Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Tempo fa su ecoblog pubblicavamo una ricerca che annunciava la riduzione delle dimensioni del pene degli orsi polari, causa inquinamento. Lo stesso restringimento si è notato per il pene dei maschietti italiani misurato a riposo a oltre 2000 ragazzi dai 18 anni in su di Padova. Scrivono i colleghi di queerblog, che di certi giochetti se ne intendono:
Gli studiosi hanno misurato il birillo di 2123 ragazzi diciottenni delle scuole superiori di Padova e provincia ed è risultato che, in media, la lunghezza del pene a riposo si è ridotta del 10% negli ultimi sessant’anni: vale a dire si è passati da 9,7 centimetri a 8,9. Cinquantadue ragazzi, poi, (il 30,7% dei quali obesi) avevano il pisello a riposo di 6 centimetri e i ricercatori l’hanno definito “micropene”.
Sotto accusa l’inquinamento ambientale e i suoi effetti “anti-androgenici”, legati in particolare a diossine, pesticidi, metalli pesanti, additivi di plastiche, vernici e materiali tossici liberati dai detergenti. L’inquinamento danneggia lo sviluppo e la funzione dell’apparato sessuale maschile già nel periodo embrionale. Le dimensioni del pene sono androgeno-dipendenti e la crescita dell’organo si verifica nei primi quattro mesi di vita embrionale, entro i primi quattro anni di vita e durante lo sviluppo adolescenziale. E la riduzione di androgeni è legata anche allo sviluppo di tumori e all’aumento della sterilità.
Non è dato sapere se l’ameno strumento quando adeguatamente sollecitato, recuperi o meno centimetri.
via: ecoblog
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Di
prunas (del 26/02/2010 @ 08:04:44, in
Lettere, linkato 200 volte)
La questione del consenso a Berlusconi sta diventando un vero rompicapo. Non si comprende infatti come, nonostante le prove di malgoverno che ha dato in passato e che continua a dare nel corso dell’attuale legislatura, egli riscuota ancora, stando ai sondaggi, il favore della maggioranza degli italiani.
La spiegazione secondo la quale il favore dipenda dal fatto che questa maggioranza si identifica con Berlusconi perché egli ne interpreta le pulsioni più profonde non sembra sufficiente, soprattutto oggi, in presenza di una crisi che colpisce più o meno tutti e che rende ancora più evidente la contraddizione tra le politiche di cui ci sarebbe bisogno per governarla e le menzogne che vengono sistematicamente propinate dal premier circa la sua gravità e sul fatto che la crisi sarebbe ormai alle nostre spalle.
Senza parlare, poi, delle sconvolgenti notizie sugli intrallazzi all’interno della Protezione Civile e sulla dissipazione di pubblico denaro dalla stessa favorita emerse dalle indagini condotte dai magistrati di Firenze, la cui responsabilità non può non farsi risalire al Presidente del Consiglio, per avere egli sottratto con artifici vari quel delicato settore della P.A. ai controlli di legalità cui sono soggetti tutti i centri della spesa pubblica.
Dobbiamo allora pensare che le massicce dosi di pentotal televisivo somministrate in tutti questi anni abbiano ridotto il cervello degli italiani in uno stato di coma profondo e irreversibile? Benchè suggestiva, in quanto supportata da robuste analisi psicologiche, neppure questa spiegazione appare sufficiente.
Se proviamo, però, a guardare in profondità, dentro le condizioni in cui si svolge la convivenza civile nel nostro paese, a quali siano i dati relativi alla distribuzione della ricchezza tra i diversi gruppi sociali, ai rapporti tra i cittadini e il fisco, si profila ed assume sorprendente consistenza quella che io ritengo la più attendibile spiegazione del fenomeno B. e cioè: lo stato di profonda e diffusa illegalità in cui versa il nostro paese e la ingiustizia sociale cronica che lo caratterizza.
E’ stato rilevato che un’altissima percentuale di soggetti non adempie l’obbligo di pagare le tasse e che la cifra dei poveri in Italia ha raggiunto se non superato gli otto milioni di persone e, mentre gli uni sono evidentemente interessati al mantenimento dello status quo perché si arricchiscono a spese di chi le tasse invece le paga, gli altri, dovendo lottare per la sopravvivenza, non hanno la forza di ribellarsi e di rivendicare i diritti fondamentali loro spettanti come cittadini.
Ecco perché gli scandali del malgoverno e delle ruberie di pubblico denaro non provocano l’effetto che dovrebbero su chi oggi governa: chi non paga le tasse rimane indifferente a come il pubblico denaro viene amministrato per la semplice ragione che, in esso, non c’è una lira di suo; chi è povero non ha l’animo né il tempo per indignarsi, dovendo pensare a come sopravvivere.
