Il 5 settembre alle 21.30 PRESADIRETTA torna in onda su RAI TRE. Nella settimana che ha visto la criminalità calabrese attaccare direttamente gli uomini dello Stato, PRESADIRETTA ha deciso di dedicare tutta la prima puntata alla 'NDRANGHETA. Vi faremo toccare con mano quanto vasto è l’insediamento della 'ndrangheta a Milano e Provincia.
Abbiamo seguito per mesi l’attività di contrasto alle cosche calabresi fatta da centinaia di poliziotti, carabinieri, finanzieri e magistrati e vi faremo vedere quanto profonda è la presenza della 'ndrangheta nel tessuto sociale ed economico dei territori in cui si insedia.
"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."
Elsa Morante
Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini...
A questo punto non ci resta che organizzare una rivolta morale dei Cittadini. Il disegno di legge sul processo breve, che bisognerebbe chiamare 'annulla processi', non solo è un attacco durissimo alla democrazia italiana ma rappresenta un vero e proprio scippo all'articolo 3 della nostra Costituzione che recita 'la legge è uguale per tutti': con il voto in Senato, invece, si stabilisce che la 'legge è uguale per tutti tranne che per Silvio Berlusconi".
Con le norme approvate dal Senato non solo festeggeranno migliaia di mafiosi e criminali che resteranno impuniti ma anche gli inquinatori e gli eco criminali.
Tra i tanti processi per crimini o catastrofi ambientali che potrebbero subire uno stop ci sono quelli per il crollo della Casa dello Studente a L'Aquila e per la frana di Messina che ha fatto decine di morti.
La vera riforma di cui la nostra giustizia dovrebbe mettere al centro i bisogni dei cittadini e non i processi del premier e dovrebbe prevedere l'aumento delle piante organiche dei magistrati e dei cancellieri, maggiori risorse per la giustizia e investimenti per l’informatizzazione e la digitalizzazione dei tribunali.
Ma di tutto questo non si parla perché c’è la evidente volontà di creare il caos giudiziario.
Rino Pruiti
Consigliere comunale
Verdi per la Costituente Ecologista
Buccinasco MI
www.rinopruiti.it
www.verdilombardi.org
L'assessore regionale allo Sport e al Turismo della Lombardia, Piergianni Prosperini del Pdl è stato arrestato dalla GdF con le accuse di corruzione e turbativa d'asta: avrebbe incassato una tangente da 230mila euro. In manette anche Lagostena Bassi, proprietario di Odeon tv. Indagati l'ad di Telelombardia Raffaele Besso e il direttore di testata di Telecity Enrico Mandelli.
La mia cultura garantista mi impone di attendere l’esito del percorso giudiziario che riguarda l’Assessore del PDL Prosperini.
Auspico che la magistratura chiarisca al piu’ presto se il fustigatore dei costumi, sostenitore di metodi repressivi, dell’intolleranza razziale e della politica intransigente, sostenitore della legalita’ e di pene estreme per i disonesti, crociato del nord, paladino della fede, baluardo della cristianìta’ e protettore del nord ... e’ davvero coinvolto in questa grave vicenda di corruzione.
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
Nel 1996 fu approvata, all'unanimità, dal parlamento la legge 109/96 che sequestrava e metteva a disposizione dei Cittadini onesti i beni immobili delle mafie. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.
Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi.
E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato.
La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.
Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati. Si rafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan.
S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti.
E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa.
Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra"
Un'attività illecita che ha avuto come centro non solo Milano, ma soprattutto i comuni dell'hinterland come Corsico, Buccinasco e Assago. L'operazione che ha permesso di sequestrare appartamenti, quote societarie e denaro per oltre 5 mln di euro ha consentito anche di smascherare la complicità di alcuni imprenditori con funzione di prestanome e capaci di aprire le porte al clan nel mercato immobiliare e finanziario ...
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Domenica 15 Novembre 2009 la Carovana Antimafie arriva a Corsico e Buccinasco . “A cento passi dal Duomo”, questo il titolo dello spettacolo teatrale scritto da Gianni Barbacetto e Giulio Cavalli che porteremo sul nostro territorio, uno spettacolo che racconta la forte presenza delle Mafie in Lombardia. Alle ore 18, 30 il Circolo Acli il Sogno e Associazione Legal-Mente con il patrocinio del Comune di Corsico vi spettano presso Bèm Viver Cafè (Via Monti 5, Corsico) per un aperitivo con i prodotti coltivati sui terreni confiscati alle Mafie a Marchio Libera Terra e con Giulio Cavalli per una presentazione dello spettacolo.
