Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
In questi giorni si è dimesso il Ministro Scajola, sembra che non si sia accorto - finchè un'inchiesta della Magistratura non lo ha evidenziato - che "qualcuno" gli avesse pagato una buona parte del suo lussuoso appartamento romano con vista sul Colosseo.
Del "nostro Ministro" ho scritto più volte, visto che era il principale protagonista del ritorno all'energia nucleare in Italia, dopo che gli italiani avevano detto di no con il referendum del 1987 (del cui esito al Governo, evidentemente, non frega nulla).
Di Scajola avevo parlato anche a proposito di alcuni comportamenti a dir poco opinabili (clicca QUI link interno), riguardo i suoi "viaggetti" dalla liguria a Roma e viceversa.
Ora, è di ieri anche la notizia che uno dei Coordinatori nazionali del PDL è inquisito per corruzione. Senza aggiungere i problemi con la Magistratura di Berlusconi abbiamo comunque un quadro "poco tranquillizzante" della gestione della cosa pubblica... ci sarebbe da scrivere per ore! E se poi si avesse l'ardire di scendere dal livello nazionale a quello locale bisognerebbe attrezzarsi per scivere una vera e propria enciclopedia su questo argomento, le inchieste, gli arresti e i processi sono centinaia.
Nonostante questa situazione, il Governo Berlusconi parla ancora di centrali nucleari, cioè di costruire nuovi impianti inutili e pericolosi per decine di miliardi di euro di appalti pubblici... consiglio di lasciar perdere per ora, anche perchè gli stessi Ministri degli interni e della Giustizia - ieri - hanno detto che le nostre carceri sono affollate e che siamo in emergenza, quindi perchè "rischiare" di fornire nuovi potenziali inquilini che non troverebbero posto?
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
L'INTERVISTA. Parla Giuseppe Miserotti, presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza e membro dell’Isde: «Le centrali producono trizio, iodio 131 e plutonio. Che, se inalato in una sola frazione di milligrammo, è letale per una persona».
Giuseppe Miserotti è il presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza e il referente dell’Isde, l’associazione dei medici per l’ambiente affiliata alla International society of doctors for the environment. Lo incontriamo a Napoli, a margine del convegno “Salute, ambiente e prevenzione primaria”. E il suo è, allo stesso tempo, un monito per la categoria e per la società. «I problemi sanitari del nucleare non vengono mai dibattuti e sono poco conosciuti anche dai medici». In questa realtà, avvertono dall’Isde, ha sempre meno senso cercare di curare le persone quando l’ambiente che le circonda continua a essere nocivo.
Quante sono e cosa producono le centrali nucleari?
Le centrali elettronucleari sono a oggi 441 nel mondo, alle quali corrisponde il 17% della produzione elettrica totale. Innanzitutto distinguiamo tra funzionamento in condizioni normali e problematiche radioattive relative agli incidenti. Il primo problema è costituito dal trizio, idrogeno a massa pesante, tre volte di più dell’idrogeno normale. Questo gas si forma di norma negli strati alti dell’atmosfera per azione dei raggi cosmici sull’azoto e sull’ossigeno; una parte contribuisce a determinare il fondo radioattivo naturale. Ma ora la maggior parte del trizio presente sul nostro pianeta è di tipo antropico. Cioè prodotto dalle attività umane. Negli ultimi anni la quantità di trizio è aumentata enormemente. è definito un tossico di classe quarta dalla legge. In una centrale si produce un atomo di trizio ogni 10mila fissioni al secondo.
Il trizio poi dove va a finire?
Viene assorbito sia per ingestione, perché entra nella composizione degli alimenti, nonché sotto forma di acqua triziata, che per inalazione. Uno studio del governo tedesco ha dimostrato come vi siano aumenti d’incidenza di leucemie, in particolare nei bambini, e tumori vicino le sedici centrali nucleari del Paese, finanche a distanze di 20-30 chilometri da questi impianti. Le donne in gravidanza possono assorbire radiazioni: le staminali del feto sono sensibilissime e subendo una prima radiazione vi sarebbe una specie di preparazione proleucemizzante del clone; successive radiazioni potrebbero provocare la malattia.