Il combinato disposto di questi due fattori diventa così, paradossalmente, la migliore assicurazione, per Berlusconi, di poter rimanere a lungo al comando, perché soltanto un terremoto sociale di cui però non si intravedono le avvisaglie potrebbe disarcionarlo.
Francesco Paolo Fazio
(22 febbraio 2010)
L'INTERVISTA. Parla Giuseppe Miserotti, presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza e membro dell’Isde: «Le centrali producono trizio, iodio 131 e plutonio. Che, se inalato in una sola frazione di milligrammo, è letale per una persona».
Giuseppe Miserotti è il presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza e il referente dell’Isde, l’associazione dei medici per l’ambiente affiliata alla International society of doctors for the environment. Lo incontriamo a Napoli, a margine del convegno “Salute, ambiente e prevenzione primaria”. E il suo è, allo stesso tempo, un monito per la categoria e per la società. «I problemi sanitari del nucleare non vengono mai dibattuti e sono poco conosciuti anche dai medici». In questa realtà, avvertono dall’Isde, ha sempre meno senso cercare di curare le persone quando l’ambiente che le circonda continua a essere nocivo.
Quante sono e cosa producono le centrali nucleari?
Le centrali elettronucleari sono a oggi 441 nel mondo, alle quali corrisponde il 17% della produzione elettrica totale. Innanzitutto distinguiamo tra funzionamento in condizioni normali e problematiche radioattive relative agli incidenti. Il primo problema è costituito dal trizio, idrogeno a massa pesante, tre volte di più dell’idrogeno normale. Questo gas si forma di norma negli strati alti dell’atmosfera per azione dei raggi cosmici sull’azoto e sull’ossigeno; una parte contribuisce a determinare il fondo radioattivo naturale. Ma ora la maggior parte del trizio presente sul nostro pianeta è di tipo antropico. Cioè prodotto dalle attività umane. Negli ultimi anni la quantità di trizio è aumentata enormemente. è definito un tossico di classe quarta dalla legge. In una centrale si produce un atomo di trizio ogni 10mila fissioni al secondo.
Il trizio poi dove va a finire?
Viene assorbito sia per ingestione, perché entra nella composizione degli alimenti, nonché sotto forma di acqua triziata, che per inalazione. Uno studio del governo tedesco ha dimostrato come vi siano aumenti d’incidenza di leucemie, in particolare nei bambini, e tumori vicino le sedici centrali nucleari del Paese, finanche a distanze di 20-30 chilometri da questi impianti. Le donne in gravidanza possono assorbire radiazioni: le staminali del feto sono sensibilissime e subendo una prima radiazione vi sarebbe una specie di preparazione proleucemizzante del clone; successive radiazioni potrebbero provocare la malattia.
Quale può essere il meccanismo ipotizzato per queste patologie?
Il destino di molti di questi bambini si giocherebbe ancora quando sono in utero. Uno studio fatto in Romania mostra la quantità di trizio trovato nel latte. E la catena alimentare, peraltro, è caratterizzata dall’imprevedibilità dell’assorbimento. La distanza dalle centrali condizionerebbe la quantità di trizio assorbito; vi sono studi pubblicati che tuttavia evidenziano come quantità di trizio non trascurabile possano ancor essere significative a distanze di centinaia di chilometri dall’impianto nucleare. Il trizio cade sotto forma di vapore acqueo, e ha una grande importanza nella formazione delle piogge acide. Il trizio e il carbonio 14 vengono eliminati in situazione di normale funzionamento dai camini dove vengono trasportati nella troposfera, sono fortemente solubili, interferendo con l’uomo. Il trizio si concentra nel sangue e rimane nell’uomo, nella matrice organica in cui si è coniugato e vi persiste praticamente per tantissimo tempo a seconda della costituzione fisico-chimica dei diversi tessuti e del tipo di radionuclide.
Le altre sostanze prodotte quali sono?
Il cesio (che ha un’emivita di 30 anni), lo stronzio 90 (28), lo iodio 131 (di 8 giorni ma con variabilità enorme, influenzato dall’età e dalle caratteristiche della persona) e il plutonio, che è un inevitabile prodotto delle centrali (25mila anni) e il carbonio 14 (5.700). Nei reattori delle centrali con le reazioni fissili, infatti, si forma anche il plutonio. Se inalato, anche in sola frazione di milligrammo, è letale per una persona. Anche lo iodio viene assorbito nella catena alimentare. La tiroide dei bambini è talmente “golosa” di iodio che l’assorbimento è velocissimo. In uno studio di qualche anno fa (dati Cnr sugli effetti di Chernobyl) si vede che dal 1987 in poi c’è un aumento lineare negli adulti e, dato su cui riflettere, ce n’è uno molto più importante, da un punto di vista dell’incidenza del cancro alla tiroide, nei bambini. Negli adolescenti si è avuto un assorbimento a linearità intermedia.
