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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Filippo PenatiDopo la svolta ecologista degli ultimi Congressi (nazionale e regionale lombardo) che ha visto i Verdi rifiutare l’ipotesi di confluenza in altre formazioni politiche esistenti (in particolare Sinistra e Libertà), i Verdi lombardi si apprestano a prender parte alle imminenti elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010.

Gli incontri svolti con l’esponente del PD e candidato presidente Filippo Penati hanno visto registrare significative convergenze programmatiche; per questa ragione i Verdi lombardi, con le altre forze democratiche e riformiste, sosterranno la sua candidatura alla presidenza della Regione Lombardia.

Di grande rilevanza e condivisione, in primo luogo, la posizione espressa da Penati di contrarietà al piano nazionale di rilancio del Nucleare, la volontà dichiarata di volersi opporre ad eventuali proposte d’installazioni nucleari in Lombardia e l’intenzione di voler guardare al resto d’Europa puntando sulle energie rinnovabili.

La volontà poi di voler sviluppare il trasporto pubblico (in particolare su ferro) per garantire il diritto alla mobilità di persone e merci, riducendone l’attuale impatto ambientale.

Significativa per questo l’intenzione di voler avviare la campagna elettorale dalle Stazioni dei capoluoghi di provincia, a sottolineare la drammaticità dei disservizi che mettono quotidianamente in ginocchio migliaia e migliaia di pendolari.

Poi, l’attenzione posta al tema della gestione rifiuti, con il necessario rilancio della raccolta differenziata e la promozione del ciclo integrato dei rifiuti.

La proposta politica dei Verdi è naturalmente molto più estesa e nelle prossime settimane verrà ampiamente illustrata, tutto ciò avverrà però entro un rapporto dialettico e democratico con l’ampio e plurale schieramento di centro-sinistra intento a comporre le differenze per avere una prospettiva di governo.

L’Esecutivo regionale dei Verdi lombardi

www.verdilombardi.org

 

Domenico FiniguerraDomenico Finiguerra, (Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI) – Comune nel quale si è approvato un Piano di Governo del Territorio a crescita zero – , tra i promotori della campagna nazionale “Stop al consumo di Territorio” e dell’Associazione dei comuni virtuosi) prenderà parte ai lavori per la Costituente ecologista promossa dal partito dei Verdi ed aperta a tutti, fornendo in questa fase il proprio contributo alle attività del costituendo Gruppo di lavoro lombardo “Urbanistica e Territorio”.

Avendo difficoltà ad essere presente fisicamente al primo
appuntamento di sabato 9 gennaio, abbiamo registrato un suo contributo video che vi propongo a seguire suddiviso in tre parti (saluti, analisi e proposte), e che d’ora in poi troverete (insieme a tutti gli altri interventi) nel nuovo canale YouTube lombardo “Per la Costituente“, appositamente creato.

 

In Italia torna il nucleare, mentre il resto del mondo va verso le rinnovabili. Una scelta che toglie risorse alle nuove tecnologie per favorirne una gia’ obsoleta. Il governo procede con il progetto delle 10 centrali entro il 2030, di cui le prime 4 entro il 2020 e il nucleare viene contrabbandato come sicuro, conveniente ed economico. Il nucleare non garantisce affatto l’autonomia energetica al nostro paese perche’ utilizza riserve easuribili di uranio, un mercato pieno di ombre, controllato da sette aziende che sfruttano senza scrupolo alcuno i Paesi in via di sviluppo. Il piano Berlusconi - Scajola impegna 24 miliardi di denaro pubblico per arrivare ad una produzione di energia gia’ obsoleta e affatto sicura, che coprira’ a regime il 6/7 % del fabbisogno annuo nazionale.

Si tratta di un piano che sottrae denaro alla ricerca sulle fonti rinnovabili, non produce nuova occupazione, non contribuisce alla lotta contro i cambiamenti climatici e induce maggiori costi relativi allo smantellamento delle centrali, al deposito delle scorie e alla sicurezza tecnologica e militare.

