ASSAGO - Da sabato 21 marzo i cittadini di Assago avranno la loro Casa dell'Acqua. La struttura pubblica da cui è possibile dissetarsi gratuitamente con acqua naturale e frizzante refrigerata, sarà infatti inaugurata alle 10.30 in via Matteotti (ang. via Nenni) dal commissario straordinario del Comune di Assago, Alessandra Tripodi, e dal presidente di Tasm Spa e Amiacque Srl, Tiziano Butturini.
L'iniziativa s'inserisce all'interno del programma di appuntamenti sul tema “Fare pace con l'acqua”, promossi da Tasm e Amiacque in collaborazione con il Fischio Sas, Provincia e Comune di Milano, in occasione del Forum Mondiale dell'Acqua di Istanbul (16-22 marzo 2009) e della Giornata Mondiale dell'Acqua (22 marzo 2009). Una kermesse di eventi culturali e incontri che si svolgeranno dal 20 al 22 marzo, in buona parte alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini 4 a Milano (ma sono previsti incontri anche in sedi dislocate come da programma allegato), per proporre all'attenzione del pubblico l'importanza di fermare l'aggressione di cui le risorse idriche del pianeta sono oggetto e per prevenire ed impedire i conflitti intorno alla proprietà e all'accesso all'acqua.
LE CASE DELL'ACQUA
Ideate e realizzate da Tasm, società pubblica partecipata dalla Provincia di Milano e da 24 Comuni a sud del capoluogo lombardo con il sostegno delle amministrazioni locali che le hanno accolte, le Case dell'Acqua si sono rivelate, a quasi due anni dalla loro introduzione nel nostro territorio, un valido ed efficace strumento per rilanciare il consumo dell'acqua della rete idrica e un servizio per il cittadino molto apprezzato e utilizzato dalla comunità. Alcuni dati. I consumi registrati, complessivamente, alle Case dell'Acqua in funzione (l'elenco completo delle sedi delle Case è disponibile sul sito www.casadellacqua.com) confermano il successo riscontrato da queste strutture.
Sono circa 13 milioni i litri erogati su base annua con una media giornaliera di circa 35 mila litri. Si stima, inoltre, che una famiglia risparmi circa 300 euro all'anno utilizzando le Case. Bere l'acqua delle fontane significa anche salvaguardare l'ambiente: sono milioni le bottiglie di cui, in un anno, si è evitato lo smaltimento. Prossimamente saranno inaugurate le Case dell'Acqua di Rozzano Quinto Stampi (Mi), Parco dell'Idroscalo di Milano (due strutture), Osnago (Lecco) e San Giovanni Lupatoto (Verona). Alleghiamo il programma dettagliato degli eventi del 20-21-22 marzo 2009, Fabbrica del Vapore Milano.
"La destra non si smentisce - afferma Pietro Mezzi, assessore al Territorio della Provincia di Milano - A Roma, in Regione, a Milano, in provincia di Milano, che stia al governo o all'opposizione, il partito del mattone rappresentato da FI, AN Lega non perde il vizio di cementificare il territorio. A Roma ci pensa Berlusconi a sfregiare il Paese regalando milioni di nuovi metri cubi di cemento; in Regione è l'assessore leghista Boni a consentire ancora il sacco del territorio rimandando di un anno il termine per l'approvazione dei Pgt comunali; a Milano l'assessore Masseroli e la giunta Moratti pensano a milioni di metri cubi per 700 mila nuovi abitanti.
In Provincia di Milano, invece - afferma l'assessore Mezzi - dove il centrodestra sta all'opposizione, i partiti di Berlusconi, Fini e Bossi vogliono bloccare il Piano territoriale del centrosinistra che, al contrario di quanto succede a Roma, in Regione e a Milano, punta a meno cemento e più verde. E che proprio per questo subirà l'ostruzionismo della destra in aula".
Un ostruzionismo, visti i regolamenti del Consiglio Provinciale, molto forte (ieri sono stati depositati 1.900 emendamenti), che rischia di minare l'esito finale del Piano, cioè l'approvazione della delibera di adozione.