Cosa c’era di particolare in queste malattie?
Quando evidenziata, la patologia si trovava in uno stadio molto più avanzato e si presentava con metastasi linfonodali e polmonari con una frequenza molto superiore alla media; questi tumori erano molto più aggressivi. Un’altra patologia studiata sempre a Chernobyl è la cardiomiopatia da cesio, che ha generato infarti senza fenomeni infiammatori (gli studi sono quelli del dottor Yuri Bandazhevskij). L’Oms ha sempre ammesso che Chernobyl ha prodotto 4.000 vittime. Sono andato a vedere cosa ha detto Eugenia Stepanova, una ricercatrice del centro scientifico del governo ucraino: «Siamo pieni di caso di cancro della tiroide, mutazioni genetiche che non sono state registrate nei dati che erano sconosciuti venti anni fa». E ancora il vicecapo della commissione di valutazione per la radioprotezione: «Abbiamo studi che dimostrano come 34.499 persone, di quelle che partecipavano alla ripulitura, sono morte di cancro». Il tasso di mortalità è aumentato del 30%. Queste informazioni sono state ignorate dall’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ente nato sostanzialmente per la promozione del nucleare civile nel 1957 cui aderiscono 137 Paesi. Aiea ha una peculiarità che pochi conoscono. A essa, in tema di nucleare, deve rendere conto la stessa Oms. Con un aforisma potremmo dire che “non si muove foglia sul nucleare che Aiea non voglia”.
E i piccoli incidenti?
Solo nel 2007 ci sono stati registrati 942 incidenti cosiddetti “minori”. Quindi non è che siano così rari come qualcuno sostiene. Incidenti che, peraltro, vengono quasi sempre nascosti. In Spagna hanno dato notizia di un incidente sei mesi dopo che era accaduto. In Francia hanno sconfessato apertamente alcuni studi scientifici che avevano dimostrato come si era verificato un aumento delle leucemie nei bambini nei pressi degli impianti. Dal 1980 al 2005, i casi di cancro della tiroide in Francia sono aumentati negli uomini del 433 per cento e nelle donne del 186% (Joseph J. Mangano, direttore del Radiation and public health project di NewYork). Negli Stati Uniti il 29 gennaio scorso si è scoperto che in una falda di una centrale americana (Vermont Yankee) il trizio presente è mille volte superiore rispetto a quello ammesso dall’Epa, l’agenzia americana, peraltro molto più restrittiva di quella europea. Questo trizio, ora, è in una falda di controllo, ed è monitorato. Ma se dovesse arrivare in una falda di acqua potabile.... Altro esempio: sui seimila km quadrati di Chernobyl non ci potranno più essere attività a causa della prolungata contaminazione. Ho calcolato che un eventuale incidente alla centrale di Caorso avrebbe potuto causare la “contaminazione” di tutta la Val Padana, che produce oggi il 40% delle nostra produzione alimentare.
Che risponde a chi dice che le centrali non inquinano?
Purtroppo il mondo della scienza tecnologica è molto più avanti di quello della scienza pura, quello che fa ricerca, per cui essendoci fortissime motivazioni di interesse economico si tende a utilizzare tecnologie senza sapere, a distanza di anni, quali ricadute possono esservi. Il medico moderno, oggi, ha la grande responsabilità di dover studiare, conoscere bene queste problematiche, perché la prevenzione si fa avendo il dovere etico di dire - quando occorre - dei no rispetto a dei sì. E a molti medici dico anche: facciamo di tutto per uscire dal conflitto d’interessi. Io faccio il medico di famiglia ed è per me motivo di grande scoraggiamento capire che in questi anni io divento sempre più il meccanico di un’automobile nella quale devo cercare di salvare il salvabile. Non riesco più a fare il medico, ad avere davanti una persona e aiutarla nella direzione della prevenzione della malattia.
Cosa dovrebbe insegnare l’esperienza?
A rinunciare a questi sogni di grandezza che, oltretutto, sono antieconomici. Il decommissioning delle centrali ha costi elevatissimi e tempi non prevedibili.
E poi ci sono i costi umani e sanitari...