La nostra proposta e’ un piano energetico fondato sul risparmio energetico, sulla riduzione degli sprechi, su bioedilizia, efficienza energetica civile ed industriale, piccoli impianti diffusi di micro–generazione “pulita” e fonti rinnovabili .

Un’alternativa che puo’ produrre da qui al 2020 un patrimonio energetico superiore al 50% del fabbisogno annuo nazionale.

La nostra e’ una proposta che contribuisce a ridurre le emissioni in atmosfera, incrementa l’occupazione, riduce i costi e non e’ pericolosa.

Per questo abbiamo iniziato una raccolta firme referendaria e ci troverete nelle strade e nelle piazze della Lombardia, come nel resto del territorio nazionale, con banchetti informativi per spiegare l'alternativa ambientalista e raccogliere firme contro il nucleare e a favore di un piano energetico sostenibile.

Contemporaneamente stiamo raccogliendo anche le firme contro l'assurda privatizzazione dell'acqua pubblica. Riteniamo che l'acqua sia un diritto costituzionale inalienabile. Ci opporremo decisamente a chi vuole farlo diventare un bene privato per il tornaconto dei soliti soggetti.

www.verdilombardi.org

 
Di prunas (del 05/11/2009 @ 15:02:05, in Verdi Assago, linkato 503 volte)

Milanofiori nord : la torre di babele - area d4ASSAGO - Premessa. I Verdi di Assago hanno governato il Comune una sola volta nella storia Repubblicana, dal giugno 2004 al dicembre 2008. In questo periodo abbiamo partecipato e contribuito alla vittoria elettorale della lista Civica che ha eletto Domenico Raimondo sindaco. Come ecologisti, insieme agli alleati, ci siamo cimentati nel difficile compito di mitigare in ogni modo e con ogni mezzo lecito, le scellerate decisioni delle passate Amministrazioni, tutte capitanate dal Sindaco Graziano Musella.

RESIDENZIALE ZONA D4
L’urbanizzazione della zona “D4” (Milanofiori nord), meglio nota come “torre di babele”, completamente e legittimamente approvata da Musella e soci, ci ha visti attivi sul territorio (non eravamo presenti in Consiglio comunale) con forti iniziative in opposizione a questa cementificazione del territorio assaghese. Nel 2004 la giunta Musella approvò comunque la variante urbanistica, e la D4, tra le funzioni commerciali ed uffici aveva già previsto anche 15.000 mq. di residenziale oltre a della cubatura di ricettivo (alberghi, mini appartamenti, residance e alloggi di pertinenza delle attività commerciali tipo guardiania). Nel 2005, con la giunta Raimondo, abbiamo cercato di “metterci una pezza” intervenendo sulla convenzione (la variante urbanistica non poteva più essere modificata per legge), con l'intento di limitare il traffico e la presenza di attività commerciali, quindi l’inquinamento e l’impatto ambientale.

IL PERCORSO
Dopo varie fasi, liti con la proprietà, ricorsi al TAR, sentiti consulenti e avvocati, dopo una lunga trattativa tecnico-politica, siamo riusciti a togliere 90.000 metri cubi di commerciale (per capirsi pari ad un paio di centri commerciali stile Ikea di Corsico) sostituendoli con 15.000 mq di residenziale a particolari condizioni e vincoli, cioè alloggi per studenti, edilizia convenzionata per giovani coppie e residenza al servizio delle attività commerciali e degli uffici. Stiamo parlando di una capacità insediativa di max 700 nuovi abitanti. Risulta evidente per tutti che circa 300 alloggi (di cui 170 già previsti da Musella) sono molto meglio che altri due centri commerciali di grosse dimensioni, se l’idea di città è quella sostenibile, sia sul piano ecologico-ambientale che di relazioni sociali. Con questa difficile trattativa abbiamo ottenuto che la proprietà realizzasse a suo carico l'asilo nido, la scuola materna ed elementare e un contributo per la scuola media, inoltre è stato previsto l'arrivo di una facoltà universitaria (l'accademia d'arte NABA).