Quale può essere il meccanismo ipotizzato per queste patologie?
Il destino di molti di questi bambini si giocherebbe ancora quando sono in utero. Uno studio fatto in Romania mostra la quantità di trizio trovato nel latte. E la catena alimentare, peraltro, è caratterizzata dall’imprevedibilità dell’assorbimento. La distanza dalle centrali condizionerebbe la quantità di trizio assorbito; vi sono studi pubblicati che tuttavia evidenziano come quantità di trizio non trascurabile possano ancor essere significative a distanze di centinaia di chilometri dall’impianto nucleare. Il trizio cade sotto forma di vapore acqueo, e ha una grande importanza nella formazione delle piogge acide. Il trizio e il carbonio 14 vengono eliminati in situazione di normale funzionamento dai camini dove vengono trasportati nella troposfera, sono fortemente solubili, interferendo con l’uomo. Il trizio si concentra nel sangue e rimane nell’uomo, nella matrice organica in cui si è coniugato e vi persiste praticamente per tantissimo tempo a seconda della costituzione fisico-chimica dei diversi tessuti e del tipo di radionuclide.
Le altre sostanze prodotte quali sono?
Il cesio (che ha un’emivita di 30 anni), lo stronzio 90 (28), lo iodio 131 (di 8 giorni ma con variabilità enorme, influenzato dall’età e dalle caratteristiche della persona) e il plutonio, che è un inevitabile prodotto delle centrali (25mila anni) e il carbonio 14 (5.700). Nei reattori delle centrali con le reazioni fissili, infatti, si forma anche il plutonio. Se inalato, anche in sola frazione di milligrammo, è letale per una persona. Anche lo iodio viene assorbito nella catena alimentare. La tiroide dei bambini è talmente “golosa” di iodio che l’assorbimento è velocissimo. In uno studio di qualche anno fa (dati Cnr sugli effetti di Chernobyl) si vede che dal 1987 in poi c’è un aumento lineare negli adulti e, dato su cui riflettere, ce n’è uno molto più importante, da un punto di vista dell’incidenza del cancro alla tiroide, nei bambini. Negli adolescenti si è avuto un assorbimento a linearità intermedia.
Cosa c’era di particolare in queste malattie?
Quando evidenziata, la patologia si trovava in uno stadio molto più avanzato e si presentava con metastasi linfonodali e polmonari con una frequenza molto superiore alla media; questi tumori erano molto più aggressivi. Un’altra patologia studiata sempre a Chernobyl è la cardiomiopatia da cesio, che ha generato infarti senza fenomeni infiammatori (gli studi sono quelli del dottor Yuri Bandazhevskij). L’Oms ha sempre ammesso che Chernobyl ha prodotto 4.000 vittime. Sono andato a vedere cosa ha detto Eugenia Stepanova, una ricercatrice del centro scientifico del governo ucraino: «Siamo pieni di caso di cancro della tiroide, mutazioni genetiche che non sono state registrate nei dati che erano sconosciuti venti anni fa». E ancora il vicecapo della commissione di valutazione per la radioprotezione: «Abbiamo studi che dimostrano come 34.499 persone, di quelle che partecipavano alla ripulitura, sono morte di cancro». Il tasso di mortalità è aumentato del 30%. Queste informazioni sono state ignorate dall’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ente nato sostanzialmente per la promozione del nucleare civile nel 1957 cui aderiscono 137 Paesi. Aiea ha una peculiarità che pochi conoscono. A essa, in tema di nucleare, deve rendere conto la stessa Oms. Con un aforisma potremmo dire che “non si muove foglia sul nucleare che Aiea non voglia”.
E i piccoli incidenti?