Che valore diamo alla vita di un bambino che muore di leucemia per una causa evitabile? La prevenzione della salute in relazione all’ambiente è, oggi, anche un dovere previsto dall’Art. 5 del Codice deontologico dei medici. La verità è che sono troppi gli interessi in campo per il nucleare. Ma noi medici dobbiamo curarci della salute dei cittadini. Il resto m’interessa molto meno.
Fonte: http://www.terranews.it
"Sul lavoro è assolutamente professionale". Lo assicura Elisabetta Polizzi, direttrice del reparto igiene orale e prevenzione del San Raffale di Milano (reparto in cui è stato ricoverato il premier Silvio Berlusconi dopo l'attentato subito in piazza Duomo) con il quale collabora Nicole Minetti l'igienista dentale, nonché ex ballerina di due programmi tv di Italia 1 candidata tra le prime otto nel listino del Pdl in Lombardia, quindi quasi sicuramente sarà eletta Consigliere Regionale.
Faccio i miei auguri alla "collega candidata" per il Consiglio regionale della Lombardia, anche se lei a differenza di me, non dovrà cercarsi ne voti ne preferenze, temo anche che lei abbia qualcosa in più che a me decisamente manca... voi che ne dite?
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
Il sindaco PDL di Milano ha proposto un blocco del traffico di tutto il nord Italia per il 28 febbraio. Sembra che la proposta abbia avuto successo! Molti Sindaci di capoluogo di provincia hanno aderito, questa è la loro unica risposta al gravissimo dramma dell'inquinamento atmosferico delle nostre città.
Come si fa ancora una volta a prendere in giro i cittadini su argomenti così importanti, che hanno un impatto drammatico sulla salute, che rendono le nostre città sempre più schifose.
Nei fatti questi blocchi non servono a nulla e dimostrano la totale inefficacia delle politiche che fino ad oggi sono state realizzate da Formigoni e dai vari Sindaci PDL di Milano... venti anni di parole al vento.
Adesso si vuole bloccare per un giorno il traffico senza nessuna ipotesi di vere e efficaci politiche sulla mobilità sostenibile, quali ?
- rafforzamento dei servizi di trasporto pubblico locale e tariffa urbana per tutti i comuni della provincia di Milano!
- implementare le corse dei treni regionali
- realizzare percorsi di piste ciclabili al momento inesistenti
- un piano degli orari per lo scarico-carico merci e per gli altri eventi che creano traffico
Ma mentre in Lombardia - letteralmente - si muore di smog, loro propongono questo stupido blocco "elettorale" delle auto per Domenica 28 Febbraio, giusto per far credere che si stia facendo qualcosa.
Naturalmente poi ci saranno anche un sacco di deroghe per tutti, basta dare un motivo qualsiasi ... pagliacciate!
Rino Pruiti
Candidato Verdi per elezioni regionali Lombardia
Consigliere comunale
Buccinasco Lombardia Padania... Italia?
www.rinopruiti.it
Non bastava controllare tutta l'informazione pubblica e privata. Niente Ballarò, Porta a Porta, Annozero e trasmissioni simili all'approssimarsi delle elezioni. Addirittura per tutto il mese che precede le elezioni. E' quanto ha deciso a maggioranza la Commissione di Vigilanza Rai che si è riunita ieri per mettere a punto le regole sui programmi tv nel periodo della campagna elettorale.
Il provvedimento di matrice fascista e piduista è passato con i voti del centrodestra e del relatore, il radicale Marco Beltrandi, e con la netta opposizione del Pd, che ha abbandonato i lavori.
Dite che poteva bastare a lor signori? E invece NO! La stessa commissione ha deciso di ESCLUDERE le forze politiche più piccole dalle tribune elettorali.
"Stiamo assistendo ad una vera e propria strage di democrazia. Il voto della Commissione di Vigilanza Rai, che esclude le forze politiche più piccole dalle tribune elettorali è vergognoso e dimostra come il nostro Paese sia sempre più assumendo le fattezze di un regime in cui alcune forze politiche possono usare i media, mentre altre vengono escluse". Lo ha dichiarato il presidente nazionale dei verdi Angelo Bonelli che è al 14° giorno di sciopero della fame per denunciare la violazione del pluralismo politico e l'assenza delle questioni ambientali dai programmi di approfondimento.
"Mi appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinchè non venga compiuto questo vero e proprio furto di democrazia - ha concluso Bonelli -.
Continuerò il mio sciopero della fame ad oltranza fino a quando questa strage di verità e democrazia non verrà fermata.
I cittadini hanno il diritto di conoscere le posizioni di tutte le forze politiche che si candidano alle elezioni".
Rino Pruiti
Verdi per la Costituente ecologista
www.rinopruiti.it
www.verdilombardi.org
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