"Il Piano territoriale messo a punto - continua l'assessore Mezzi - inverte la tendenza al consumo di suolo in una delle zone più densamente urbanizzate d'Italia, restituisce ambiente con la Dorsale Verde Nord Milano, prevede l'ampliamento dei Parchi, indica come costruire in futuro: sul patrimonio esistente, nelle aree dismesse, nei centri urbani dotati di servizi, soprattutto del trasporto pubblico.
È un Piano territoriale verde - conclude Mezzi - un colore indigesto per la destra del cemento e del mattone".
Pietro Mezzi
Assessore alla politica del Territorio e Parchi, Agenda 21, Mobilità ciclabile, Diritti degli animali
Viale Piceno 60 - 20129 Milano - Tel. 335-1377631

Sono passati quasi 20 mesi da quando con la delibera n° 239 del 2 agosto 2007, l’attuale maggioranza, revocava le precedenti delibere inerenti la destinazione a scopo sociale dei locali di Via Bramante 14 (pizzeria).
Con successiva delibera veniva assegnata all’associazione ANTA la gestione dei locali, per realizzare un polo ambientale polifunzionale.
Ad oggi nulla di tutto ciò è stato fatto.
L’associazione ANTA non si è mai vista e pare che questa situazione perdurerà per i prossimi anni privando quindi i cittadini della possibilità di usufruire di una struttura che, se non fosse stato revocato il vecchio progetto, sarebbe stata già oggi disponibile e restituita alla cittadinanza.
Anche sotto il profilo economico siamo all’assurdo: nel precedente progetto il comune contribuiva con una quota di 30.000 euro, oggi il comune dovrà sborsare almeno 150.000 euro.
Anche per quel che riguarda l’immobile di via Odessa, l’amministrazione Cereda ha affidato ai “soliti amici” i locali per realizzare un asilo privato. Questi locali erano stati destinati ad una comunità educativa per i minori, una esigenza emersa dalle difficoltà che si incontrano ad inserire i minori quando il tribunale indica questo percorso.
Vogliamo ricordare che si aveva ben presente il problema degli asili nido tanto che era previsto il raddoppio dell’Asilo Nido Scarlatti e l’apertura di un micro nido.
Le scelte di questa amministrazione non hanno nessuna motivazione positiva e logica ma rispondono solo ad interessi che nulla hanno a che fare con il benessere della nostra comunità, soddisfano solo interessi privati.
Per questi motivi invitiamo i cittadini, la società civile, le associazioni del territorio ad un presidio di fronte ai locali di Via Bramante, 14 per discutere, dibattere e trovare assieme le soluzioni.
SABATO 21 MARZO
DALLE ORE 18,00 ALLE 20,00
Siete tutti invitati al presidio/happy hour

Scarica il volantino completo 140 Kb pdf clicca QUI
Peso che sia opinione diffusa che la migliore caratteristica positiva dell'italia sia la sua bellezza naturale, le sue coste, le sue montagne, le sue città d'arte e il suo patrimonio architettonico. In questo anno di crisi economica, solo grazie al turismo ed al lavoro degli extra-comunitari, il nostro PIL non sarà uguale a zero o addirittura negativo.
Dovremmo tutelare le nostre ricchezze e valorizzarle pubblicizzandole il più possibile nel mondo. Invece cosa facciamo? Qual'è il messaggio che il governo Berlusconi manda al Paese e al mondo? Piu' cemento per tutti!
Venerdì sarà discusso in Consiglio dei Ministri il nuovo Piano casa: una colata di cemento che toccherà l’italico stivale, gestita autonomamente dalle Regioni e che consentirà ad ogni cittadino di aumentare del 20% la cubatura di una struttura abitativa; del 30% per gli edifici costruiti prima del 1989; mentre se si decide per la ristrutturazione secondo criteri di bioedilizia, si può arrivare all’aumento del 35%.