Solo nel 2007 ci sono stati registrati 942 incidenti cosiddetti “minori”. Quindi non è che siano così rari come qualcuno sostiene. Incidenti che, peraltro, vengono quasi sempre nascosti. In Spagna hanno dato notizia di un incidente sei mesi dopo che era accaduto. In Francia hanno sconfessato apertamente alcuni studi scientifici che avevano dimostrato come si era verificato un aumento delle leucemie nei bambini nei pressi degli impianti. Dal 1980 al 2005, i casi di cancro della tiroide in Francia sono aumentati negli uomini del 433 per cento e nelle donne del 186% (Joseph J. Mangano, direttore del Radiation and public health project di NewYork). Negli Stati Uniti il 29 gennaio scorso si è scoperto che in una falda di una centrale americana (Vermont Yankee) il trizio presente è mille volte superiore rispetto a quello ammesso dall’Epa, l’agenzia americana, peraltro molto più restrittiva di quella europea. Questo trizio, ora, è in una falda di controllo, ed è monitorato. Ma se dovesse arrivare in una falda di acqua potabile.... Altro esempio: sui seimila km quadrati di Chernobyl non ci potranno più essere attività a causa della prolungata contaminazione. Ho calcolato che un eventuale incidente alla centrale di Caorso avrebbe potuto causare la “contaminazione” di tutta la Val Padana, che produce oggi il 40% delle nostra produzione alimentare.
Che risponde a chi dice che le centrali non inquinano?
Purtroppo il mondo della scienza tecnologica è molto più avanti di quello della scienza pura, quello che fa ricerca, per cui essendoci fortissime motivazioni di interesse economico si tende a utilizzare tecnologie senza sapere, a distanza di anni, quali ricadute possono esservi. Il medico moderno, oggi, ha la grande responsabilità di dover studiare, conoscere bene queste problematiche, perché la prevenzione si fa avendo il dovere etico di dire - quando occorre - dei no rispetto a dei sì. E a molti medici dico anche: facciamo di tutto per uscire dal conflitto d’interessi. Io faccio il medico di famiglia ed è per me motivo di grande scoraggiamento capire che in questi anni io divento sempre più il meccanico di un’automobile nella quale devo cercare di salvare il salvabile. Non riesco più a fare il medico, ad avere davanti una persona e aiutarla nella direzione della prevenzione della malattia.
Cosa dovrebbe insegnare l’esperienza?
A rinunciare a questi sogni di grandezza che, oltretutto, sono antieconomici. Il decommissioning delle centrali ha costi elevatissimi e tempi non prevedibili.
E poi ci sono i costi umani e sanitari...
Che valore diamo alla vita di un bambino che muore di leucemia per una causa evitabile? La prevenzione della salute in relazione all’ambiente è, oggi, anche un dovere previsto dall’Art. 5 del Codice deontologico dei medici. La verità è che sono troppi gli interessi in campo per il nucleare. Ma noi medici dobbiamo curarci della salute dei cittadini. Il resto m’interessa molto meno.
Fonte: http://www.terranews.it
Fanno sul serio, vogliono costruire veramente delle centrali nucleari in Italia, vogliono fottere definitivamente il nostro Paese con lo sperpero di decine di miliardi di euro per una tecnologia obsoleta e pericolosissima, in una nazione dove la concentrazione abitativa è alta e dove tutto il territorio è a rischio sismico o idrogeologico, così come le recenti sciagure di Messina e L'Aquila insegnano.
Vogliono fare dell'Italia l'unico Paese europeo che, invece di andare verso le energie rinnovabili, guarda al passato energetico che gli altri hanno oramai scartato.
MONTALTO DI CASTRO – Vent’anni fa la battaglia contro il nucleare partì proprio da qui, dalla centrale in costruzione a Montalto di Castro, tra Lazio e Toscana. Battaglia che poi scaturì nel referendum contro il nucleare. La storia, come un improbabile eterno ritorno, si ripete negli stessi luoghi, sabato 31 ottobre, nel giorno di Halloween.