Alle 21, 15 Associazione Legal-Mente, Associazione LiberaMente, Corcolo Arci Mazzini 60 con il Patrocinio del Comune di Buccinasco, vi aspettano numerosissimi presso l'auditorium Fagnana (Via Tiziano, 7 Buccinasco) per la rappresentazione dello spettacolo “A CENTO PASSI DAL DUOMO ! Offerta libera a partire da € 5. Imperdibile !
Oggi ricorre il 20° anniversario dell'uccisione dell'agente di polizia Antonio Agostino e della moglie Ida Castellucci, che era in attesa di un bimbo. L'agguato mortale avvenne a Villagrazia di Carini, alle porte di Palermo, il 5 agosto del 1989. Da quel giorno il padre del poliziotto, Vincenzo Agostino, non ha piu' tagliato la barba. Le indagini sull'omicidio dell'agente, vicino ai servizi segreti, non hanno ancora portato ad alcun risultato. Infatti non sono stati individuati i colpevoli. Un ex poliziotto, oggi in pensione, e' indagato per favoreggiamento aggravato e continuato a Cosa nostra. Nuovi documenti rinvenuti negli archivi della Squadra mobile, che attesterebbero l'attivita' antimafia del poliziotto tra le fila dei servizi segreti, attivita' sempre negata dal Sismi, sono coperti dal segreto istruttorio.In seguito a questi nuovi documenti le indagini hanno avuto una parziale riapertura ma la decisione di apporre all'inchiesta il segreto di Stato rende di fatto difficili ulteriori attivita' inquirenti. Sulla vicenda interviene Sonia Alfano, che presiede l'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia: "A 20 anni dalla morte dell'agente Nino Agostino con la moglie Ida, incinta di 5 mesi, non e' ancora stato tolto il sigillo della vergogna - dice - apposto alle indagini sulla loro morte, il segreto di Stato.
Enzo ed Augusta Agostino genitori dell'agente ucciso da anni urlano a gran voce la propria disperazione senza trovare ascolto. I genitori dell'agente trucidato a Villagrazia di Carini il 5 agosto del 1989, insieme a tutti noi familiari, chiedono soltanto che venga fatta giustizia. Un diritto sacrosanto per un cittadino di uno stato democratico che pero', alla famiglia Agostino, viene costantemente negato tramite l'apposizione del segreto di stato.
Cos'e' che si vuole coprire? Perche' scoprire la verita' sul delitto dell'agente cosi pericoloso? Secretare le indagini e' un gesto che indica il voler coprire i criminali che, con ogni probabilita', ricoprono ancora cariche istituzionali impedendo che la famiglia Agostino ed il popolo italiano possano avere giustizia. Siamo felici - aggiunge Sonia Alfano - per la parziale riapertura delle indagini, per le quali bisogna ringraziare la caparbieta' nell'adempiere al proprio dovere dei pm titolari d'inchiesta, Domenico Gozzo e Nino Di Matteo, ma non possiamo tacere su quel segreto di Stato che rendera' difficile, se non impossibile, il lavoro degli inquirenti.
Siamo e saremo sempre vicini alla famiglia Agostino in questa dura e dolorosa battaglia. Il loro dolore - conclude Sonia Alfano - e' anche il nostro".
Paolo Borsellino, (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992): Eroe della Repubblica italiana.Nella sua penultima intervista, avuta luogo il 21 Maggio 1992 con Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, Borsellino riferì delle possibili correlazioni tra i mafiosi di Cosa Nostra e di ricchi uomini d’affari come il futuro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.[6] In questa sua ultima intervista Paolo Borsellino parla anche dei legami tra la mafia e l'ambiente industriale milanese e del Nord Italia in generale, facendo riferimento, tra le altre cose, a indagini in corso sui rapporti tra Marcello Dell'Utri, Vittorio Mangano e Silvio Berlusconi.
| « Un riferimento a quelle indagini si rinviene nella intervista rilasciata il 21 maggio 1992 dal dr. Paolo Borsellino ai giornalisti Fabrizio Calvi e Jean Pierre Moscardo. In dibattimento il Pubblico Ministero ha prodotto la cassetta contenente la registrazione originale di quella intervista che, nelle precedenti versioni, aveva subito, invece, evidenti manipolazioni ed era stata trasmessa a diversi anni di distanza dal momento in cui era stata resa, malgrado l’indubbio rilievo di un simile documento. » |
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(Dalla sentenza di condanna di Dell'Utri Pag 431[11])
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« Tra le telefonate intercettate (il cui tenore aveva consentito di disvelare i loschi traffici ai quali il Mangano si era dedicato in quegli anni) si inserisce quella del 14 febbraio 1980 intercorsa tra Vittorio Mangano e Marcello Dell’Utri. |
(p)Link
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