Ovviamente per chi si è già allargato la casa abusivamente basterà una dichiarazione, un nuovo condono totale senza dover nemmeno pagare nulla! Come sempre vengono premiati (da Berlusconi) i furbi alla faccia delle persone oneste e rispettose delle regole.
Per avviare i lavori sarà necessaria una semplice autocertificazione e in sostanza un architetto o un ingegnere firmerebbero la certificazione di conformità, da rendere con perizia giurata al posto del permesso a costruire rilasciato dagli uffici all’edilizia del comune.
Si annuncia un periodo di barbarie urbanistiche, un po' come negli anni '60, con i Comuni esautorati dal controllo del territorio, semplici spettatori di quello che accadrà... alla faccia del federalismo dei leghisti che quando c'è da speculare ingoniano tutto.
Ho fatto un rapido calcolo per Assago e Buccinasco... meglio che non vi dico quanti metri cubi di cemento in più potrebbero arrivare.
C'è ancora limite al peggio?
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
Cercando stancamente di seguire la politica assaghese e le sue tristi vicende sorge spontanea una domanda: ma dov’è finita l’Unione? E l’Ulivo? Comprensibile che le ultime vicende nazionali, dalle politiche del 2008 con il "voto utile" allo sciagurato "inciucio" PDL + PDsenza la elle sulle elezioni europee, abbiano portato allo sfaldamento delle alleanze e dei cartelli del centro-sinistra. Quello che non è accettabile, secondo me, è la totale scomparsa dell’idea stessa del centro-sinistra unito e delle ragioni profonde che avevano portato alla costituzione dell’Ulivo nel 95-96.Sembra quasi che i "dirigenti" locali del centro-sinistra abbiano rinunciato a priori a vincere le elezioni comunali o quantomeno a contrastare efficacemente il cartello elettorale delle destre capitanato dal Sig. Musella che ha preso tutti, basta che abbiano un simbolo qualsiasi da mettere sui manifesti.
Ad Assago si va verso le elezioni comunali con una lista civica promossa dall’ex Sindaco dimissionario Domenico Raimondo che si scontrerà contro l’ex Sindaco Graziano Musella che ha governato Assago per un ventennio… molto poco entusiasmante questo scontro a meno che Raimondo non decida FINALMENTE di aprirsi e diventare riferimento per rappresentare, in maniera ampia e partecipata, l'elettorato di centro-sinistra.
Probabilmente ci sarà anche un’ulteriore lista civica dei “soliti scontenti di tutto e tutti”, di quelli che: “all’opposizione ci stanno bene”, quelli che: “governare è troppo oneroso e si fa fatica”, appoggiati da falce e martello, un film noioso già visto troppe volte, anche questa mi pare molto poco allettante come prospettiva politica del 2009.
Nulla è rimasto della Lista Civica che con tanta fatica avevo contribuito a mettere insieme nel 2003-2004, il progetto era ambizioso, sicuramente rivoluzionario, cioè metteva insieme TUTTI i partiti della sinistra (allora il Pd non esisteva), elementi del centro, movimenti locali e comuni cittadini desiderosi di occuparsi del "bene comune" senza tessere di partito in tasca.
Nel 2004 abbiamo vinto alla grande intercettando il voto degli elettori della destra disgustati dai loro rappresentanti che avevano governato Assago dal 1995 al 2004.
Personalmente non sono incline alla rassegnazione e allo sconforto, il verbo “rinunciare” non fa parte del mio vocabolario.
E’ mai possibile che non si possa fare nulla? Parlando con alcuni amici dell’Italia dei Valori, dei Verdi, di Sinistra Democratica e dei Socialisti ho riscontrato lo stesso sconforto e la mia stessa ansia.
Nei prossimi giorni verificheremo se questo sentimento si potrà tradurre in una speranza politica per il centro-sinistra assaghese o se dovremo rassegnarci ad altri 20 anni di Musella & company.