Uno dei siti individuati dal governo per il nuovo nucleare in Italia – spiega Erasmo de Angelis, presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale della Toscana – potrebbe essere proprio questo di Montalto».
GLI EVENTI - Una giornata di protesta, con corteo davanti alla centrale, ma anche un sabato di iniziative ed eventi. Ci saranno laboratori tematici di educazione ambientale, visite agli stand per le energie rinnovabili, dibattiti di comitati, associazioni, comuni e cittadini sul «no al nucleare». Dice Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente: «Il nucleare è una fonte costosa e pericolosa che ha un forte impatto nei territori con gravi danni per il tessuto economico e per le imprese. La Maremma, che rappresenta un'eccellenza per l'ambiente, il turismo e l'agricoltura di qualità, non può sopportare il peso di una centrale nucleare, come del resto tutta l’Italia».
Secondo Legambiente la realizzazione di due reattori a Montalto di Castro «rappresenterebbe un grave rischio per le popolazioni residenti oltre che una vera e propria minaccia per l'economia e il turismo della Maremma toscana e laziale».
via: www.rinopruiti.it
E' passata al Senato l'ennesima porcata italiana, la maggioranza ha votato compatta per il ritorno del nuclerare in Italia. Il PDL e la Lega Nord se ne sono bellamente fregati del fatto che l'energia nucleare sia: non conveniente economicamente, obsoleta, pericolosa (clicca QUI link), inutile per la creazione di nuovi posti di lavoro (clicca QUI link), non desiderata dagli italiani di oggi (vedi sondaggi clicca QUI e QUI link), ABOLITA dal referendum del 1987...
Ma scusate, se i referendum non contano nulla allora perchè non tornare alla Monarchia? (abbattuta proprio da un referendum il 2 giugno 1946).
Io a "papi" preferirei una bella regina stile Gran Bretagna! (almeno non ci farebbe fare figure di merda).
Entro sei mesi verranno comunicati i siti dove dovranno essere costruite le centrali nucleari e dove dovranno essere stoccate le scorie nucleari.
E questi siti saranno considerati “di interesse strategico militare” e quindi verranno mandati i soldati a puntare i fucili su coloro che volessero manifestare, come fatto alla cava di Chiaiano a Napoli.
Contemporaneamente verrà istituita una Agenzia per la Sicurezza Nucleare, con l’incarico di gestire, supervisionare e controllare sia le centrali che le scorie.
Da notare che con un apposito emendamento la maggioranza ha abolito le parole: “l’Agenzia opera con indipendenza di giudizio e di valutazione e in piena autonomia tecnico-scientifica e regolamentare, avvalendosi di personale qualificato e altamente specializzato”.
In pratica, è stato abolito l’unico barlume di serietà che poteva provenire da questo provvedimento.
Infine verrà commissariata la Sogin, la società incaricata delle gestione delle scorie nucleari, mentre il CDA in carica decade appena verrà varata la legge.
Adesso restiamo in attesa di sapere i luoghi dove tenteranno di costruire queste centrali, poi... Avanti Popolo!
Ok, ammetto di non aver più molta fiducia nelle capacità intellettuali dei miei connazionali, specialmente rispetto agli ultimi anni, per questo sono rimasto molto colpito dalla pubblicazione dei risultati, presentati ieri, del rapporto "Italia 2009" dell'Eurispes sull'orientamento degli italiani rispetto alla reintroduzione del nucleare in Italia.
Sembra proprio che italiani abbiano capito, nonostante le insostenibili proposte del Governo, che il nucleare non è una risposta.
La maggioranza assoluta degli intervistati ritiene che, imbarcarsi nella costruzione di centrali nucleari di terza generazione, già vecchie oggi, al fine di coprire dopo il 2020 il 20% del fabbisogno di energia elettrica in Italia, spendendo decine di miliardi di euro, non sia affatto conveniente, non lo vogliono!