LE SCUOLE IN DUBBIO
Abbiamo inoltre ottenuto la cessione in proprietà del parcheggio multipiano della nuova fermata del metrò, 5 milioni di euro di oneri in più, la proprietà delle reti strutturali con manutenzione a carico del privato, la realizzazione di una centrale di co-generazione che produrrà energia e ridurrà l'inquinamento (sempre a spese del privato). Sinceramente non crediamo si potesse fare di più stante la situazione oramai compromessa. Siamo oggi molto preoccupati perché la “palla” è tornata nelle mani di Musella (al quinto mandato da Sindaco) che sta cercando di cambiare ancora le cose positive da noi ottenute con tanta fatica (cose che lui non aveva previsto di fare nelle sue delibere e alle quali si era opposto in Consiglio come minoranza).

Infatti, ci risulta che l'attuale amministrazione comunale stia cercando di non far realizzare le strutture scolastiche, mettendo in pericolo anche l'arrivo dell'università.

C’è da chiedersi e da chiedere a questa giunta, quale sia l’idea di città che muove le loro scelte: è giusto che una città sia centrata prevalentemente sui luoghi della dimora e del consumo e tralasci la realizzazioni di spazi sociali quali le strutture scolastiche? Obbligando così le nuove famiglie a spostamenti onerosi, con un impatto ambientale dannoso, per consumi e per emissioni di Co2?

Valeria Corbisiero, consigliera comunale dei Verdi di Assago
Claudio De Marco, portavoce dei Verdi di Assago e Buccinasco


via: www.giornalelibero.com

 

Elisabetta Patelli - Presidente Verdi LombardiMilano, ott - "In vista delle prossime elezioni regionali siamo pronti a promuovere liste verdi ecologiste-civiche". Lo ha annunciato il neo presidente regionale dei Verdi, Elisabetta Patelli, in occasione della conferenza stampa tenuta dai Verdi nella sala riunioni dei gruppi consiliari del comune di Milano. "Stiamo lavorando per una nostra lista - ha aggiunto -vogliamo dialogare con le altre forze per una collocazione più ampia. E' evidente che siamo più vicini al centro sinistra, ma vogliamo chiarezza nei contenuti".

La nuova fase aperta dai Verdi con la chiusura della partecipazione al progetto di Sinistra e Liberta', coincide con la proposta di avviare una "Costituente Ecologista".

"L'obiettivo e' di costruire una forza politica trasversale, post-ideologica, che superi la classica forma di partito", ha spiegato.

Via libera dunque a "una sorta di federazione tra le molteplici associazioni, movimenti e gruppi di cittadini che abbiano al centro l'interesse ecologista".

La questione del gruppo consiliare "e' quindi all'ordine del giorno".

 

ASSAGO - Il "nuovo-vecchio" Sindaco Graziano Musella (PDL) ha istituito il suo personale "ufficio di Staff". In particolare, si tratta di Andrea De Vecchi, che dovrà coordinare le politiche di comunicazione e occuparsi del sito Internet del Comune di Assago; Paolo Toselli, cui spetterà gestire i rapporti con le società sportive; Antonio Maiorano, che si occuperà delle relazioni tra l'ente e le associazioni culturali; Eugenio Pasquinucci, che offrirà il proprio supporto per l'organizzazione degli eventi culturali; e infine Pierluigi Cerri, che gestirà il coordinamento dello staff del sindaco (?).

Questo scherzetto, utile soltanto a dare un incarico ai propri fedelissimi, costerà oltre 25 mila euro all'anno tra rimborsi spese, oneri, spese gestionali e contributi vari.

Ma a cosa serve questo staff, considerato che sono già stati nominati 6 assessori di cui due esterni e quattro consiglieri delegati, per un totale di 11 persone, sindaco compreso? Neppure Milano ha un apparato composto da 16 persone.

E' evidente che Il sindaco Musella spreca le risorse pubbliche con una logica politica sbagliata, solo per dare un ruolo ai suoi sostenitori, infatti tutti i "nominati" erano, o candidati nella sua lista, o sostenitori e attivisti del PDL locale.