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
Vent’anni dopo il referendum (1987) le ragioni del NO all'energia nucleare sono ancora attuali, sia per lo smaltimento delle scorie che per la quantità di uranio. Senza contare i costi reali. Non ci sono esempi accettabili per la gestione di lungo periodo delle scorie, i reattori a sicurezza intrinseca sono ancora allo studio, non esiste una filiera che non sia utilizzabile anche a fini militari, le riserve di uranio sono molto limitate. E, non meno importante, l’energia nucleare è molto più costosa di quanto si dice e rappresenta.
Questa mancata soluzione dei nodi irrisolti della tecnologia nucleare di fissione permane, nonostante decenni di investimenti pubblici in ricerca e sviluppo che hanno visto le tecnologie nucleari assorbire gran parte delle risorse nei Paesi Ocse destinate al settore energetico. Infatti, se le fonti rinnovabili, tutte insieme, nel periodo 1992-2005 hanno visto l’11% delle risorse di ricerca e sviluppo, il nucleare da fissione ha assorbito oltre il 46% e quello da fusione oltre il 12% (fonte Iea).
L’uranio estraibile a costi economici calcolabili, secondo le stime correnti, è dell’ordine dei 3,5 milioni di tonnellate. Con un consumo attuale dell’ordine di 70 mila tonnellate/anno per coprire il 6% della domanda globale di energia primaria, il rapporto tra consumi e risorse è di 50 anni (ci vogliono almeno 10-12 anni per costruire una centrale nucleare).
Se davvero ci fosse un “rinascimento nucleare” l’esaurimento della risorsa sarebbe ancora più veloce. In questi ultimi 4 anni il prezzo dell’uranio è salito di circa 20 volte, senza che ci sia stato alcun aumento della richiesta. Allo sviluppo dei reattori di IV generazione (2030 secondo i promotori) è affidato anche il compito di superare questi limiti: tre delle sei filiere studiate sono reattori veloci al plutonio e, tra queste, quella più avanti nello sviluppo è raffreddata al sodio liquido. Il Superphénix, un reattore veloce al plutonio raffreddato al sodio liquido, cui era affidato il compito di trasformare in plutonio l’uranio naturale, è stato il più grande fallimento industriale della storia: 13 mila miliardi di lire anni ‘80 e ‘90, cui si devono aggiungere 2,1 miliardi di euro (stimati dalla Corte dei Conti francese per lo smantellamento) chiuso nel 1994 dopo 54 mesi per i continui incidenti. I cittadini italiani non lo sanno ma hanno pagato attraverso Enel il 33% di queste cifre.
In Italia ci sono 235 tonnellate di combustibile nucleare ’irraggiatò, usato prima del referendum dell''87 nella centrale di Caorso. Invece di pensare al nuovo, bisogna pensare anzitutto che la sistemazione delle scorie costerà non meno di 4 miliardi di euro, prelevati dalle bollette della luce con gli “oneri nucleari” (150 milioni all’anno circa). Il contratto da 267 milioni di euro siglato dal governo con la francese Areva per “ritrattare” le 230 tonnellate di combustibile esaurito, è una scelta che non risolve nulla - le scorie vetrificate ritorneranno comunque in Italia - e produce emissioni inquinanti e rischi nei trasporti in andata e ritorno. Il primo dei trasporti da Caorso è in attuazione.
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
http://6verde.wordpress.com
Ieri nell'ambito del Vertice Italo-Francese tenutosi a Roma è stato firmato un accordo quadro sul nucleare. Secondo le intenzioni dei governi francese e italiano l'intesa dovrebbe aprire la strada alla costruzione in Italia di almeno quattro centrali di terza generazione EPR (European Pressurized Reactor) entro dieci anni.
La Francia nel corso del 2008 ha siglato intese sul nucleare civile in India, Slovacchia e Inghilterra.