La ricerca ha dimostrato come sia possibile coprire subito e a costi più contenuti una percentuale importante del fabbisogno investendo su case ben isolate, trasporti sostenibili e poco inquinanti, sulla riduzione dei carburanti fossili, sul sole e sul vento.
Questo è il nostro grande cantiere del futuro, necessario anche per rilanciare l'economia e creare posti di lavoro a tempo indeterminato, altro che atomo!
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
Vent’anni dopo il referendum (1987) le ragioni del NO all'energia nucleare sono ancora attuali, sia per lo smaltimento delle scorie che per la quantità di uranio. Senza contare i costi reali. Non ci sono esempi accettabili per la gestione di lungo periodo delle scorie, i reattori a sicurezza intrinseca sono ancora allo studio, non esiste una filiera che non sia utilizzabile anche a fini militari, le riserve di uranio sono molto limitate. E, non meno importante, l’energia nucleare è molto più costosa di quanto si dice e rappresenta.
Questa mancata soluzione dei nodi irrisolti della tecnologia nucleare di fissione permane, nonostante decenni di investimenti pubblici in ricerca e sviluppo che hanno visto le tecnologie nucleari assorbire gran parte delle risorse nei Paesi Ocse destinate al settore energetico. Infatti, se le fonti rinnovabili, tutte insieme, nel periodo 1992-2005 hanno visto l’11% delle risorse di ricerca e sviluppo, il nucleare da fissione ha assorbito oltre il 46% e quello da fusione oltre il 12% (fonte Iea).
L’uranio estraibile a costi economici calcolabili, secondo le stime correnti, è dell’ordine dei 3,5 milioni di tonnellate. Con un consumo attuale dell’ordine di 70 mila tonnellate/anno per coprire il 6% della domanda globale di energia primaria, il rapporto tra consumi e risorse è di 50 anni (ci vogliono almeno 10-12 anni per costruire una centrale nucleare).
Se davvero ci fosse un “rinascimento nucleare” l’esaurimento della risorsa sarebbe ancora più veloce. In questi ultimi 4 anni il prezzo dell’uranio è salito di circa 20 volte, senza che ci sia stato alcun aumento della richiesta. Allo sviluppo dei reattori di IV generazione (2030 secondo i promotori) è affidato anche il compito di superare questi limiti: tre delle sei filiere studiate sono reattori veloci al plutonio e, tra queste, quella più avanti nello sviluppo è raffreddata al sodio liquido. Il Superphénix, un reattore veloce al plutonio raffreddato al sodio liquido, cui era affidato il compito di trasformare in plutonio l’uranio naturale, è stato il più grande fallimento industriale della storia: 13 mila miliardi di lire anni ‘80 e ‘90, cui si devono aggiungere 2,1 miliardi di euro (stimati dalla Corte dei Conti francese per lo smantellamento) chiuso nel 1994 dopo 54 mesi per i continui incidenti. I cittadini italiani non lo sanno ma hanno pagato attraverso Enel il 33% di queste cifre.
In Italia ci sono 235 tonnellate di combustibile nucleare ’irraggiatò, usato prima del referendum dell''87 nella centrale di Caorso. Invece di pensare al nuovo, bisogna pensare anzitutto che la sistemazione delle scorie costerà non meno di 4 miliardi di euro, prelevati dalle bollette della luce con gli “oneri nucleari” (150 milioni all’anno circa). Il contratto da 267 milioni di euro siglato dal governo con la francese Areva per “ritrattare” le 230 tonnellate di combustibile esaurito, è una scelta che non risolve nulla - le scorie vetrificate ritorneranno comunque in Italia - e produce emissioni inquinanti e rischi nei trasporti in andata e ritorno. Il primo dei trasporti da Caorso è in attuazione.
Rino Pruiti
www.rinopruiti.it
http://6verde.wordpress.com