Come Verdi di Assago abbiamo sempre sostenuto l'esigenza di NON SPRECARE i soldi dei Cittadini, chiediamo quindi che sia subito annullata questa delibera e si destinino questi soldi all'aiuto delle circa 50 famiglie in difficoltà di Assago.

Se l’Amministrazione Musella non annullerà il provvedimento ci rivolgeremo alla Corte dei Conti sottoponendo la delibera al giudizio dei Magistrati.

Verdi Assago & Buccinasco
Federazione dei Verdi italiani
Partito Verde Europeo

 
 
Di prunas (del 26/10/2009 @ 13:31:13, in Verdi Assago, linkato 176 volte)

Il modello di previsione sui cambiamenti climatici Climate Risk Industry Sector Technology Allocation (CRISTAL) fissa il punto di non ritorno per il controllo dei cambiamenti climatici al 2014. Il rapporto si intitola Climate Solutions 2:Low-Carbon Re-Industrialisation e è stato scritto da un gruppo di australiani esperti in climate risk che scrivono:

Il mondo ha bisogno di ridurre le emissioni entro il 2o14. Le industrie verdi devono aumentare del 22% per anni e è necessario tagliare le emissioni del 63% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990.

Le industrie si dovranno trasformare e l’energia dovrà essere solo da fonte rinnovabile, la Co2 andrà catturata e stoccata, sarà necessaria l’efficienza energetica, agricoltura e selvicoltura sostenibile.

Cosa dovrebbe accadere secondo il rapporto se la scadenza non è rispettata? Ebbene, sarà molto difficile la marcia indietro e il disastro climatico sarà compiuto.

Ovviamente, è bene specificarlo, si parla di modelli di previsione e non di reali previsioni. Ma il WWF intende porre l’accento sul fatto che una presa di posizione netta rispetto alla riduzione delle emissioni è necessaria.

 
Di Verdi Assago (del 20/10/2009 @ 09:37:01, in Verdi Assago, linkato 173 volte)

Sabato prossimo, 24 OTTOBRE 2009 dalle ore 10, alle ore 13, presso l'Aula Magna degli Amici della Terra in via Papa Giovanni XXIII, n. 8 a Cologno Monzese (MI) si terrà l'Assemblea Regionale dei Verdi Lombardi con il seguente ordine del giorno:

- Relazione del Presidente uscente
- presentazione e discussione dei documenti politici
- elezione del Presidente regionale
-
elezioni dell' esecutivo regionale
- elezione dei delegati consiglio federale nazionale
- varie ed eventuali.

Vi invitiamo alla partecipazione ed al voto, CLICCA
QUI per la mozione politica:

"I VERDI LOMBARDI CON BONELLI PER UNA NUOVA COSTITUENTE ECOLOGISTA" che candida Elisabetta Patelli a Presidente dei Verdi Lombardi.


L'apertura dei seggi elettorali avverrà subito dopo la chiusura del dibattito e per la giornata del sabato chiuderanno alle ore 18. I seggio elettorale si riapre il giorno 25 OTTOBRE dalle ore 10 alle ore 16 presso la sede regionale di via Papa Giovanni XXIII n. 6 Cologno Monzese.
 
Di prunas (del 11/10/2009 @ 10:23:10, in Verdi Assago, linkato 328 volte)

Angelo Bonelli è il nuovo Presidente dei Verdi Italiani, incredibilmente abbiamo vinto! Adesso subito la costituente ecologista!


"Gli ecologisti non sono né di destra né di sinistra" (Alex Langer)

 
Di prunas (del 16/09/2009 @ 09:33:22, in Verdi Assago, linkato 241 volte)
ASSEMBLEA CONGRESSUALE DEI VERDI 9- 10 - 11 OTTOBRE 2009 MOZIONE: "I VERDI ITALIANI VERSO UNA NUOVA COSTITUENTE ECOLOGISTA"
I risultati elettorali e il peso politico dei Verdi europei, in così forte controtendenza rispetto a quelli italiani, dimostrano che lo spazio politico per una forza ecologista può esserci se si è in grado di associare ad un’analisi critica della società un progetto politico realmente e radicalmente alternativo.