Monica Frassoni, Presidente del Gruppo dei Verdi/ALE, ha dichiarato in proposito:
"In un momento in cui le priorità sono il superamento della crisi e la riconversione verde delle nostre economie, Berlusconi e Sarkozy firmano un'intesa dalle pesanti implicazioni economiche e dalle ancor più onerose conseguenze ambientali. Attualmente sono ancora in costruzione le prime 2 centrali nucleari EPR una in Finlandia, dove i costi sono schizzati dai 3 miliardi di euro preventivati a 5,5 miliardi, con 38 mesi di ritardo nei lavori, ed una in Francia dove la centrale di Flamandville (dove ENEL partecipa alla costruzione) ha visto numerose interruzioni per la scarsa qualità nei lavori."
"Dal punto di vista ambientale non si manca mai di ricordarci che grazie alla tecnologia EPR il volume delle scorie radioattive, problema irrisolto del nucleare, si dovrebbe ridurre del 30%. Peccato" fa notare Monica Frassoni "che non si precisa che le scorie prodotte da queste centrali sono molto più radiattive di quelle degli impianti classici, come risulta da un rapporto del 2008 dell'azienda finlandese di trattamento delle scorie radiattive Posiva, ponendo insormontabili problemi tecnici per il loro smaltimento."
Conclude quindi l'eurodeputata "ancora una volta si vogliono spartire i soldi pubblici alle spalle dei cittadini che dovranno sostenerne i costi in termini economici ed ambientali. Quand'é che finalmente il governo Berlusconi imboccherà la via dell'efficienza energetica e delle rinnovabili invece di continuare a sperperare denaro pubblico in tecnologie obsolete e pericolose?"
"Quello che è certo è che i Verdi, come tante altre componenti della società italiana, continueranno a battersi perché l'Italia continui a rimanere fuori dal nucleare."
La bozza di Disegno di Legge del senatore Franco Orsi: una lista di vergogne senza fine. Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: una bozza di disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E’ firmato dal senatore Franco Orsi (PDL), relatore incaricato di predisporre un testo base unificato, in seno alla Commissione Territorio/Ambiente del Senato di una dozzina di altri ddl "spara-tutto", già depositati l’anno scorso , prevalentemente da parlamentari del PDL e della Lega.
Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, possibili abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze. La legge 157/1992, l’unica legge che in parte tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.
Qui trovi i dettagli delle novità introdotte dalla bozza:
La lista degli orrori della bozza di legge Orsi sulla caccia
Firma la petizione clicca QUI
via: www.rinopruiti.it
Il dominio della destra sembra estendersi in tutto il Paese. In Sardegna, poi, il Partito Democratico di Veltroni, che con il suo ‘correre da solo’ delle scorse elezioni politiche aveva posto una pietra tombale sulla coalizione di centrosinistra, unica esperienza in grado di battere per ben due volte Berlusconi, ha subito un tracollo.
L’Udc, forza politica a cui in molti nel Pd guardano come ad un potenziale partner, si dimostra, invece, un valido alleato delle destre, non poteva essere che così, solo alcuni cosiddetti leader del Pd non lo hanno ancora capito perchè, probabilmente, pensano al loro personale futuro politico e non al progetto comune.
Come se tutto questo non bastasse, l’accordo sullo sbarramento del 4% per le prossime Europee, concordato dal Pd, rischia di distruggere le forze politiche che con esso hanno costituito l’ossatura dell’Ulivo prima e dell’Unione poi.
Le elezioni in Sardegna ci restituiscono un situazione preoccupante e che evidenzia un dominio, purtroppo sempre più culturale e mediatico, della destra populista, la cui popolarità sembra non essere scalfita neanche dagli effetti drammatici della crisi economica planetaria, cioè nonostante non stia facendo nulla per tutelare l'Italia da questa crisi, anzi, ne sta aggravando gli effetti con provvedimenti inutili e demagogici.
È difficile non attribuire gran parte delle responsabilità di questo disastro all’autarchia del PD ed alla linea politica della sua leadership.
Il risultato negativo di oggi è figlio delle scelte sbagliate delle scorse politiche. Da questa considerazione bisogna partire se si vuole invertire la tendenza e ricostruire una coalizione in grado di superare quello che oggi appare come il dominio berlusconiano, che rischia di avere esiti disastrosi sul piano democratico, come dimostrano i recenti attacchi del Cavaliere alla Costituzione.
