarico di gestire, supervisionare e controllare sia le centrali che le scorie.
Da notare che con un apposito emendamento la maggioranza ha abolito le parole: “l’Agenzia opera con indipendenza di giudizio e di valutazione e in piena autonomia tecnico-scientifica e regolamentare, avvalendosi di personale qualificato e altamente specializzato”.
In pratica, è stato abolito l’unico barlume di serietà che poteva provenire da questo provvedimento.
Infine verrà commissariata la Sogin, la società incaricata delle gestione delle scorie nucleari, mentre il CDA in carica decade appena verrà varata la legge.
Adesso restiamo in attesa di sapere i luoghi dove tenteranno di costruire queste centrali, poi... Avanti Popolo!
Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere.
Le disposizioni contenute nel Decreto Alfano sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva.
Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.
Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.
I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.
La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.
Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.
Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E' un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: "Non vogliamo farci imbavagliare".
Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto. - scarica il logo banner.jpg
Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.
Guido Scorza, avvocato.
Il "nuovo/vecchio" Sindaco di Assago parte all’attacco delle salamelle. Dopo una campagna elettorale tutta incentrata sulla sicurezza e su cosa fare per garantirla, dopo aver consultato capi militari ed esperti internazionali, il “nuovo/vecchio” Sindaco Musella ha individuato qual'è il vero pericolo per i cittadini di Assago; - non la diffusione della droga e dell’alcool tra i giovani, - non i truffatori finanziari, - non la perdita di valori e la violenza diffusa, il vero rischio per gli Assaghesi è: la salamella alla griglia! Ed è subito intervenuto!
Con l’ordinanza n° 23 del 23 giugno ’09 ha vietato i pic-nic al Parco Agricolo di via Matteotti e la cottura di salamelle e di braciole (ancora più sovversive delle salamelle). Anzi per evitare ogni pericolo ha demolito i barbecue che aveva fatto costruire (con i soldi dei cittadini).
Con questo provvedimento vuole impedire che “pericolose” famigliole assaghesi e straniere (con bambini al seguito) attentino alla nostra sicurezza ed al nostro colesterolo.
Musella ha le idee chiare: Basta pic-nic! Tutti a casa! La grigliata solo chi ha il giardino!
Con buona pace di tutti quelli che sostengono, credenti in prima linea, che la vera sicurezza si raggiunga con le politiche di integrazione, di socializzazione e di crescita economica equa.
Se il buongiorno si vede dal mattino, dobbiamo aspettarci un’autosmentita dal nostro:
Musella V° ?
p.s. ed in effetti l'autosmentita è arrivata ieri.
allegati: volantino 70 kb pdf clicca QUI
ASSAGO - La nuova giunta di destra di Assago ha fatto rimuovere le griglie che stavano all'interno del Parco Agricolo (via Matteotti angolo via del Parco), con l'assurda motivazione che...udite, udite... la legna e la carbonella bruciate inquinano l'aria!!! E' possibile leggere l'ordinanza sul sito del Comune, al link http://www.comune.assago.mi.it/acm-on-line/Home/documento9004157.html.
L'area picnic era stata progettata e realizzata, diversi anni addietro, per una migliore e maggiore fruizione degli spazi del parco. Ironia vuole che a capo della lungimirante giunta fosse l'attuale sindaco, quando ancora era socialista! L'area picnic, con griglie e tavoli, sono utilizzati dai giovani che, per le loro feste nel periodo estivo, si incontrano in quell'area (non avendo luoghi adatti). Sono utilizzate anche da cittadini assaghesi delle varie comunità straniere con i loro amici e parenti... e qui forse sta la spiegazione della decisione di vietarne l'uso e la demolizione dei barbecue! Questa è la prima operazione nel nostro Comune dettata dalla fobia dell'extracomunitario e del diverso da allontanare.
LA RISPOSTA
Stiamo organizzando, in risposta, per domenica a mezzodì una grigliata "disobbediente" proprio sul "luogo del delitto". Chi ci sta, si metta in contatto con Doriana Accattino accatino@tiscalinet.it o con Patrizia Nobili patrician@libero.it. Se si pensa di partecipare si può portare un contributo. Servono griglie, carbonella e materiale da pic nic (tovaglioli, piatti e bicchieri, posate ecc.). Oltre alla materia da grigliare naturalmente è possibile portare uova sode, cicorino, torta pasqualina e beveraggi adatti al pic nic. E, come in un vero pic nic che si rispetti, potremmo apprezzare anche un po' di musica da radiolone stile anni '60 o strumenti musicali! Chi ha amici stranieri li inviti a condividere il pranzo agreste (se portano qualcosa di tipico è gradito). Siamo o non siamo tutti tolleranti??? Attendiamo adesioni! Più siamo e meglio è!
Doriana Accattino e Patrizia Nobili
PS Qualcuno ha detto che "l'obbedienza non è più una virtù" perciò disobbedire è lecito se si pensa di difendere una giusta idea!
via: www.giornalelibero.com
ASSAGO - Il neosindaco di Assago, Graziano Musella, "usa soldi pubblici per elogiare se stesso". E' l'accusa che gli viene mossa dall'opposizione e, in particolare, dall'ex sindaco dimissionario Domenico Raimondo. Tutto si concentra sulla "lettera di ringraziamento" che il candidato del Popolo della libertà ha inviato ai suoi concittadini, su carta del Comune, per ringraziarli del voto.
"Ovviamente - evidenzia Raimondo - questa lettera esprime un suo desiderio, e non rispecchia la realtà. Infatti il 49 per cento dei cittadini assaghesi non l'ha votata. Tuttavia pare che ciò interessi poco al neosindaco: vuole un plebiscito e, siccome questo non c’è stato, se lo inventa a parole. Cosa ancor più grave, usa soldi pubblici per elogiare se stesso. Ed è soltanto all’inizio del suo mandato! Quali altre cerimonie autocelebrative avrà in serbo per il nostro futuro? Forse - continua Raimondo - non si è accorto che la campagna elettorale è finita, e che ora è sindaco di Assago. In tale veste rappresenta tutti i cittadini, anche quelli che non l’hanno votato, e un tono più sobrio gli consentirebbe di assolvere meglio a tale funzione. Ma soprattutto - conclude Domenico Raimondo - gli consentirebbe di utilizzare meglio le risorse di tutti, nell'interesse generale del paese e non in quello suo personale. Mi aspetto d'ora in poi un comportamento più consono al ruolo".
Secca la replica di Graziano Musella. "Per quanto riguarda le polemiche dell'opposizione - dichiara - sinceramente ho espresso sulla carta intestata del Comune solamente dei ringraziamenti. Ho inviato alla cittadinanza un messaggio nel pieno rispetto del ruolo istituzionale. Diverso è il discorso del messaggio di ringraziamento e di supporto elettorale espresso su carta intestata con i loghi dei partiti della coalizione, ma che, appunto, è un messaggio di carattere diverso e non certo finanziato con i fondi pubblici".
Intanto è stata presentata la nuova giunta. Armando Settili è vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici. Mario Burgazzi l'assessore all'Ambiente, al Territorio, alla Qualità della vita e alla Protezione civile. Quota rosa con Roberta Vieri, nuovo assessore alla Pubblica Istruzione di Assago.
via: www.giornalelibero.com