Tutti i movimenti più vitali della società civile a livello mondiale, così come i Verdi europei, traggono linfa e ragioni da un’analisi ecologista della realtà, e cioè dal legame indissolubile tra le battaglie per la difesa dell’ambiente e quelle per la giustizia sociale, per il riconoscimento dei diritti civili, per la costruzione della democrazia e della pace.

La proposta politica ecologista racchiude in sè una nuova e migliore prospettiva di vita per tutti, un progetto di futuro sostenibile, una risposta concreta alla crisi complessiva in atto. Una prospettiva ancora più necessaria in Italia con il centrodestra al governo e il centrosinistra indebolito e privo di un comune progetto di futuro sostenibile, alternativo al modello populista proposto dal centrodestra.

Le ultime elezioni europee sono state per Sinistra e Libertà, e quindi per i Verdi italiani che ne hanno fatto parte, un fallimento come già un anno fa era accaduto alla Sinistra Arcobaleno. Il risultato delle europee è stato ancor più negativo rispetto alle elezioni politiche del 2008 perché, pur in assenza del richiamo al ‘voto utile’, i milioni di voti in uscita dal PD non sono stati conquistati neppure in parte da Sinistra e Libertà.

Mentre, perciò, i Verdi italiani sono scomparsi per la prima volta dal 1989 dal Parlamento europeo, come era già accaduto per il Parlamento nazionale, in Europa gli ecologisti registrano uno storico successo elettorale da Nord a Sud. Infatti, i Verdi in Europa moltiplicano i voti e i seggi, superando il 10% in molti paesi; con straordinari risultati in Francia, Germania, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Finlandia, Svezia, Austria, Inghilterra, ma anche in Spagna e in particolare in Grecia, dove sono riusciti ad eleggere per la prima volta un parlamentare europeo. Nel novembre scorso, poi, i Verdi negli USA hanno raddoppiato gli eletti in centinaia di località, contemporaneamente alla vittoria di Obama.

Siamo tutti chiamati a decidere con coraggio di far uscire i Verdi italiani da una situazione di inarrestabile declino e perdita di consensi, rilanciando nel paese un forte progetto ecologista popolare capace di dare una risposta, anche assumendo responsabilità di governo, alla crisi economica globale, ai cambiamenti climatici, all’aggressione al patrimonio e alle risorse naturali, ai diritti di tutti gli esseri viventi. Un progetto che metta al centro della propria azione la lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici attraverso una programmata riconversione ecologica dell’economia e della società.

Abbiamo per troppi anni rinunciato a parlare a tutti cittadini, per rivolgerci ad una parte limitata e ideologizzata della popolazione, dimenticando colpevolmente che le nostre tematiche sono universali e trasversali. Questo ha portato i Verdi ad essere interlocutori solo di parti limitate e non di tutti.

Dobbiamo quindi lavorare per fare in modo che la questione ecologica diventi centrale nella politica e nella società del nostro paese, consapevoli che le nostre proposte sono già, in tutto il mondo, il motore per avviare una radicale trasformazione della nostra società e dell’ economia, in un percorso culturale e politico di ricostruzione del senso di appartenenza ad una comunità quale soggetto collettivo.

C’è un aspetto però che dobbiamo affrontare con risolutezza e che riguarda noi stessi, ovvero la nostra inadeguatezza. Non siamo stati all’altezza del compito e la deriva degli ultimi anni rappresenta un punto di non ritorno.

E’ evidente che non possiamo avviare un simile ed ambizioso processo da soli. Dobbiamo, perciò, lavorare da subito per costruire una “rete ecologista” assieme a quel grande movimento di milioni di uomini e donne che -in migliaia di comitati, associazioni, pratiche comuni collegate tra loro -si occupano di ecologia, diritti, pace, nonviolenza, nuova economia, legalità, cooperazione internazionale e decentrata, democrazia.