È sempre più urgente ricostruire una nuova alleanza. Plurale e non escludente, ambientalista e concreta, partecipata e paritaria che raccolga le energie migliori e le speranze di cambiamento dell’elettorato. In grado di mettere insieme le ragioni del lavoro e dell’ambiente e di affrontare le sfide del terzo millennio sulla base di innovazione e rigore etico.
Un centro-sinistra che sappia fare una vera "pulizia" al suo interno, pensionando personaggi poco presentabili sul piano etico e falliti sul piano politico, "tappi" che impediscono ai giovani di emergere e prendere le redini della politica.
Serve una vera rivoluzione che "colpisca" a tutti i livelli, anche localmente, anche nei piccoli Comuni e nei quartieri delle grandi città.
Un centro sinistra non dei partiti ‘dominanti’, ma che sappia fare sintesi delle migliori culture politiche, che, non sono territori di conquista elettorale ma validi e fedeli alleati nel governo delle città e del Paese.
È inutile nascondersi le difficoltà e i rischi di un percorso che non sarà né agevole né breve ma che rappresenta l’unica strada da percorrere per creare un’alternativa ad una destra che oggi non ha rivali e che si regge su un ampio consenso, costruito in 15 anni di TV spazzatura, stampa servile e modelli sociali devastanti.
Una destra che non ha più nemmeno bisogno di elaborare strategie o far passare le proprie proposte/programmi perchè ha CREATO i propri elettori negli anni così come una squadra di calcio con i suoi ultras.
Forse è giunto il momento di riprendere TUTTI il filo dove è stato frettolosamente interrotto, altrimenti la storia e le generazioni future non ci perdoneranno mai...
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
In questi giorni è stato votato al Senato della Repubblica un emendamento presentato dal senatore D'Alia dell'UDC che sembra affermare una cosa buona, ma che in realtà buona non è. Parte dalla constatazione, in parte vera, che talora su siti internet, Blog e vari forum che si aprono nella Rete, vi sono affermazioni o gruppi che portano avanti idee da condannare da parte della coscienza civile e che possono in taluni casi costituire un apologia di reato.Dicevo che questo emendamento sembra buono, ma che buono non è. E' evidente che se si trattasse di affermare un principio di legalità, di rispetto e di valori che per molti cittadini italiani sono sacri che appartengono alla nostra storia e coscienza, come il contrasto alla mafia e la condanna del fascismo, non potremo che essere tutti d'accordo.
Il punto è che ancora una volta, o meglio ormai continuamente, questi politici del centrodestra, e l'UDC che tutto sommato continua a stare con il cuore più dalla loro parte che tra le fila dell'opposizione, impugnano e sventolano una bandiera facendo credere ai cittadini italiani che sia quello l'obiettivo e invece si persegue tutt'altro.
Questa norma da un potere non corretto, non giusto, totalmente arbitrario al ministro dell'Interno di oscurare immediatamente un sito, un Blog, un forum di discussione su internet anche su semplici segnalazioni e senza alcuna verifica di carattere giudiziario, solo perche' si ritiene che vi possa essere (e non necessariamente provato) un'attività di questo genere.
Crediamo che ancora una volta dietro le buone intenzioni si nasconda una cattiva volontà: vogliono fermare Internet, fermare la Rete, che oggi in questo Paese è l'unica libera e vera forma di informazione, l'unico modo in cui i cittadini liberi possono capire cosa sta succedendo in questo Paese.
Ancora una volta si vogliono spegnere, come tante lampadine una dopo l'altra, queste poche luci che ancora illuminano il panorama tetro e desolante dell'informazione nel nostro Paese e toglierci ancora uno spazio di libertà.
Anche questa sarà una battaglia che con determinazione, e forti delle nostre ragioni, combatteremo all'interno del Parlamento.
Massimo Donadi
Deputato IDV
(p)Link
Storico
Stampa
Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3