E tutto ciò recuperando alla causa militante ecologista quelle intelligenze che lavorano in questa direzione nel mondo della ricerca, della scienza, della cultura, dell’informazione e dell’imprenditoria.

Dobbiamo metterci a disposizione di un nuovo percorso, favorendo e stimolando l’avvio nel paese di una fase costituente ecologista, che sappia anche mettere in discussione il vecchio modello di partito, per dare più spazio ad una politica di partecipazione e di democrazia, nel rispetto di un reale federalismo.

Per favorire, come auspichiamo e ci impegniamo a fare, la nascita di un nuovo movimento politico ecologista, dobbiamo superare il modello politico e organizzativo della Federazione nazionale dei Verdi, per come l’abbiamo conosciuta e soprattutto per quello che è diventata negli ultimi anni. Questo non significa per noi in alcun modo liquidare l’esperienza dei Verdi, ma, al contrario, favorire nel nostro paese la nascita di una nuova soggettività politica ecologista, collegata all’esperienza verde europea.

In questi ultimi mesi la dirigenza uscente della Federazione nazionale dei Verdi ha invece stimolato e favorito, senza alcuna legittimazione politica, la nascita dei coordinamenti di Sinistra e Libertà, non opponendo inoltre alcuna obiezione allo scioglimento di gruppi consiliari regionali verdi per formare quelli della Sinistra.

A questa scelta, che ha anche prodotto la sostanziale invisibilità della presenza verde autonoma nelle recenti elezioni amministrative, l’Assemblea nazionale dei Verdi sceglie di dare una risposta immediata e determinata, dando voce a tutti i Verdi e a tutti gli ecologisti che non intendono sciogliersi in una formazione politica che ripropone simboli, linguaggi e contenuti già consumati tante volte nella vicenda politica della sinistra italiana.

Sarebbe totalmente irresponsabile accettare passivamente che nel terzo millennio non esista più in Italia una forza ecologista autonoma e politicamente organizzata, considerata anche la marginalità a cui sono relegate le tematiche ecologiste nelle altre forze politiche.

C’è bisogno di un grande movimento politico ecologista che sappia parlare, a 360 gradi, con tutti i cittadini, forte della propria identità culturale e consapevole della propria autonomia politica, ma capace anche di costruire alleanze e di portare la questione ecologica al centro della politica in Italia.

Le grandi questioni come la pace nel mondo, il contrasto ai cambiamenti climatici, la lotta alla povertà e ad ogni tipo di discriminazione, la sicurezza alimentare, la lotta ad ogni tipo di inquinamento e al traffico, la tutela della salute, la giustizia sociale, i diritti dell’infanzia, la cura del verde, i diritti degli animali, la tutela della biodiversità, la politica energetica basata sulle energie alternative, sul risparmio e l’efficienza energetica e non sul nucleare, le politiche ecologiche per rilanciare l’economia e quindi l’occupazione attraverso la ‘green economy’, sono temi che riguardano tutti i cittadini e non solo una parte di essi.

La costruzione di nuovi contenitori frutto solo di assemblaggi e di vecchie alchimie politiche è stata già punita due volte dagli elettori. Non dobbiamo preoccuparci del nostro futuro personale e particolare, ma del futuro dell’ambientalismo italiano e dell’ecologia politica.

Per tutte queste considerazioni l’Assemblea nazionale dei Verdi italiani considera
- conclusa la partecipazione dei Verdi a “Sinistra e Libertà”.
- superata l’esperienza politica e organizzativa della Federazione nazionale dei Verdi italiani come l’abbiamo e come tutti i cittadini l’hanno conosciuta negli ultimi anni.
I Verdi italiani scelgono di contribuire alla nascita di una Costituente Ecologista, mettendo a disposizione persone, mezzi, esperienze.

Coerentemente e conseguentemente, l’Assemblea nazionale dei Verdi italiani decide di:
- aprire una fase transitoria di gestione della federazione dei Verdi fino a gennaio 2010;
- congelare il simbolo del “Sole che ride” e assumere in via provvisoria il simbolo del girasole dei Verdi europei, fino a quando la Costituente Ecologista deciderà quale simbolo scegliere per il nuovo soggetto politico ecologista;
- congelare le parti dello Statuto e dei Regolamenti nazionali che siano in contrasto con quanto di seguito stabilito;
- eleggere in questa sede due persone, una donna e un uomo, con funzioni di portavoce nazionali e con il compito di:

1. 1. promuovere un tavolo permanente nazionale di confronto tra tutti i soggetti ecologisti interessati (associazioni, movimenti politici, comitati, ecc.);

2. 2. compiere una seria ricognizione della situazione economica dei Verdi e predisporre un piano di utilizzo delle risorse per favorire il nuovo percorso della Costituente Ecologista, che ne preveda la destinazione per 1/3 per al livello nazionale, 1/3 ai livelli regionali, 1/3 da destinare ad azioni legate all’ambiente e ai diritti, promosse dalle associazioni ;

3. 3. compiere una verifica dell’utilizzo dei contributo pubblico per l’editoria in rapporto alla finalità della Costituente Ecologista;
 

4. lanciare una forte campagna di auto-finanziamento;
- eleggere in questa sede un Gruppo federale di coordinamento costituito da 42 persone - 21 donne e 21 uomini, due per regione e provincia autonoma -con il compito di:

.a. promuovere tavoli permanenti a livello regionale e di provincia autonoma, finalizzati al confronto tra tutti i soggetti ecologisti e tra tutti gli amministratori ecologisti;

.b. garantire il collegamento e il confronto inter-regionale e tra le regioni e la dimensione nazionale ed europea;

.c. promuovere iniziative politiche e di formazione, gruppi di lavoro tematici in stretto rapporto con le realtà locali e facilitare l’avvio di tavoli locali tra tutti i soggetti ecologisti;

.d. elaborare proposte di modifica dello Statuto e dei Regolamenti per renderli adeguati alla nuova fase del progetto ecologista.

In relazione al tesseramento 2009 e alle organizzazioni verdi territoriali, l’Assemblea nazionale decide che:
1) il tesseramento 2009 prosegue fino alla fine di dicembre 2009 con quote invariate, ma senza più alcun limite minimo per il riconoscimento dei gruppi locali e senza più alcun collegamento tra la quantità di tessere e l’elezione dei delegati nazionali;

2) le attuali organizzazioni territoriali dei Verdi sceglieranno autonomamente le modalità per contribuire a livello locale all’avvio del percorso della Costituente Ecologista, ferme restando le indicazioni date da questa Assemblea nazionale. I componenti dei coordinamenti di riferimento per ciascuna regione si adopereranno per coadiuvare le realtà territoriali in questo percorso.

Entro il gennaio 2010 i Verdi italiani contribuiranno, insieme a tutti gli altri soggetti ecologisti interessati, alla convocazione della Costituente Ecologista per dare vita al nuovo soggetto politico ecologista.

In accordo con gli altri soggetti ecologisti interessati, sarà promossa precedentemente una Convention ecologista di carattere politico-culturale, che potrà essere denominata “Stati generali dell’ecologia politica in Italia”.

In una fase successiva, sempre in accordo con tutti i soggetti ecologisti interessati, verrà promosso un’ECO-EXPO, con l’obbiettivo di raccogliere tutte le esperienze di carattere imprenditoriale, agricole e artigianali, con finalità ecologiche.

L’Assemblea nazionale, infine, decide di avviare ai diversi livelli e coinvolgendo tutti i soggetti interessati, una raccolta di firme per dimezzare realmente i costi della politica senza incidere sulla rappresentanza democratica.

L’Assemblea nazionale dei Verdi italiani rivolge a tutti i soggetti interessati, che condividano questa esigenza e questa speranza, l’invito ad avere il coraggio di osare, di rivendicare l’orgoglio ecologista e di operare tutti assieme per lanciare al paese, in una dimensione autenticamente europea, la nuova sfida verso la nuova Costituente Ecologista.
 
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